Egregio Direttore.
Leggo sull’ultimo numero del vs. periodico i due articoli riguardanti Tele Mola a firma di Gaetano Lastilla e senza entrare per il momento nel merito e preoccupandomi di ciò che i lettori avranno pensato nel leggere i due articoli, desidero precisare alcune cose: l’amico Lastilla si riferisce sicuramente ad una gestione amministrativa di Tele Mola, da parte di chi ha avuto la responsabilità di certe scelte, da me peraltro non condivise.
Però è anche vero che una realtà come quella di una emittente televisiva non può sopravvivere in un contesto sociale ed economico come quello di Mola e la scomparsa delle Radio Locali già alcuni anni fa ne sono una prova eloquente.
Mola non si può permettere una televisione locale, che ha dei costi e adempimenti onerosi; il nostro paese è carente di insediamenti produttivi e commerciali, a differenza di altri paesi e città confinanti.
Il vero miracolo è che Tele Mola sia sopravvissuta in questi lunghi e difficili anni, solo grazie a persone come il sottoscritto e pochi altri, che anzichè “piangere lacrime di coccodrillo”, hanno voluto portare avanti questa realtà importante con spirito di sacrificio, noncuranti dei tanti che volevano servirsi della televisione per altri motivi, non escluso quelli economici, che Tele Mola non poteva soddisfare, non avendo aiuti né pubblici, né privati.
Però non è detta l’ultima parola e chissà che dopo la morte annunciata….possa esserci anche la risurrezione! Questo perché, è bene ribadirlo, a noi non piace piangere, anche in mezzo a tante difficoltà, ma soprattutto piace lavorare per il bene comune.
Con affetto.
Avv. Donato Sciannameo
Direttore di Tele Mola
La chiusura di una “voce libera” è sempre un fatto negativo. Purtroppo a Mola assistiamo, senza preoccuparci più di tanto, alla progressiva scomparsa dell’attività informativa e, più in generale, dell’associazionismo culturale. E’ una constatazione che la dice lunga sulle politiche sviluppate nel nostro paese negli ultimi 15 anni. A fronte di un impoverimento generalizzato della popolazione, nonostante gli oltre 20 milioni di euro di Urban investiti (sic!!!), il gruppo di potere politico si è appropriato di funzioni ed attività, proprie dell’associazionismo e dell’inventiva creativa delle giovani generazioni. Sono, ormai, nella memoria storica i fermenti culturali di un’intera generazione di giovani, che non hanno più trovato, al termine del loro impegno sociale, il ricambio generazionale tanto auspicato ed atteso. La chiusura di Tele Mola è l’ultimo anello di una catena che si allunga e che si aggiunge ad altre dolorose scomparse, come le radio libere, le testate storiche (
Come Tele Mola, anche Città Nostra risente della carente situazione degli insediamenti produttivi, della crisi che da anni attanaglia il comparto commerciale, del mancato sviluppo turistico. Non è un momento facile, ma fortunatamente abbiamo la volontà di resistere alla tentazione di mandare tutto a quel paese, sperando in un futuro meno arido per la crescita sociale e culturale dei molesi.
Nicola Lucarelli





