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L’Atletico Mola non ce l’ha fatta. Non è riuscito ad acciuffare uno dei posti utili alla disputa dei play-off e deve rimandare a tempi migliori, se mai ce ne saranno, la conquista di un posto al sole nel campionato di Eccellenza.
Ovviamente ci si chiede, ora, come e perché il Mola abbia mancato l’accesso alla fase supplementare del campionato per porre eventualmente la candidatura ad un ripescaggio.
Diciamo subito che l’accesso ai play-off non faceva parte, almeno inizialmente, degli obiettivi della dirigenza molese. Si pensava ad un campionato di transizione, tenuto anche conto del fatto che l’indisponibilità del “Caduti di Superga” poneva problemi logistici che nell’economia dl campionato creavano grossi problemi, e non solo a livello organizzativo.
Successivamente il livello non eccelso delle squadre ha indotto il sodalizio molese ad alzare il tiro. Vanno visti in quest’ottica gli acquisti operati dalla dirigenza, con notevole sforzo economico, al mercato suppletivo di dicembre.
Ed allora? Il fatto è che a prescindere dall’Audace Cerignola che ha disputato un campionato a sé, l’equilibrio ha fatto sì che non ci fosse una gara segnata in partenza. Questo ha avuto come conseguenza il verificarsi di risultati che hanno tenuto aperto sia il discorso dei play-off che quello dei play-out fino all’ultimo. Tanto che il Mola ha praticamente abbassato bandiera dopo il pari interno (0-0) con il Vieste.
Sbaglierebbe, comunque, chi facesse coincidere la mancata qualificazione ai play-off con il pari con la squadra foggiana o, andando a ritroso, con la sconfitta di Polignano. Certo questi sono stati i risultati che più hanno inciso sulla classifica, senza trascurare i risvolti psicologici, ma sono altri i punti che, al tirar delle somme, mancano al Mola. Mi riferisco a quelli ceduti in casa sia al Cerignola che al Minervino come conseguenza di pessimi arbitraggi, o per demeriti propri al Ruvo in casa ed al Santeramo in trasferta.
Non va dimenticato, poi, il pessimo avvio con Liso in panchina il quale dopo quattro gare aveva racimolato la miseria di due punti con una media di mezzo punto a partita (0,5), mentre la gestione Buccolieri ha portato 43 punti con una media di oltre un punto e mezzo a gara (1,65). Certo non si vuole scaricare su Liso la colpa del mancato raggiungimento dei play-off, ma la matematica, che nel calcio è l’unica abilitata ad emettere verdetti, parla di un avvio con il freno a mano.
Alla sua prima esperienza credo che Buccolieri abbia fatto per intero il suo dovere. Certo di un allenatore si possono discutere talune scelte tecniche e tattiche o la gestione delle partite, ma alla fin fine ad andare in campo sono i calciatori.
Questo per il passato, ma il futuro? Non sappiamo se l’Atletico Mola avrà un futuro; i segnali che arrivano dal club bianco-azzurro non sono per nulla incoraggianti. Il campionato testé conclusosi è stato oneroso non solo dal punto di vista finanziario ma anche organizzativo, con la dirigenza sempre alla ricerca di un campo dove allenarsi o disputare le gare. Ciò ha indotto i massimi responsabili dell’Atletico ad esternare propositi di abbandono, che sembrano parecchio concreti, stando anche alle “avances” che sembra siano state fatte da imprenditori di paesi limitrofi dove il calcio che conta è assente da tempo.
C’è però una circostanza che potrebbe far ricredere i dirigenti molesi dal tirare i remi in barca: l’affidamento all’Atletico della gestione del “Caduti di Superga”. In tal senso da parte della dirigenza molese è stata formalizzata all’Amministrazione Comunale apposita istanza.
Pare che il sodalizio molese sarebbe disposto a gestite l’impianto “a costo zero”, vale senza alcun esborso da parte dell’ente pubblico. In pratica l’Amministrazione si sgraverebbe degli oneri di manutenzione ordinaria di cui si farebbe carico la società, ed in tempi come quelli attuali in cui i soldi a disposizione degli enti pubblici sono limitati, sarebbe una proposta da cogliere al volo salvo che non ostino altre circostanze.
Quella della concessione in gestione di un impianto sportivo, è una soluzione che è stata adottata da tutte le amministrazioni dei paesi limitrofi e, stando a risultati, con soddisfazione reciproca.

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