L’Istituto delle Culture Mediterranee della Provincia di Lecce ha scommesso su un format inedito e originale, che porterà in scena quattro rappresentazioni teatrali in tre giorni (dal 3 al 5 luglio) a Ugento.

CapotortoLa concezione del Primo Festival Internazionale di Teatro Epico “Orlando Innamorato”è un’invenzione di Vittorio Capotorto, che trae il nome da uno dei suoi cavalli di battaglia, visto che le gesta del primo paladino di Francia fanno parte del repertorio del regista pugliese, e quindi della sua non-profit Teatromania, dal 2000, quando mise in scena

la prima commedia tratta dal romanzo di Boiardo, proprio nella sua città d’origine, Scandiano.

Il format inusuale affida ai Dipartimenti di Letteratura delle Università il compito di lavorare ai progetti e sovrappone alla messa in scena anche cinque workshop. Nei giorni pugliesi, infatti, gli studenti potranno frequentare, in uno dei cinque Comuni partner, un corso di recitazione (Vittorio Capotorto,Ugento), musica e canto (il jazzista newyorkese Ron McIntyre, Maglie), scenografia e costumi (Bruno Garofalo, a lungo collaboratore di Eduardo De Filippo, Aradeo), danza (Quincy A. Junor, N.Y. Nardò), foto e audiovisivi (il fotografo Fabio Donato, Tricase).

Da notare che una giuria qualificata assegnerà dei premi originali, creati in esclusiva per il Festival dal pittore Franco Mannarini (illustratore dei vari depliant e Dvd degli omonimi spettacoli di Teatromania) che saranno appunto degli “Orlando”: regia, testo, attore, attrice, musica, costumi.

Gli studenti di due università mediterranee giungeranno a Ugento per altrettanti spettacoli: l’Ateneo rumeno di Targu-Mures per “Creatorul” e quello del Montenegro per “Vladimir e Kosara”.

Sollo sfondo dell’intero festival, la riaffermazione dell’epica, cioè il gesto con cui l’uomo scrive pagine immortali nella storia, sia con drammi di popolo che con drammi personali, affermando verità primordiali, comeonore e libertà.

E quando Capotorto portò l’idea alla presidente dell’Istituto, la professoressa Maria Rosaria de Lumè, e quindi al Direttore Luigi De Luca, la loro risposta fu entusiastica e conseguenziale la nomina del regista a direttore artistico del Festival.

Epico è “Il Mistero di Doruntina”, un adattamento di Paolo Tartamella dal romanzo breve del più popolare scrittore albanese vivente, Ismail Kadarè. La storia vuole che Costantino, giovane nobile medievale, sfidi le leggi della morte per riaffermare l’antico onore albanese. La messa in scena è della Compagnia Teatrale di Ugento per la regia dello stesso Capotorto.

Epiche sono le gesta dell’Orlando di Boiardo, uno dei poemi fantastici più appassionanti della letteratura italiana, con cui Jo Ann Cavallo (docente della materia alla Columbia University) ha contagiato da anni Capotorto. Ed a Ugento il duo Capotorto-Cavallo chiude la trilogia dell’Orlando con lo spettacolo “Le Isole Lontane”, che verrà rappresentato con studenti di varie università canadesi e statunitensi.

Epico è l’amore impossibile di Vladimir e Kosara, versione antecedente a quella shakespeariana dei due giovani amanti di Verona, adattata da Vasco Raicevic, studente di drammaturgia di Cetinje. Così come la Romania è presente con un testo tratto da un racconto medievale che narra delle ambizioni di un principe interessato a possedere un castello dall’architettura irreplicabile.

Alla vigilia della partenza per la Puglia, Capotorto spiega perchè il Festival ad Ugento e perchè ha voluto sviluppare il concetto di epica: “Grazie al caro amico Massimo d’Amore, dell’omonimo casato ugentino, tre anni fa ho visitato quella accogliente cittadina e conosciuto il suo assessore alla Cultura Massimo Lecci, un giovane, intelligente amministratore, che ha subito colto l’occasione, dando ampia disponibilità e gettando le basi per l’evento.

Circa l’epica poi, mi interessa generare un’energia nuova, quella di un gruppo di lavoro formato da giovani universitari (in sintoniacon i loro docenti di letteratura) di ogni parte del mondo, con un approccio fresco nei riguardi dell’epica, che ha fatto la storia della letteratura mondiale e che oggi viene invece trascurata per lasciare spazio a vicende brevi e facilmente commestibili, in chiara cultura televisiva e cinematografica”.

La professoressa De Lumè si rimanda invece ai popoli “con le sue grandi storie, la loro epica: ricercarle, rinnovarle nella memoria, raccontarle, rappresentarle, significa continuare a tenere un capo del gomitolo della storia, anche di quella piccola, che si nutre ogni giorno delle vicende della gente comune, ma non per questo è meno dotata di eroismo.”

(da America Oggi)