Mancano poco più di due mesi all’appuntamento elettorale ed il quadro delle candidature alla carica di primo cittadino non è ancora definito.

In questo momento sono certe quelle di Gianni Alberotanza (Centro del Buon Governo), Vincenzo Nardulli (Molatricolore) e Stefano Diperna (Centrodestra), anche se per quest’ultimo permane il problema del caso Delre ancora da risolvere. Un incontro convocato dal Coordinatore provinciale del Pdl Distaso con Diperna e Delre non ha sciolto il nodo. Un secondo incontro dovrebbe svolgersi in settimana, compatibilmente con gli impegni nazionali e regionali dell’on. Distaso, impegnato a risolvere anche il rebus delle candidature alla Regione Puglia.

Quello che inizialmente appariva un capriccio, si sta rivelando, invece, una contestazione che Delre muove al sistema adottato per la scelta di Diperna. Le critiche investono gli organi dirigenti del partito, ma anche il possibile doppio incarico dello stesso Diperna, ritenuto da Delre autentico “deus ex machina” di tutto il centro-destra. Afferma Delre:”In questi 15 anni il partito ha sfornato un solo rappresentante di spicco, che ha determinato il vuoto intorno a sé, eliminando i cervelli pensanti e circondandosi di personaggi certamente non in grado di metterlo in discussione.” La contestazione di Delre appare, però, agli occhi di tanti perlomeno tardiva, ove si consideri che lui stesso ed il suo referente regionale Massimo Cassano hanno partecipato alla presentazione ufficiale del candidato Diperna. Potrebbero essere anche condivisibili le motivazioni, ma i tempi sono sicuramente sbagliati e sospetti.

E se il centro-destra non ride, il centro-sinistra sicuramente piange e si sgretola. Stamane si è svolta una riunione del Partito Democratico, domani sera è prevista quella della coalizione. Si aspetta una risposta dall’assessore regionale Barbanente, che ha preso tempo, forse in attesa delle primarie decise per la scelta, fra Boccia e Vendola, del candidato governatore. Un’attesa non sostenibile dal Pd molese che, nel frattempo, rischia di perdere altri pezzi dopo la clamorosa uscita di Alberotanza.

E’ di queste ore la voce (vox populi, vox dei!) diffusasi negli ambienti del centro-sinistra che dà per certa la fuoriuscita dal Pd del vicesindaco Pino Desilvio (nella foto con Faustino), stanco di attendere una decisione sulla sua candidatura. Desilvio, azionista di maggioranza del partito, non ha mai fatto mistero dei suoi obbiettivi, giustificati anche dal veto statutario di continuare a svolgere le mansioni di assessore. Ma la notizia diventa clamorosa ove corrispondesse al vero l’alleanza con Sebastiano Delre, che cederebbe a Desilvio la candidatura a sindaco. Il condizionale è d’obbligo quando la politica si svolge nelle segrete stanze e non alla luce del sole, alla faccia del cittadino-elettore. Queste situazioni, poi, consentono a tanti altri personaggi di agire nell’ombra, senza esporsi pubblicamente, creando non pochi pregiudizi sulla linearità dell’azione in essere.

Se questa operazione dovesse andare in porto, il Pd perderebbe gran parte della componente di centro, quella, per intenderci, che dispone del maggior numero di tessere. Ne sapremo di più domani sera al termine della riunione, in cui la “Sinistra Unita” proporrà ufficialmente il nominativo di Stefano Gaudiuso ed il Pd forse quello dell’assessore Francesco Faustino, che di recente si sarebbe iscritto al partito. A questo punto se la “Sinistra” confermerà la disponibilità ad accettare, come ha dichiarato in precedenza, il nome indicato dal Pd, la soluzione potrebbe essere proprio Faustino, anche per dare la tanto auspicata continuità alla politica berleniana del “volare alto”.

Non ci sono problemi, invece, nel “Centro del Buon Governo” che ha già aperto ufficialmente la campagna elettorale con un incontro con il mondo agricolo. Alberotanza, pur nella diversa connotazione delle consultazioni elettorali, parte dagli oltre 1300 voti personali ottenuti alle Provinciali dello scorso anno. Se le coalizioni in lizza dovessero essere alla fine cinque, non è azzardato prevedere che il “Centro” possa arrivare al ballottaggio, con le incognite che questo determina. In effetti, più si disgregano i due poli storici, più possibilità si creano per il “Centro” e per altre eventuali liste autonome.

E’ questo l’obbiettivo che persegue Alberotanza, come ci ha dichiarato nell’intervista che troverete nel prossimo numero di “Città Nostra”, in edicola fra qualche giorno.