L’iniziativa attuata il 27 gennaio dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e dal Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) di Puglia contro la speculazione dei mulini e dei pastai sul prezzo del grano duro, con il presidio davanti al Pastificio Divella, ha sortito l’effetto sperato.
Ieri mattina l’Assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno, a seguito di una richiesta specifica avanzata da Cia e Copagri, ha prontamente convocato il tavolo interprofessionale della filiera del grano duro e della pasta, per discutere delle problematiche della cerealicoltura pugliese.
All’incontro – che si terrà lunedì prossimo 1° Febbraio (alle ore 15) presso l’Assessorato regionale alle risorse agroalimentari – sono state invitate le organizzazioni di categoria agricole, l’Associazione Nazionale Mugnai di Italia e l’Unione Nazionale Italiana Pastai.
Nel corso dell’incontro la Cia e il Copagri ribadiranno il forte stato di crisi che sta interessando il comparto cerealicolo pugliese.
Il prezzo del grano duro, infatti, continua a scendere mentre i costi di produzione aumentano inesorabilmente. Si registra un vero e proprio tracollo dei prezzi: meno 33,3 per cento. Negli anni ottanta il prezzo di un chilo di grano duro era 0,27 euro e un chilo di pasta costava tra i 0,37 e i 0,38 euro. Oggi un chilo di grano quota 0,17 euro, con un riduzione di oltre il 60% rispetto a due anni fa, e un chilo di pasta costa tra 1,30 e 1,40 euro. Nel frattempo, però, i costi di produzione sono triplicati (concimi, materie prime, sementi, fitosanitari, etc.).
Le importazioni dai paesi extracomunitari crescono in maniera preoccupante e compromettono il “Made in Italy” della pasta. Ormai nella pasta italiana vengono impiegati grani duri per il 70% di origine estera (Ucraina, Kazakhistan, Australia, Canada), con seri problemi di qualità e sanità del prodotto.
Lunedì prossimo Cia e Copagri chiederanno di combattere senza tregua l’economia dell’inganno, con un sistema coordinato e pianificato dei controlli. E’ necessaria a livello regionale e nazionale una cabina di regia con tutti i soggetti preposti ai controlli e le organizzazioni professionali agricole per affrontare in maniera seria il grave problema delle importazioni illegittime e il falso “Made in Italy”. Sarà chiesto, inoltre, al governo regionale e nazionale un tavolo interprofessionale per regolare il mercato, e la definizione di una specifica richiesta alla Commissione Europea di aumento del prezzo soglia per i grani duri d’importazione extracomunitaria.






ottimo, una tracciabilità del prodotto dalle materie prime dal luogo di coltivazione, alla trasformazione al confezionamento…tutto controllabile nelle etichette! il consumatore attento guarda l’etichetta garantita e sceglie…poi se gli altri vogliono guardare la pubblicità….
Queste iniziative vanno seguite con interesse da tutti i cittadini che credono nella tutela della salute…un dovere da cittadino…e non solo un grido nevrotico ed isterico esternato in occasione di mancati diritti alla salute riscoperti solo nel momento del bisogno!….cioè se ti viene il tumore all’intestino…perché forse hai mangiato “merda” (pasta fatta con grani radioattivi….silos non controllati ecc…)….e poi in ospedale ti senti abbandonato…e te la prendi con il “sistema”….forse è il momento di dare supporto a queste iniziative….