Fino a domenica 14 marzo, presso il salone di palazzo Roberti, in piazza XX Settembre a Mola di Bari, il Comune di Mola di Bari, in collaborazione con l’Associazione per la pace, l’Associazione Al Kamandjati e la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, organizza la mostra fotografica: “Viaggio in Palestina” – Foto di Luigi Caccuri – Testi di Isa Colonna.
È possibile visitare la mostra tutti i giorni dalle 18.30 alle ore 20,30 e la domenica dalle 10.30 alle 12.30.
Ingresso gratuito.
La mostra raccoglie foto, riflessioni ed esperienze dopo il viaggio compiuto da una delegazione molese in Palestina nell’ambito del progetto”Ponte di musica”.
“La Palestina sembra una terra di mezzo, un luogo dove le contraddizioni quotidianamente implodono e , poi, periodicamente esplodono in un conflitto bellico. Un territorio brullo,spesso desertico, centro delle più importanti religioni monoteiste e, paradossalmente, proprio per questo conteso e devastato da assurde guerre di religione e d’etnia. Un territorio dove gli Ebrei, sopravvissuti all’Olocausto, sono diventati, proprio loro che tanto sono stati perseguitati, i persecutori del popolo palestinese.
Un viaggio, il nostro, in Palestina che è la dura presa di coscienza dell’orribile normalità in cui vive un popolo “ospite” in casa propria. Palestinesi profughi in Palestina.
Il muro della vergogna divide e separa città,territori,famiglie. Come può consumarsi questa immane tragedia nella terra dove è nato e morto Gesù Cristo, figlio di Dio per i cristiani, principe della pace per i mussulmani, profeta per gli ebrei ?
In poche centinaia di metri è racchiuso l’epicentro delle religioni monoteiste: il muro del pianto, la spianata delle moschee, i minareti, la via crucis, il Santo Sepolcro. In questa terra nacque e morì Cristo, pregò Maometto, vissero i Padri dell’ebraismo. Tutto qui, nella terra promessa per qualcuno, negata per altri; crocevia di religioni, etnie, tradizioni e costumi. E ora, da più di 60 anni, terra di guerra senza fine.
Un viaggio in Palestina è uno shock culturale di cui forse abbiamo bisogno per capire,noi che viviamo nella pace, cosa significa veramente non avere pace.”
1 Commento
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22:56 del 26 febbraio, 2010
vi invito alla lettura di questo articolo che crea una nuova ipotesi al recupero di monumenti abbandonati o sfruttati al 5% del loro potenziale vedi palazzo roberti e castello.
Castelli abbandonati, fortezze chiuse al pubblico, abbazie con poche centinaia di visite all’anno: come l’Italia, anche la Francia conta decine di monumenti storici che costano tanto e portano poco alle casse dello Stato. Cosa farne? Il governo di Parigi ha pronta la soluzione: trasformarli in alberghi di pregio («maison de charme», in francese), per turisti raffinati in cerca di siti affascinanti, pieni di storia e cultura.
Il progetto è già sul tavolo dell’esecutivo, firmato dal ministro della Cultura, Frederic Mitterrand. Ora, racconta Le Monde, su richiesta del Centro dei monumenti storici, l’Atout France, un’agenzia di sviluppo turistico, sta realizzando uno studio per individuare quei «gioielli» del patrimonio culturale francese che potranno essere trasformati in alberghi, pensioni o agriturismo, con o senza ristorante.
Entro la prossima primavera gli esperti dovranno stilare una lista di «cinque siti pilota» dove sperimentare l’iniziativa.
Parola d’ordine: redditività.