E’ nato da circa un anno e il Centro Studi d. Luigi Sturzo è una realtà culturale importante per la ns. Città, in quanto promuove dibattiti e incontri con personalità a livello nazionale di grande spessore.

Dopo il primo incontro dello scorso anno incentrato sulla figura e sul pensiero del grande statista e sacerdote Sturzo, il 13 febbraio nel Castello Angioino di Mola si è tenuto un convegno, che prendendo spunto dall’ultima enciclica papale «Caritas in Veritate» ha cercato di delineare il rapporto fra etica ed economia, richiamando l’attenzione sulla importanza del Vangelo per lo sviluppo integrale dell’uomo.

Nell’introdurre il convegno, l’avv. Donato Sciannameo, presidente del Centro Studi, ha richiamato i numerosi presenti sulla necessità che per un cattolico, come sosteneva d. Sturzo, tutto è e deve essere cristiano: la vita individuale, la famiglia, l’attività economica e la politica, in modo da non esservi nessun angolo del proprio essere che non sia impregnato di cristianesimo.

Allora occorre dar vita ad una nuova generazione di cattolici impegnati in ogni ambito della vita sociale e politica.

Hanno preso la parola i due relatori del convegno, moderati dal dott. Enzo Quarto, giornalista di RAI 3 e direttore della Scuola Diocesana per le Comunicazioni Sociali.

Il dott. Giovanni Palladino, presidente naz. del CISS, economista, nel suo intervento richiamandosi al pensiero sturziano ha delineato il rischio di uno statalismo che vuole invadere ogni settore della vita sociale ed economica, impedendo la libera iniziativa dei cittadini, che devono responsabilizzarsi nell’uso dei beni.

Mons Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari, nel concludere l’incontro dopo aver ascoltato i tanti interventi dei presenti, ha sottolineato che l’economia, come la scienza, deve avere dei riferimenti etici, per impedire che siano usati contro l’uomo, anzicché per il suo sviluppo. Oggi i poveri del mondo reclamano giustizia e interpellano in maniera drammatica i popoli dell’opulenza, che dal Vangelo devono trarre ispirazione per orientare tutti gli sforzi per debellare la fame e le malattie. Se l’economia è direzionata solo al profitto, non ci sarà mai spazio per la solidarietà.