Prosegue senza sosta il saccheggio del patrimonio antico. Dopo il furto di basole, chianche e pavimenti da una villa ottocentesca in contrada Brenca, questa volta a sparire nel nulla sono le basole, le chianche e le colonnine rimosse dal lungomare Colombo per fare spazio ai cantieri del waterfront di Bohigas (architetto catalano).
«Che fine hanno fatto?», si domanda Nicola Lucarelli, di «Città Nostra», portavoce della protesta e della indignazione che dalla piazza ha raggiunto, infiammandolo, anche il web. Dove sono finite quelle pietre «preziose» (l’attuale prezzo di mercato arriva fino a 50-70 euro il pezzo)? Proviamo a ricostruire la vicenda.
A febbraio dello scorso anno, con l’apertura del cantiere del waterfront, partono i lavori di smantellamento di marciapiedi, colonnine e piazzette del lungomare che dal 1930 venivano adornate da chianche pugliesi (pietra di Castellana, di Trani e della Murgia). Sarebbero circa 800 le chianche rimosse, non tutte ad opera d’arte. Bisogna fare presto, i lavori del fronte mare atteso da anni vanno completati nel minor tempo possibile per evitare disagi ai cittadini. Pertanto, per la rimozione, al martello e allo scalpello di abili artigiani della pietra viene preferito il martello pneumatico di esperti palisti.
È il prezzo del cambiamento. Dopo le tamerici distrutte nel Baby Park per fare posto alle palme, anche un buon numero di pietre storiche viene ridotto in frantumi. Da Palazzo di città assicurano – come conferma il disciplinare dei lavori – che il materiale sarebbe stato stoccato con cura, numerato e anche inventariato in vista di un riutilizzo non ancora definito nei dettagli. Le chianche rimosse vengono trasferite in via San Sabino, in un luogo recintato ma esposto alle scorribande dei nuovi mercanti. I predoni delle ricercatissime basole non si fanno pregare: approfittano della blanda custodia ed entrano in azione.
In pochi giorni la «montagna» si trasforma in «collinetta»: le pietre prendono altre strade, si stima che ne siano sparite circa 500, la maggior parte delle 800 smontate. Nessuno esclude, visto il valore, incursioni anche notturne. Alcuni cittadini segnalano l’azione dei predoni in un esposto inviato a Comune e Polizia municipale. Chiedono lumi sulla storia saccheggiata e sulla colonna antica, sull’elica di bimotore, sul cannone e sull’antica àncora, attrazioni per i bimbi che frequentavano il Baby Park di via Colombo. «Sono ancora nella disponibilità del Comune – chiede Lucarelli – o sono andati a finire in qualche giardino privato?». Il Comune ha aperto una indagine conoscitiva. Quello delle chianche è un mercato che ha fatto anche un «salto». Sulla Murgia i Carabinieri hanno scoperto un traffico di pietre di antica manifattura e di «coppi» per la copertura dei tetti. Una singola chianca costa al ricettatore 40-50 euro, ma il prezzo finale sul mercato arriva a 70-100.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno





