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	<title>Commenti a: DE SANTIS GIUSEPPE senior – CARBONARO</title>
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	<description>Il giornale dei molesi</description>
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		<title>Di: A. Laterza</title>
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		<dc:creator>A. Laterza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:35:44 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giovanni, 
ho riletto ieri sera il tuo articolo che citi, e che, mi devi scusare, non ricordavo. Dovremmo riprendere il tuo discorso e svilupparlo. 
Sarebbe opportuno che Città Nostra, proprio in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni, che suonano così ipocriti, si facesse promotrice di fare luce su tutti quegli aspetti messi in ombra dalla storiografia ufficiale (quella dei vincitori).
Per esempio, (e lancio l&#039;idea a te e al Direttore), potremmo organizzare una conferenza-dibattito invitando Pino Aprile, l&#039;autore di &quot;Terroni&quot;. Si tratta di un libro stampato di recente e che sta conseguendo una larga diffusione, proprio per il suo far luce sugli aspetti più controversi di un processo di unificazione a senso unico e che tanti guai e malessere ha portato alle nostre terre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giovanni,<br />
ho riletto ieri sera il tuo articolo che citi, e che, mi devi scusare, non ricordavo. Dovremmo riprendere il tuo discorso e svilupparlo.<br />
Sarebbe opportuno che Città Nostra, proprio in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni, che suonano così ipocriti, si facesse promotrice di fare luce su tutti quegli aspetti messi in ombra dalla storiografia ufficiale (quella dei vincitori).<br />
Per esempio, (e lancio l&#8217;idea a te e al Direttore), potremmo organizzare una conferenza-dibattito invitando Pino Aprile, l&#8217;autore di &#8220;Terroni&#8221;. Si tratta di un libro stampato di recente e che sta conseguendo una larga diffusione, proprio per il suo far luce sugli aspetti più controversi di un processo di unificazione a senso unico e che tanti guai e malessere ha portato alle nostre terre.</p>
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		<title>Di: giovannimiccolis</title>
		<link>http://www.citta-nostra.it/2010/06/08/de-santis-giuseppe-senior-%e2%80%93-carbonaro/comment-page-1/#comment-7837</link>
		<dc:creator>giovannimiccolis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 06:04:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.citta-nostra.it/?p=3529#comment-7837</guid>
		<description>Caro Andrea,
ho già parlato dell’argomento nel n. 65 di maggio 2008 (“L’Unità d’Italia”).Il tema è molto complesso e controverso per poterne parlare compiutamente in un articolo.
Ritengo, al momento, sia più utile parlarne in un prossimo incontro, quelle conversazioni che si tengono d’estate nel giardino Linsalata.
Prendo sin d’ora l’impegno di riparlare su eventi ormai distanti nel tempo che rappresentano una memoria comune, ma sui quali le celebrazioni di “ricorrenze” agiscono come un prurito e risvegliano risentimenti di ingiustizie alle quali non si è dato congruo risarcimento almeno morale.
Le vicende di quel periodo sono state narrate nei libri di storia dai vincitori magnificando le qualità dei valorosi conquistatori e deridendo i personaggi dello sconfitto regno borbonico ed il loro apparato burocratico e militare.
A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
ho già parlato dell’argomento nel n. 65 di maggio 2008 (“L’Unità d’Italia”).Il tema è molto complesso e controverso per poterne parlare compiutamente in un articolo.<br />
Ritengo, al momento, sia più utile parlarne in un prossimo incontro, quelle conversazioni che si tengono d’estate nel giardino Linsalata.<br />
Prendo sin d’ora l’impegno di riparlare su eventi ormai distanti nel tempo che rappresentano una memoria comune, ma sui quali le celebrazioni di “ricorrenze” agiscono come un prurito e risvegliano risentimenti di ingiustizie alle quali non si è dato congruo risarcimento almeno morale.<br />
Le vicende di quel periodo sono state narrate nei libri di storia dai vincitori magnificando le qualità dei valorosi conquistatori e deridendo i personaggi dello sconfitto regno borbonico ed il loro apparato burocratico e militare.<br />
A presto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: A. Laterza</title>
		<link>http://www.citta-nostra.it/2010/06/08/de-santis-giuseppe-senior-%e2%80%93-carbonaro/comment-page-1/#comment-7834</link>
		<dc:creator>A. Laterza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 17:42:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.citta-nostra.it/?p=3529#comment-7834</guid>
		<description>Come sempre le ricostruzioni storiche di Giovanni Miccolis sono precise, puntuali e contribuiscono a fare luce sulla nostra Storia. E di questo gliene sono particolarmente grato.
Vorrei però chiedere a Giovanni se non ritiene opportuno fare un po&#039; di storia controcorrente. Mi spiego meglio. Si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell&#039;Unità d&#039;Italia, che ricorrono il prossimo anno.
Siamo già sommersi da una notevole ondata di retorica e di ricostruzioni a senso unico.
Come tanti, mi sto documentando sul come e sul perchè si arrivò alla spedizione garibaldina e all&#039;unificazione. E sto leggendo cose che la storiografia ufficiale non ha mai detto. Esistono molti libri e documenti, per esempio, che fanno luce sugli eccidi perpetrati dalle truppe piemontesi per costringere i nostri avi ad accettare i nuovi dominatori. Si parla di decine di migliaia di morti, di migliaia di deportati nei carceri speciali del Piemonte, dei c.d. &quot;briganti&quot; (e di coloro che li fiancheggiavano) passati per le armi in esecuzioni spietate (oggi li chiameremmo partigiani), di interi paesi dati alle fiamme e rasi al suolo, ecc..
Non che i Borboni fossero santi o benefattori, però, da questa documentazione emerge una politica di rapina delle risorse finanziarie (a quel tempo molto cospicue) praticate dai Savoia a danno del Regno delle Due Sicilie. E la distruzione sistematica (o comunque il fallimento indotto) del primo apparato industriale del sud, che era certo rudimentale, ma per quei tempi era tra i primi della penisola e dell&#039;Europa.
Dopo l&#039;Unità d&#039;Italia, il Sud, che non conosceva l&#039;emigrazione, vide un flusso inarrestabile di milioni di persone abbandonare paesi, città e campagne per dirigersi verso le Americhe. La vera questione meridionale è iniziata con l&#039;Unità d&#039;Italia. Lo stesso Gramsci ne era perfettamente cosciente.
Perchè non cominciare a fare luce su tutto questo? Se siamo stati così duramente penalizzati a vantaggio del nord, non è arrivato il tempo di contrastare seriamente la propaganda razzista della Lega Nord con argomenti e fatti precisi?
Non è arrivata l&#039;ora di dire chiaro e tondo che, dal come e dal perchè questa Unità è stata realizzata, ci abbiamo rimesso? Certo con i se non si fa la Storia, però se Garibaldi avesse proclamato una Repubblica indipendente e democratica a sud del Garigliano, invece di &quot;lavorare&quot; per i Savoia, ora staremmo probabilmente a raccontare un&#039;altra &quot;storia&quot;...
Dobbiamo prendere coscienza che la &quot;Storia siamo noi&quot;. E che se non capiremo le ragioni storiche ed economiche del &quot;ritardo&quot; meridionale non saremo mai in grado di contrastarlo e di superarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre le ricostruzioni storiche di Giovanni Miccolis sono precise, puntuali e contribuiscono a fare luce sulla nostra Storia. E di questo gliene sono particolarmente grato.<br />
Vorrei però chiedere a Giovanni se non ritiene opportuno fare un po&#8217; di storia controcorrente. Mi spiego meglio. Si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, che ricorrono il prossimo anno.<br />
Siamo già sommersi da una notevole ondata di retorica e di ricostruzioni a senso unico.<br />
Come tanti, mi sto documentando sul come e sul perchè si arrivò alla spedizione garibaldina e all&#8217;unificazione. E sto leggendo cose che la storiografia ufficiale non ha mai detto. Esistono molti libri e documenti, per esempio, che fanno luce sugli eccidi perpetrati dalle truppe piemontesi per costringere i nostri avi ad accettare i nuovi dominatori. Si parla di decine di migliaia di morti, di migliaia di deportati nei carceri speciali del Piemonte, dei c.d. &#8220;briganti&#8221; (e di coloro che li fiancheggiavano) passati per le armi in esecuzioni spietate (oggi li chiameremmo partigiani), di interi paesi dati alle fiamme e rasi al suolo, ecc..<br />
Non che i Borboni fossero santi o benefattori, però, da questa documentazione emerge una politica di rapina delle risorse finanziarie (a quel tempo molto cospicue) praticate dai Savoia a danno del Regno delle Due Sicilie. E la distruzione sistematica (o comunque il fallimento indotto) del primo apparato industriale del sud, che era certo rudimentale, ma per quei tempi era tra i primi della penisola e dell&#8217;Europa.<br />
Dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia, il Sud, che non conosceva l&#8217;emigrazione, vide un flusso inarrestabile di milioni di persone abbandonare paesi, città e campagne per dirigersi verso le Americhe. La vera questione meridionale è iniziata con l&#8217;Unità d&#8217;Italia. Lo stesso Gramsci ne era perfettamente cosciente.<br />
Perchè non cominciare a fare luce su tutto questo? Se siamo stati così duramente penalizzati a vantaggio del nord, non è arrivato il tempo di contrastare seriamente la propaganda razzista della Lega Nord con argomenti e fatti precisi?<br />
Non è arrivata l&#8217;ora di dire chiaro e tondo che, dal come e dal perchè questa Unità è stata realizzata, ci abbiamo rimesso? Certo con i se non si fa la Storia, però se Garibaldi avesse proclamato una Repubblica indipendente e democratica a sud del Garigliano, invece di &#8220;lavorare&#8221; per i Savoia, ora staremmo probabilmente a raccontare un&#8217;altra &#8220;storia&#8221;&#8230;<br />
Dobbiamo prendere coscienza che la &#8220;Storia siamo noi&#8221;. E che se non capiremo le ragioni storiche ed economiche del &#8220;ritardo&#8221; meridionale non saremo mai in grado di contrastarlo e di superarlo.</p>
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