Come è noto è stata realizzata una nuova e moderna sala consigliare del Comune, che ha ospitato di recente la prima riunione della massima assise cittadina.
Si discute ora a chi intitolarla. Fermo restando che è opportuno dedicarla ad un personaggio politico che abbia acquisito meriti, consensi e popolarità nel contesto cittadino, riteniamo di indicare sei nomi da sottoporre al vostro giudizio.
Sono il prof. Vitantonio Barbanente, fondatore e uomo di spicco della Democrazia Cristiana molese, consigliere comunale ed assessore provinciale; il prof. Saverio Fumai, Presidente del Consiglio comunale; il dott. Giovanni Padovano, sindaco per 15 anni; il prof. Giovanni Papapietro, politico di spicco del Partito Comunista e uomo di cultura; il dott. Gianvito Pesce, primo Sindaco dell’epoca repubblicana e medico molto apprezzato; il prof. Nicola Uva, Sindaco, scrittore e Direttore didattico.
E’ evidente che i nomi fatti da noi non precludono altre scelte, anche se, secondo noi, in considerazione della struttura da intitolare, il personaggio prescelto dovrebbe essere individuato nell’ambito politico-amministrativo.






Caro Lucarelli, lo scrivente non ha le caratteristiche di indirizzo politico culturale per accettare l’imbuto di nominativi da voi proposti, che per Pino Castellana sono tutti da bocciare (se volete, posso argomentare diffusamente).
Io sono ateo, non sono bacchettone, né tantomeno stalinista: veramente, non trovo un nominativo unificante, che possa far convergere i “voti”, se non ripensando ad un uomo con notevoli limiti culturali, ma che creò migliaia di posti di lavoro, sistemò tantissime famiglie e si prodigò per tanti anziani, finendo con essere derubato ed umiliato nei suoi progetti, da coloro i quali lo attorniarono per depredarlo. Sto proponendo non un prete, ma un uomo, che da vecchio era diventato di un sottile sarcasmo e di una simpatia unica.
Quell’uomo di Mola si chiamava Aloia BRUNO…eleggeva sindaci, nominava Dirigenti, seminava di tutto, non devo dire altro!
Io con don Bruno non andavo certo d’accordo, non gli ho mai chiesto favori, non ne ho mai ricevuti, eppure mi stava simpatico, l’ho sempre trattato da buon amico, come lui mi trattava con tutto il rispetto possibile…e se la rideva…che tipo!!!
Chi è contrario, alzi la mano…
Pino Castellana
Sono d’accordo con Pino Castellana Don Bruno è il nome giusto per la nuova sala consiliare!!! :D
Non mi piacciono i sondaggi, perché non consentono di analizzare le questioni facendosi poi un’idea, comunque, oggi vanno molto di moda e servono per vedere, con le dovute cautele, gli umori della gente.
Per il prossimo numero di Città Nostra (in edicola con la Guida Mola all’incirca a metà mese) ho scritto un articolo su cosa, per me, significhi e che valore simbolico abbia intitolare una Sala Consigliare ad un illustre personaggio pubblico. L’ “idea” mi è venuta perché sono rimasto sbigottito dalla proposta del PD, durante la 1^ seduta del nuovo Consiglio Comunale, di intitolare la sala prof. Fumai, ovviamente, senza indicare il perché di una simile importante proposta (valide ragione di questa intitolazione non credo ce ne siano).
Con tutto il rispetto per il prof. Fumai, bravissima persona, non credo che abbia lasciato una impronta indelebile sulla storia politica-sociale del nostro paese. Discorso diverso vale per gli altri nomi indicati nella lista del sondaggio (con tutte le luci ed ombre, vere o false che siano, che ammantano personaggio pubblico), dove avrei inserito anche il nome del Sindaco Dellegrazie. Ai più giovani, ai quali risultano anonimi questi nomi, si studino un po’ la storia locale.
Comunque, come ho specificato nell’articolo, secondo me la Sala Consigliare andrebbe intitolata a Piero Delfino Pesce o ad un molese che ha una storia “di livello” pari alla sua.
Intendo dare un contributo di idee a Città Nostra, però da un punto di vista molto laico. Vedete, é C.N. ad aver lanciato una sorta di “sondaggio”, su un pacchetto predisposto. Ed io ho detto la mia.Aloia Bruno. Dato che il mio é un commento breve, non mi é dato qui argomentare, come si riserva di fare il vs. redattore Sciddurlo. Se volete, chiedetemi di scrivere perché propongo “l’uomo Aloia Bruno” ed io vi scrivo dieci pagine fitte-fitte di cose serie ed argomentate. Ma questa prerogativa deve esser pari per tutti. Inoltre, a mio parere, é un tantino scorretto (non é un rimprovero, bensì solo un’annotazione mattutina, dialettica, non dialettale…) dire “no sondaggi”, “la mia é una reazione alla proposta PD” e quindi “voto…PD Pesce”. Sono chiaro: apprendendo una simile boutade del PD, annuncio lo sciopero della fame, nel caso…ma per favore,…però, gentilissimo amico Sciddurlo, magari non ricorreremo al referendum, però dateci la possibilità di poter “gareggiare” alla pari con le argomentazioni. No ai politici! No alle proposte “bipartizan”, la storia si studia seriamente, non si legge sulle lapidi. Ed Aloia Bruno era laicamente un centravanti d’uomo, tra il ’900 ed il nuovo millennio.
Pino Castellana, affettuosamente critico!
Per dovere di obiettività, è giusto ricordare che, all’indomani della scomparsa di Saverio Fumai, sull’onda dell’emotività per la prematura dipartita, il Consiglio Comunale prese l’impegno morale di intitolargli la sala consiliare. Non ricordo se questo impegno fu preso ufficialmente, però da ex consigliere ricordo che se ne parlò con il più ampio consenso “bipartisan”.
Poi, se posso dire la mia in merito ai nomi proposti nel sondaggio, direi che manca sicuramente il nome di Giovanni Ricciardelli, che fu, tra i consiglieri comunali del dopoguerra, tra i più lucidi e attenti e, sicuramente, tra i migliori sotto il profilo culturale e intellettuale. Giovanni ha dato lustro al nostro Consiglio Comunale, alla pari, se non di più, dei tanti nomi che si possono meritatamente ricordare.
Se poi si volesse intitolare la sala consiliare, tagliando ed evitando qualsiasi polemica, non resterebbe che dedicarla, come dice Marco, al più grande politico molese di tutti i tempi e che, senza alcun dubbio, è Piero Delfino Pesce.
Tuttavia, non dimentichiamo che P.D. Pesce meriterebbe molto di più. Mola si è limitata a dedicargli una strada, mentre potrebbe e dovrebbe intitolargli un Museo civico (che non abbiamo ancora… mentre si è andati avanti quasi da sempre con l’effimero) e, in ogni caso, si dovrebbero recuperare tutti i suoi scritti, i numeri di “Humanitas”, i suoi carteggi, ecc., e farne strumento, in primis, per l’educazione dei giovani alla politica. Magari con una scuola di formazione super partes.
Manca nelle scelte dei molesi il necessario equilibrio per avere la massima condivisione.
Abbiamo visto che una scuola è stata intitolata a Eduardo De Filippo, un omaggio ad un grande personaggio del teatro, ma non vi erano altri nomi da scegliere legati per nascita a questo nostro benedetto paese?
Per la nuova sala comunale qualcuno propone il nome di don Bruno Aloia. Ma non sarebbe più opportuno dedicargli una struttura religiosa?
Gli altri nomi proposti, legati all’attività politica (più consoni alla struttura) sono tutti validi. Lasciamo che sia il Consiglio Comunale a decidere. Non è certo il caso di fare sondaggi, referendum e così via.
E sia: non ho il minimo dubbio che spetti alla sovranità del Consiglio comunale riservare alla propria assise tale decisione. Ho proposto l’uomo Bruno Aloia, sottolineo l’uomo, per dissenso dichiarato verso i nominativi da altri proposti: ognuno tira l’acqua al proprio rubinetto. E, ve lo dico platealmente, considerata la strettoia culturale di tanti (che costantemente si atteggiano a “pensatori” del fine settimana…), intendevo solo restituire alla memoria della brava gente (é così rara…) la figura di un personaggio che tantissimo ha dato, e che é stato depredato anche nel ricordo. E’ vero, A Bruno Aloia una lapide fra “gli scranni” suonerebbe come un omaggio troppo riduttivo, come pure una struttura religiosa.
A lui non interessava tirare la coperta dalla sua parte…
Pino Castellana
Non dimentichiamo che Eduardo De Filippo è cittadino onorario di Mola. E che a Mola ha dato lustro più di tanti molesi di cui è piena la toponomastica.
Come emerge degli interventi sono numerosissime le personalità del nostro paese tra cui scegliere per intitolare la nuova Sala consiliare. Per affetto e per storia personale istintivamente propenderei per don Bruno, anche se vorrei far presente che la nascente struttura della Città dei Ragazzi mi sembra ovvio che debba essere dedicata a lui. Sulla figura di don Bruno bisognerebbe fare un discorso più ampio e coraggioso e a promuoverlo dovrebbero essere il mondo cattolico e il clero molesi, quasi a sancire, con un’iniziativa importante, la conclusione dell’Anno sacerdotale voluto da Benedetto XVI. Rileggendo alcuni brani dei prezioso lavoro della Prof.ssa Giovanna Ungaro su don Bruno si potrebbe trasse ispirazione.
Tornando all’intitolazione bisogna riconoscere che è estremamente difficile fare una scelta. Il rammarico più grande è che tutte le personalità indicate appartengono alla storia e non al presente del ns. paese. A tutti loro andrebbe dedicata più attenzione al di là della circostanza per rammentare il senso del servizio che hanno offerto nella cura della cosa pubblica.
Commentando un altro post pochi giorni fa, ho espresso il mio disappunto per lo scollamento che nei fatti si è scelto di consumare tra la memoria di don Bruno e
realizzazioni come la cappella a San Materno e la città dei ragazzi.
Detto questo a prevenire chi dovesse ritenere ingenerosa l’opinione che sto per esprimere, non credo che don Bruno Aloia sia la figura adatta per l’intitolazione dell’aula consiliare. Senza retorica, essa dovrebbe rappresentare, sia pure solo a livello cittadino, il “tempio laico” dei valori della democrazia costituzionale; non vedo però alcun nesso specifico fra questi e la figura del sacerdote molese, le cui non poche qualità si esprimevano su piani differenti.
Ritengo piuttosto che siano altre le personalità legate a Mola che meriterebbero questo riconoscimento: da un lato, come già proposto da Marco Sciddurlo e Andrea Laterza, Piero Delfino Pesce. Dall’altro, una figura che suo malgrado può essere ritenuta un molese d’adozione: il conversanese Giuseppe Di Vagno, contemporaneo e amico di Delfino Pesce, che proprio a Mola nel 1921 fu il primo parlamentare a pagare con la vita l’assalto violento alle istituzioni perpetrato dal nascente fascismo.
Credere alla democrazia significa pagare il tributo di riconoscenza a chi ha mostrato di difenderne le ragioni sino in fondo; e sono certo che chi sarà chiamato a prendere la decisione di intitolare l’aula consiliare non si lascerà sfuggire l’occasione per manifestare tutta la sua sensibilità democratica.
NN …. RIESCO un NONE X L’intitolazione SALA ……………………………………………………………………………………….!!!CONSIGLIARE booooo…X LA PULIZIA DELLA SALA ….DI SICURO LO TROVO… MA DICE KE FA L’AVVOCATO???