Smaltita la sbornia elettorale, è tempo di bilanci per tutte le formazioni politico-partitiche protagoniste di una tenzone che ha dato luogo a risultanze, anche se non difficilmente ipotizzabili, invero sorprendenti.
In proposito, preme evidenziare che, al di là di una pur opportuna analisi afferente la portata dei consensi ottenuti, occorra procedere con solerzia ad una generale deposizione delle armi brandite da ciascun contendente nel tentativo di conseguire il soddisfacimento di legittime aspirazioni, nonchè smaltire con sollecitudine le scorie di scottanti delusioni eventualmente patite, per dar luogo – nel rispetto dei ruoli (maggioranza – opposizione) – alla realizzazione di un progetto di rinascita, utile per dar sollievo alla nostra non brillante ed asfittica realtà socio-ambientale.
Un progetto, che, con l’auspicabile concorso della collettività intera, possa orientare il quotidiano impegno della compagine amministrativa municipale di nuova formazione verso il recepimento e conseguente soddisfacimento delle note istanze ed aspettative più volte reiterate a gran voce; il tutto, improntato ad una effettiva e concreta adesione ai contenuti etimologici di una parola, di cui spesso se ne travisa il significato: Cultura!
Un termine, inteso innanzitutto quale rispetto del prossimo e dell’ambiente, oltre che coltivazione delle proprie radici, da ritenere e da far comprendere non con improduttive manifestazioni caratterizzate dall’effimero, bensì mediante una sagace e costante opera volta a spiegare l’esatta valenza (facendone rispettare gli intrinseci princìpi) di un’altra parola accostabile alla precedente: Democrazia!
Perché, come più volte denunciato, non possono elevarsi le pur comprensibili lamentele riguardo una sussistente disastrata precarietà della rete viaria urbana ovvero per quanto attiene l’infelice ed intollerabile modalità di raccolta dei rifiuti posta in essere in alcune zone dell’abitato, se per altro verso non ci si adoperi in prima persona – amministratori e cittadini – affinché possa efficacemente porsi riparo, ad esempio, al nocumento arrecato da un traffico veicolare sempre più caotico ed incontrollabile o dalla perpetuazione di modalità comportamentali che offendono marcatamente il decoro urbano.
Un altro aspetto da evidenziare afferisce l’esigenza di promuovere e supportare la concretizzazione di ogni iniziativa atta a favorire una effettiva ed efficace crescita culturale comunitaria, nella consapevolezza che la tutela delle proprie memorie storiche costituisca fertile humus per l’elevazione qualitativa della vita di una popolazione.
In tale ottica, è auspicabile che possa finalmente addivenirsi all’accoglimento dell’offerta di collaborazione, al riguardo già in passato manifestata da concittadini in possesso di specifici titoli e professionalità, avendo cura di non disperdere in una miriade di infruttuosi rivoli le somme pecuniarie di settore previste in bilancio, bensì di concentrarne congrua parte d’impiego per l’ottimizzazione conservativa e funzionale dell’Archivio Storico Comunale e della pubblica Biblioteca.
Un intervento di tale meritorietà, per di più se contemplante la previsione dell’acquisizione in copia dell’enorme patrimonio documentaristico afferente la nostra storia, custodito da Archivi e Biblioteche d’interesse nazionale, di certo concorrerebbe a lenire l’amarezza provata nell’assistere impotenti alla mancata realizzazione in loco e conseguente dirottamento verso realtà sociali governate da amministratori verosimilmente più illuminati e lungimiranti, di testimonianze del passato di straordinaria importanza e valore incommensurabile, quali il Museo etnografico ed il Museo della Civiltà contadina.
Coraggio, dunque. E’ ora di rimboccarsi le maniche e remare tutti nella medesima direzione, senza infingimenti od ipocrisia. Ne va del futuro dei nostri figli!





