Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’Associazione temporanea di imprese «Co.La.Ri.» (Consorzio laziale rifiuti) e annulla l’aggiudicazione della gara alla cordata pugliese «Co.Gea.M.» (Consorzio stabile gestioni ambientali) e il contratto siglato tra la Regione e la «Co.Gea.M.» per la gestione del ciclo dei rifiuti nel Sud-Est Barese, aprendo così la strada a una richiesta di risarcimento milionaria e al rinvio dell’avvio di tutti gli impianti complessi (necessari per porre fine allo smaltimento in discarica e potenziare il sistema della differenziata), molto temuto dai sindaci che domani si incontreranno a Conversano.
È l’ultimo colpo di scena intervenuto sulla lunga vicenda della gestione del ciclo dei rifiuti nei 21 comuni del Sud-Est Barese e consorziati nell’Ato Bari 5: Acquaviva, Adelfia, Alberobello, Capurso, Casamassima, Castellana, Cellamare, Conversano, Gioia, Locorotondo, Mola, Monopoli, Noci, Noicattaro, Polignano, Putignano, Rutigliano, Sammichele, Triggiano, Turi e Valenzano.
Riconoscendo errori nella presentazione di alcune planimetrie previste dal bando di gara, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del «Co.La.Ri.» contro la sentenza del Tar Puglia che affidava al «Co.Gea.M.» la gestione, per 15 anni, del sistema impiantistico complesso per il recupero energetico dei rifiuti urbani: impianto di biostabilizzazione, impianto per la produzione di cdr (combustibile derivato da rifiuti), centro di selezione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata e discarica di servizio e soccorso, tutti ubicati in contrada Martucci, tra Conversano e Mola.
Accogliendo il ricorso principale, il massimo organo della giustizia amministrativa annulla di fatto l'aggiudicazione della gara alla cordata pugliese. Ora il consorzio laziale aspetta che la Regione Puglia lo convochi per la firma del contratto e lo risarcisca per i circa 3 anni di mancato esercizio dell’attività.
Così come il «Co.Gea.M.» presumibilmente chiederà, a sua volta, il risarcimento per gli investimenti compiuti.
I legali dei due consorzi «rivali» non si sbilanciano, ma le richieste, a carico della Regione Puglia, potrebbero essere milionarie. I dati: per la realizzazione degli impianti sono stati investiti 25 milioni di euro (19,5 privati, 5,5 pubblici). Considerato che i Comuni attualmente pagano per lo smaltimento dei rifiuti 58 euro per ogni tonnellata, ammonta a circa 34mila 800 euro al giorno, 12 milioni 528mila euro l’anno, 187milioni 920mila euro per 15 anni l’in – casso dalle attività di smaltimento. Cifre molto importanti.
«Il sistema – dice Pasquale Loiacono, assessore all’Ambiente di Conversano – rischia di andare in default. Siamo preoccupati per l’attuazione del Piano regionale e vogliamo capire chi pagherà questi danni. Speriamo non ricadano sulle 21 comunità cittadine. Soprattutto chiediamo che gli impianti vengano avviati in regime straordinario perché va evitato il ricorso allo smaltimento in discarica e avviato il ciclo completo della differenziata. Qualunque atto differente – conclude Loiacono – verrà impugnato». Per scongiurare una nuova emergenza, domani l’Amministrazione comunale di Conversano incontrerà l’assessore all’Ambiente della Provincia Giovanni Barchetti e i dirigenti del settore.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiono





