Un progetto del Comune di Mola per la definizione di un sistema di gestione integrata ed ecosostenibile dei residui di posidonia spiaggiata e il loro riutilizzo in agricoltura, ha ottenuto un importante cofinanziamento dalla Commissione Europea.
Il progetto (“Posidonia residues integrated management for eco-sustainability” – PRIME, questo il suo nome completo), beneficerà di un cofinanziamento triennale di oltre 550mila euro.
Il Comune di Mola è il primo Comune in Puglia a essere ammesso a cofinanziamento per un progetto LIFE+, il programma di iniziativa comunitaria (PIC) che ha per obiettivo contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della normativa comunitaria in materia di ambiente.
Il progetto era stato presentato dal Comune di Mola di Bari lo scorso 15 settembre; la comunicazione ufficiale dell’ammissione al cofinanziamento da parte dell’ufficio affari internazionali della direzione generale ambiente della Commissione europea è arrivata in Comune lo scorso 11 giugno. Il progetto fa capo all’ufficio Politiche Comunitarie del Comune, coordinato dal Segretario generale Dottor Donato Susca.
Lo scorso 15 giugno la Giunta di Mola ha confermato l’adesione al progetto approvando una delibera di presa d’atto del cofinanziamento e ribadendo l’impegno del Comune alla compartecipazione economica.
Il Comune di Mola, capofila, coordinerà altri quattro partner: l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA – CNR, che opera a Mola presso l’Azienda Sperimentale “La Noria”), Ecologica s.r.l. di Bari, Aseco (impianto di compostaggio) di Marina di Ginosa (Ta) e Tecoma s.r.l. di Maranello (Mo).
Lo studio, il cui coordinamento scientifico è affidato al dott. Pietro Santamaria, ricercatore della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari, si pone diversi obiettivi: ridurre i costi “ambientali” ed economici sostenuti dalle amministrazioni pubbliche, legati allo smaltimento della posidonia spiaggiata; ottimizzare le modalità di raccolta del materiale dal litorale minimizzando l’impatto negativo sull’ecosistema costiero; proporre una strategia di pre-trattamento del materiale raccolto al fine di migliorarne l’attitudine al riutilizzo in agricoltura con il minimo dispendio di energia; effettuare delle stime quanti-qualitative sul materiale spiaggiato per fornire dati utili alla sua gestione e valorizzazione; valorizzare il materiale come matrice compostabile di elevato pregio; effettuare prove dimostrative presso impianti già esistenti, per il compostaggio di tale materiale e il successivo impiego in agricoltura; mostrare agli operatori agricoli la validità dei materiali (compost come ammendante e substrato di coltivazione e materiale pre-trattato per la pacciamatura) e i loro utilizzi in agricoltura; elaborare linee guida per la raccolta, il trattamento, la trasformazione dei residui, l’utilizzazione e la valorizzazione in agricoltura dei prodotti da essi ottenuti; creare una coscienza ambientale nelle giovani generazioni rispetto a questa problematica attraverso percorsi di educazione ambientale.
Il Comune di Mola ha assunto da tempo un ruolo di primo piano al livello nazionale nella gestione del problema dei residui di posidonia, collaborando con il CNR e l’Università di Bari.
Nel progetto PRIME, il Comune di Mola di Bari rivestirà il ruolo di beneficiario incaricato del coordinamento. Il Comune parteciperà all’implementazione delle seguenti azioni: gestione e monitoraggio del progetto; conoscenza, analisi e valutazione; raccolta, pretrattamento e movimentazione dei residui; comunicazione e sensibilizzazione; formazione.
“Stante l’importanza dell’oggetto della ricerca– ha detto, per conto dell’Amministrazione, l’Assessore all’ambiente del Comune di Mola Michele Palazzo – abbiamo coinvolto tutte le personalità in grado di contribuire all’ottenimento dei migliori risultati. Ci auguriamo che questo progetto possa avere in prospettiva, ricadute positive per il nostro paese e ci aiuti a risolvere o a ridurre il problema dello smaltimento della posidonia spiaggiata, oggi particolarmente oneroso per le casse comunali.”






