Il decreto sul fermo, firmato dal Ministro Galan, rappresenta la prima significativa misura che, anche grazie al sapiente lavoro della Unità di crisi e delle Organizzazioni di categoria, è stato possibile mettere in campo per affrontare, con responsabilità e coerenza, le tante e preoccupanti difficoltà del settore.
In particolare il provvedimento predisposto, frutto di una accorta e positiva sintesi tra le articolate posizioni ed esigenze espresse, rappresenta, insieme, un passo importante verso il necessario sostegno ad imprese e marittimi in difficoltà ed una adeguata risposta alle prioritarie esigenze di equilibrio fra risorse biologiche eccessivamente sfruttate ed attività di pesca.
Il riconoscimento di adeguati aiuti alle imprese, utilizzando le risorse FEP a compensazione dei trenta giorni di fermo obbligatorio straordinario, unitamente alla previsione di aiuti al personale imbarcato, con la attivazione delle procedure della CIGS in deroga, vanno interpretati come segno di attenta considerazione delle istanze del settore, fortemente indebolito da una crisi forse senza precedenti ascrivibile all’aumento esponenziale del gasolio ed all’impatto delle disposizioni del regolamento Mediterraneo.
E’ finalmente prevalsa la ragione ed il senso di responsabilità di tutti, così da determinare le condizioni per il varo di un provvedimento atteso che, anche se non risolutivo, rappresenta comunque un primo, importante, strumento messo in campo per mitigare l’impatto delle nuove misure selettive sull’economia della pesca nazionale, al quale dovranno necessariamente aggiungersi le altre misure attivabili per sostenere le imprese e nel contempo ridisegnare e modernizzare la pesca italiana, mantenendo un approccio pragmatico, realistico e sostenibile.
Va sicuramente evidenziato il lavoro svolto dall’Unità di Crisi, con professionalità e tenacia “regolata” dal Capo di Gabinetto del Ministro, dott. Giuseppe Ambrosio, ma anche quello assicurato dalle Organizzazioni di categoria che hanno saputo garantire un lucido contributo di idee e di proposte, senza lasciarsi tentare da inutili estremismi rivendicativi, atti solo a alimentare aspettative irrealizzabili.
La positiva soluzione della problematica del fermo va sicuramente ascritta a merito particolare dell’Assessore della nostra Regione, Dario Stefano, che ha voluto dare, con il Suo personale impegno e il Suo deciso intervento, il segno concreto dell’attenzione della Regione alle esigenze del settore, riconoscendo ad esso una valenza significativa nell’economia e nel tessuto sociale del territorio pugliese.
L’importante risultato raggiunto non può né deve farci dimenticare, comunque, che le difficoltà e le ragioni della crisi vanno oltre la contingenza del momento e richiedono, soprattutto in un contesto di emergenze economiche e finanziarie assai gravi, uno sforzo comune e sinergico, di organizzazioni ed istituzioni competenti, per individuare le occasioni e gli strumenti necessari a garantire la sopravvivenza delle imprese di pesca nel difficile contesto e, nel contempo, creare le premesse per uno sviluppo sostenibile del settore.
Questo è il nostro preciso impegno da subito nella certezza che solo attraverso una pesca responsabile e rispettosa dell’ambiente si possono ricreare le premesse per tornare a parlare della pesca pugliese in termini di modernizzazione e sviluppo.
AGCI-Agrital
Coordinamento Regionale Federpesca
Federcoopesca
Lega Pesca
Unci Pesca
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