Era aperto 24 ore su 24 il «supermercato» della droga, e in particolare della cocaina, nel cuore di Mola, nel quartiere popolare della «Trinità», la piazza di spaccio del Sud-Est per eccellenza, location nota a pusher e assuntori come «Gatto Matto». «Ci vediamo dal Gatto», usavano comunicare al telefonino nel loro linguaggio convenzionale, ignorando di essere intercettati.
Proprio «dal Gatto», in via Rutigliano, i Carabinieri della tenenza di Mola, agli ordini del ten. Massimiliano Merenda, coadiuvati dagli uomini della compagnia di Monopoli, ai comandi del maggiore Francesco Rastelli, con cani antidroga ed elicotteri, in tutto 40 uomini, hanno arrestato alle prime ore del mattino di ieri (l’operazione si è svolta dalle 3 alle 8) 5 persone, con l’accusa di concorso in spaccio.
A capo del gruppo criminale, secondo la tesi accusatoria, una donna, la 50enne Leonarda Di Bari, e suo figlio, il 21enne Antonio Soldano, ritenuti attivi procacciatori di clienti e anelli di congiunzione tra l’organizzazione e i pusher. In manette anche Francesco Chiarelli, 44 anni (la sua abitazione sarebbe stata utilizzata come base logistica per il confezionamento delle dosi), il 20enne Giuseppe Deliso e il 25enne G.L. (unico incensurato della banda), entrambi presunti «pusher» e referenti dello spaccio al dettaglio.
L’attività, a quanto è emerso dalle indagini, era organizzata in turni per coprire l’arco delle 24 ore. A ciascuna delle persone arrestate un compito preciso: chi faceva da «vedetta» per segnalare la presenza delle forze dell’ordine, chi riceveva i soldi dagli acquirenti e chi materialmente consegnava la droga. Il presunto sodalizio è considerato tra quelli emergenti nella zona a Sud del capoluogo e si indaga per capire a quale clan metropolitano sia eventualmente affiliato. L’operazione, chiamata «Gatto Matto», scaturisce dal rinvenimento di una mitragliatrice e di un chilo e 600 grammi di hashish, scovati il 28 dicembre 2007 all’interno di un’abitazione nel centro di Mola, che portò all’arresto del presunto «custode», Emanuele Grande, classe 1986, e da una successiva attività di indagine disposta dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bari. Sulla base dell’ingente quantitativo di droga e dell’arma da guerra rinvenuti, ritenendo che l’episodio potesse essere inserito in un contesto più ampio, i Carabinieri del nucleo operativo di Monopoli, a marzo 2008, avviarono una serie di indagini, coordinate dalla Dda, che delinearono il profilo di un’organizzazione emergente, costituita, secondo l’accusa, dalle cinque persone arrestate ieri. La cocaina sarebbe stata smerciata anche a Polignano, Rutigliano e Conversano.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno






il paese mostra seri problemi sociali, occupazionali ed ambientali.
Servono più controllo del territorio ed una maggiore presenza e repressione, sin dalle cose più ordinarie, come il traffico e la quiete pubblica.
Caro Stefano, devi impegnarti, e molto, su questi temi estrememente seri, che vanno al di là del parcheggio o della pallonata in faccia, ma che denotano una situazione ambientale e di rispetto civile molto in là rispetto al limite minimo tollerabile.
Metti in strada la polizia Urbana, fai fare ronde serie; reprimi, non sorvolare. Non ci sono più le condizioni di minimizzare. Il paese ti ha votato anche per questo.
Grazie
Concordo perfettamente. Non è più il tempo dei pannicelli caldi o della pacca sulla spalla. Se non si dà subito una raddrizzata alla barca, finiremo sott’acqua tutti. E abbiamo già l’acqua alla gola.