Si è svolto questa mattina (19 luglio) presso la Prefettura di Bari l’incontro sul tema “criminalità e agricoltura” presieduto dal sottosegretario all’Interno on. Alfredo Mantovano, alla presenza dei Prefetti delle cinque province pugliesi, dell’Assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno, dei Comandanti regionali delle forze dell’ordine, dei Procuratori distrettuali anti-mafia di Bari e Lecce, dell’Ispettore regionale del lavoro e dei rappresentanti delle organizzazioni agricole.
All’incontro per la Cia Puglia hanno partecipato il presidente regionale Antonio Barile e il vicepresidente Franco Catapano.
Un incontro ritenuto molto positivo dalla Cia Puglia, nel corso del quale il sottosegretario Mantovano ha accolto con l’istituzione del “Patto per la sicurezza in agricoltura” la proposta di un coordinamento permanente degli organi di controllo contro la criminalità comune e organizzata, contro le agromafie e le agropiraterie. Si tratterà di una sorta di organismo che svilupperà e indagherà sui contenuti complessi dei fenomeni criminali che riguardano il settore agricolo. Il “Patto per la sicurezza in agricoltura”, secondo l’impostazione del sottosegretario Mantovano, svolgerà una pianificazione dei controlli per la repressione dei reati comuni in agricoltura contro le frodi e le sofisticazioni, al fine anche di evitare sovrapposizioni tra i vari organi preposti.
Di seguito si riporta l’intervento del Presidente della Cia Puglia Antonio Barile tenuto nel corso dell’incontro:
“L’attività della criminalità comune e organizzata in agricoltura ha compiuto un salto di qualità, trasformandosi in quelle che definiamo agromafie e agropiraterie. Esse sono intente soprattutto alla sofisticazione e alle operazioni di dumping sui prodotti agricoli, e alla depredazione dei certificati verdi con i grandi parchi eolici e fotovoltaici grazie alle maglie larghe della normativa regionale e nazionale.
Queste nuove forme criminali stanno mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza ed il futuro della nostra agricoltura, e in alcuni casi attentano pesantemente alla salute dei cittadini. Basta pensare al fenomeno delle importazioni di grano duro all’ocratossina emerso nel processo di Trani che vede imputato il grande importatore di Corato Casillo, contro cui la Cia Puglia si è costituita parte civile. Basta pensare alla mozzarella blu, a circa il 50% di olio extravergine d’oliva italiano falso che circola nella nostra grande e piccola distribuzione, all’ortofrutta egiziana, turca e dei Paesi del Maghreb importata da commercianti locali in Puglia attraverso i green corridor e gli accordi di associazione, e venduta fraudolentemente come pugliese sui mercati nazionali e internazionali.
Per non parlare dell’attività criminale di numerosi soggetti che commercializzano l’uva da vino soprattutto nella Bat e nel foggiano, costituiscono trust illegali, deprimono i prezzi durante la raccolta, fomentano la protesta “spontanea” degli agricoltori, con gravi problemi di ordine pubblico e qualche morto, contro le organizzazioni di categoria per ottenere misure d’intervento Ue, anche intimidendo tutti coloro che si oppongono con l’abbattimento dei vigneti. Per questo nei giorni scorsi abbiamo sollecitato l’Assessore alle Risorse Agroalimentari a fare un monitoraggio delle giacenze di vino nelle cantine, che dovrebbero essere vuote, per scongiurare le improvvise e inspiegabile eccedenze che si verificano a settembre.
Questi casi costituiscono una vera e propria criminalità economica che sta mettendo in crisi l’agricoltura pugliese, e che la Cia Puglia definisce economia dell’inganno.
Più di due agricoltori su tre hanno subito e subiscono gli effetti della criminalità comune, organizzata, delle agromafie e dell’agropirateria. Si è in presenza di oltre 150 reati al giorno, che in Italia fatturano 50 miliardi di euro l’anno, di cui si stimano circa 4 miliardi a livello pugliese, se si considerano soprattutto il valore aggiunto criminale ottenuto dal crollo dei prezzi agricoli.
Per questa ragione chiediamo l’istituzione e la convocazione permanente di una Cabina di regia sui controlli, con Nas, Repressioni frodi o, come si chiama adesso, Ispettorato per la qualità, Osservatorio fitopatologico, Sanità marittima, Dogane, Guardia di Finanza, Arpa Puglia.
La Cia Puglia, considerato il disinteresse di altre istituzioni, propone d’istituire la Cabina di regia presso il Ministero dell’Interno
È da anni che abbiamo chiesto maggiori controlli in materia di frodi alimentari e di controllo dei prezzi dalla campagna agli scaffali della grande distribuzione. I controlli, comunque, non devono solo scaturire dalle inchieste ma devono essere sistematici e mirati, tesi a colpire il malaffare e l’economia dell’inganno. Occorre andare ancora a fondo e colpire le importazioni illegittime, il falso “Made in Italy” che ormai danneggia ogni comparto dell’agricoltura pugliese (grano duro, olio vino, ortofrutta, latte, uva da tavola, ciliege).
Per le stesse ragioni la Cia Puglia ribadisce con forza e determinazione l’istituzione rapida a Foggia dell´Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare.
In Puglia i reati classici della criminalità comune e organizzata, di cui i nostri ricercatori hanno avuto contezza attraverso centinaia d’interviste anonime svolte su tutto il territorio regionale, che colpiscono l’attività agricola sono i furti di mezzi agricoli (16 per cento), l’abigeato (12 per cento), i furti di prodotti agricoli (11 per cento), il racket (9 per cento). Tra i reati si segnalano, inoltre, il danneggiamento alle colture e le aggressioni nei confronti delle persone.
Dal 2003 la Cia Puglia è impegnata a studiare e monitorare i fenomeni criminali che interessano il comparto agricolo, sia a livello nazionale che in ciascuna regione. Grazie anche all’impegno della Fondazione Humus della Cia e dell’Osservatorio pugliese per la Legalità e la Sicurezza è stato possibile in questi anni avere un quadro chiaro di quanto accade nelle nostre campagne.
Sempre più gli agricoltori confermano, nei vari incontri, che la criminalità in agricoltura è sempre più presente, invasiva e incisiva condizionante per l’attività economica delle imprese agricole. L’agricoltura è sempre più terrorizzata dalla criminalità organizzata. Molti produttori agricoli sono preda di una malavita violenta e spregiudicata. E così sono soggetti a pressioni, minacce e a ogni forma di sopruso.
Obiettivo di questi studi è stato quello di aggiornare e ampliare le conoscenze sulla fenomenologia criminale in agricoltura, per creare un’attenzione e una reazione sociale nuova e più scrupolosa da parte dei cittadini e della collettività, e per dare forza e nuove informazioni alla magistratura e ai vari corpi di polizia per debellare il fenomeno criminale.
Per i furti di macchine e mezzi agricoli è generale l’impressione che esista un vero e proprio mercato. Non a caso si registrano furti di trattori nuovi. E quelli sottratti agli agricoltori non sempre sono oggetto di riscatto. Ed è fortemente immaginabile come gli scarsi controlli alle frontiere permettano a trattori rubati in Puglia di “attraversare” facilmente l’Adriatico per poi essere rivenduti nei paesi transfrontalieri.
Particolare attenzione è stata riservata, nel 3° rapporto 2009, alla colossale truffa subita dai produttori dell’agro di Castellaneta, nel corso della vendemmia 2008 con una perdita di 14 milioni di euro. Ultimamente una operazione di polizia ha portato all’arresto di numerosi esponenti di clan camorristici e mafiosi che, secondo l’accusa, avevano messo le mani sul settore ortofrutticolo nel centro-sud.
Da una prima analisi compiuta nel periodo compreso tra gennaio e maggio del 2010 la situazione non è di certo migliorata. Anzi. Continuano a registrarsi in tutte le province pugliesi (con una forte recrudescenza nel nord Brindisino) furti di mezzi e attrezzi agricoli. Ma non solo. Le cronache giornalistiche ci confermano episodi di estorsione ed intimidazioni ai danni di agricoltori, furti di bestiame, di alberi, di prodotti agricoli sul campo (in primis carciofi), di pannelli fotovoltaici, di legna, di chianche e pietre per muretti a secco, di gasolio, danneggiamenti di uliveti. E questo è quanto fotografato dai giornali. In realtà la situazione è ben più grave. Siamo convinti che se si andassero ad analizzare i dati ufficiali in possesso delle forze dell’ordine e della magistratura, emergerebbe una situazione ancor più allarmante.
Come organizzazione di categoria non faremo mancare alle forze dell’ordine e alla magistratura quella necessaria collaborazione indispensabile a reprimere sul nascere odiosi reati che stanno creando non poca preoccupazione ed allarmismo nelle campagne pugliesi”.
Bari 19.7.2010





