Riceviamo e pubblichiamo il testo di una lettera di rettifica, inviataci dall’avv. Leonardo Losito, nello spirito della libertà di espressione che caratterizza da sempre l’impegno della redazione di Città Nostra. Avremmo preferito che a scriverci fossero stati i diretti interessati, che pure non hanno lesinato commenti in merito alla notizia apparsa sul nostro sito, in nome della dialettica e del confronto che hanno caratterizzato la vicenda. Pazienza. Sarà per un’altra volta.

Spettabile Redazione,

ricevo incarico dai sig.ri Pansa Giuseppe e Fanizza Domenica di contestare il contenuto dell’articolo apparso il giorno martedì 6 luglio 2010 sul vostro sito internet www.cittanostra.it con titolo: Mola: l’arte dell’indecenza, a firma dell’Avv. Marco Sciddurlo, ovviamente con l’intento di chiedere che la testata in indirizzo provveda all’immediata rettifica di quanto da loro erroneamente riportato e premettendo che la volgarità è figlia del lettore dell’opera.

La mostra “Vuoto Pienissimo” ideata dagli artisti molesi Giuseppe Pansa e Domenica Fanizza, in collaborazione con l’Associazione culturale Rosa di Jericho e allestita nelle sale del Palazzo Roberti in piazza XX settembre a Mola di Bari, contenitore che ospita circa venti artisti provenienti da tutto il territorio regionale (Giuseppe Pansa, Domenica Fanizza,Valentina Dell’aquila, Red Zdreus, Margherita Ragno, Pierpaolo Miccolis, Teresa Giannico, Sergio Sassanello, Grazia Notarnicola, Francesco Ferruccio, Angela Loiodice, Alessio Amodio, Domingo Bombini, Marco Calogiuri, Giuseppe Verga, Niky Calefati, Daniele Ostuni Yele, Maria Losito e Lucia Lamacchia) conclusasi il 17 luglio scorso, non è mai stata oggetto di censura né da parte dell’amministrazione comunale né è stata oggetto di una contestazione della cittadinanza.

Nessuno, tra gli organizzatori e tra gli artisti ha mai minacciato alcun giornalista, né tanto meno sono state proiettate scene di sesso esplicito, in quanto all’interno della corte del Palazzo Roberti veniva proiettata una clip di 35 secondi che riproduceva una parte di manichino che indossava una cintura fallica dal contenuto satirico.

Tra l’altro non ci risulta che nessun giornalista si sia presentato in tale veste o abbia contattato gli organizzatori e gli artisti per scrivere della mostra un articolo, ma questo ha pensato bene di farsi portatore di un perbenismo inopportuno.

Quanto all’avv. Donato Sciannameo nel corso dell’inaugurazione tenutasi la sera del 4 luglio 2010, è entrato nelle sale del Palazzo Roberti inveendo e urlando contro opere e artisti, creando una situazione di disagio tra i visitatori, i quali erano increduli degli accadimenti, poiché è stato il professionista, Sciannameo, con un comportamento, ingiustificato, di aggressione, di ingiuria e diffamazione che ha arrecato grave disagio.

Le uniche tre opere, su circa una trentina in mostra, con chiari riferimenti alla sfera sessuale non presentavano comunque contenuti offensivi nei confronti di chicchessia, ma solo simboli che fanno parte della nostra quotidianità.

Il chiaro significato artistico-satirico di dette opere nell’ambito di un contesto così vasto, non ci ha fatto ritenere necessaria la segnalazione ad un pubblico adulto.

Si può tranquillamente dire che non v’è stata censura dall’amministrazione comunale, né dalla stragrande maggioranza dei cittadini molesi che ha visitato la mostra e ha lasciato attestazioni di vicinanza e di gradimento.

La censura è venuta, se così si vuol dire, da quegli stessi atteggiamenti di chiusura e di contestazione fine a se stessa, quale quella, senza confronto volutamente evitato dal Sciannameo visto che gli artisti in questione sono stati sempre presenti alla mostra aperti ad ogni chiarimento.

Và riportato altresì che non corrisponde al vero che l’assessore Vito Carbonara ha preteso di collocare le opere oggetto di discussione in una sala riservata, ciò è avvenuto di intesa tra l’amministrazione e gli artisti, proprio a testimonianza della più totale disponibilità ad un confronto costruttivo.

Va riportata a questo proposito la dichiarazione congiunta del sindaco di Mola di Bari Stefano Diperna e dell’ass.alla cultura Vito Carbonara fatta pervenire agli artisti: “Il Sindaco Stefano Diperna e l’Ass. alla Cultura Vito Carbonara ribadiscono che l’amministrazione comunale non ha imposto alcunchè agli espositori della mostra “Vuoto Pienissimo” ma che, avendo preso atto di alcune perplessità sulla fruibilità collettiva di alcune opere, ha condiviso con gli stessi espositori l’opportunità di dedicare a quelle opere uno spazio indipendente.”

Pertanto nel chiedere formalmente alla testata in indirizzo la rettifica dei fatti così come verificatesi, si notizia che nell’eventualità ciò non avvenga nella modalità prescritte dalla legge, alla stessa pagina e con lo stesso spazio dato all’articolo di cui si chiede rettifica, si agirà giudizialmente per la migliore tutela dei miei rappresentati.

Avv. Leonardo Losito