Coro di «no» alla chiusura del laboratorio analisi per carenza di risorse e personale, alla chiusura della Commissione medica degli invalidi e al trasferimento in periferia del Cup (Centro unico di prenotazioni) che sta provocando enormi disagi soprattutto gli anziani.

«Chiudere o depotenziare questi servizi sarebbe un atto irresponsabile ed equivarrebbe a privare Mola di attività importanti di riferimento per migliaia di persone», dice Giuseppe Fiore, medico chirurgo e capogruppo del Pdl in consiglio comunale con delega alla sanità, che ieri mattina «per verificare di persona le misure adottate» ha chiesto un incontro urgente al direttore generale e al direttore amministrativo della Asl Bari Nicola Pansini e Alessandro Calasso. Anche noi abbiamo provato a contattare i massimi dirigenti dell’Azienda sanitaria i quali, sommersi come sono dalle proteste che giungono in questi giorni dai paesi della provincia interessati dai tagli, hanno preferito non commentare. «La Asl e la Regione ci devono risposte perché ci troviamo di fronte ad un reiterato tentativo di scippo di un laboratorio analisi – dice Vittorio Farella, portavoce della protesta di cittadini ed operatori sanitari, medici di famiglia compresi – tra i più attivi dell’intera Regione, con un incasso di oltre un milione di euro l’anno e una media di prelievi di oltre cento al giorno».

Intanto, la chiusura del laboratorio analisi è stata avviata. Non è stato rinnovato il contratto al tecnico a tempo determinato finora in servizio e, complici anche le ferie del personale, nel mese di agosto il laboratorio resterà senza tecnici, con tutto quel che ne consegue. Popolazione, medici di base sono in allarme: «Necessita un tempestivo intervento – continua Farella – pena la perdita di un ulteriore ed essenziale servizio e non solo per i 26mila cittadini molesi che d’estate diventano 35mila. E, per favore, si respinga con fermezza la solita litania sulla riduzione dei costi, tutta da dimostrare nel caso di Mola, e che i cittadini non ne risentirebbero, poiché nella realtà le emergenze ora assicurate per tutto il territorio distrettuale stanno venendo a mancare, con rischi gravi per la salute dei nostri cittadini».

Riguardo la paventata chiusura della Commissione invalidi, dovuta alla mancanza di locali idonei, il servizio appare ora destinato ad essere trasferito nelle vicine Noicattaro o Rutigliano. Ipotesi che l’amministrazione comunale – come informa Giuseppe Fiore – intende scongiurare trasferendo, provvisoriamente, uffici e ambulatorio in altri locali di proprietà comunale. Quelli subito disponibili si trovano nella frazione Cozze. Gli utenti la raggiungerebbero con un bus navetta messo a disposizione da Comune e Distretto socio-sanitario.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno