di Nicola Lucarelli
Al via la stagione estiva nel porto di Bari, oggi con il primo attracco dell’anno di MSC Poesia che inizia oggi l’itinerario settimanale verso le isole greche. Si consolida così il legame tra il capoluogo pugliese e MSC Crociere.
A presentare la programmazione estiva della Compagnia, oggi a bordo di MSC Musica ormeggiata nel porto di Bari c’erano il Commissario Straordinario Autorità Portuale del Levante Francesco Mariani, l’Assessore all’Attuazione del programma del Comune di Bari Filippo Barattolo e il Country Manager Mercato Italia MSC Crociere Leonardo Massa.
MSC Crociere farà registrare un’impennata di scali, con 62 toccate nella sola stagione estiva. Durante tutto il 2011 gli scali delle navi della Compagnia saranno 84, a fronte dei 67 del 2010 (+25%), con un conseguente aumento della movimentazione passeggeri, che passano dai 255.000 dell’anno scorso ai 300.000 del 2011.
“La decisione di puntare maggiormente sul porto di Bari deriva dagli ottimi risultati raccolti nella passata stagione, destinati a migliorare nel corso del 2011 con l’inserimento nel programma di MSC Opera e nel 2012, quando in Puglia porteremo anche MSC Divina, la nuova ammiraglia da 4.000 passeggeri che verrà varata nel maggio del prossimo anno” ha dichiarato Leonardo Massa. “Incoraggianti anche i segnali positivi dell’Autorità Portuale e delle istituzioni locali in merito all’implementazione del sistema infrastrutturale, come da noi auspicato. La nuova banchina per navi di oltre 300 metri di lunghezza sarà pronta nel 2013, così come anche i lavori di ampliamento del terminal crociere, esempio di una collaborazione fruttuosa tra pubblico e privato”.
Dall’inizio dell’anno ogni domenica MSC Magnifica, 93.330 tonnellate di stazza e 3.010 ospiti, effettuerà fino al 20 novembre crociere settimanali verso Katakolon, Izmir, Istanbul, Dubrovnik e Venezia per poi partire a dicembre per due crociere da 12 giorni sempre verso il Mediterraneo orientale. MSC Musica, 93.330 tonnellate di stazza e 3.010 ospiti, da oggi fino al 25 ottobre partirà da Bari ogni lunedì alla volta di Katakolon, Santorini, Mykonos, Pireo, Corfù, Dubrovnik e Venezia. Tra settembre e ottobre, inoltre, sono previsti quattro scali di MSC Opera, 60.000 tonnellate di stazza e 2.200 ospiti, all’interno di una crociera di 12 giorni e 11 notti in partenza verso Croazia, Grecia, Turchia e Mar Nero. E nel 2012 arriverà anche MSC Divina, la nuova ammiraglia da 4.000 passeggeri.
MSC Crociere – Compagnia leader nel Mediterraneo, in Sud Africa e nei mercati Brasiliani – possiede una flotta moderna composta da undici navi che solcano i mari di tutto il mondo: MSC Splendida e MSC Fantasia (le navi più grandi mai costruite per un armatore europeo), MSC Poesia, MSC Orchestra, MSC Musica, MSC Sinfonia, MSC Armonia, MSC Opera, MSC Lirica, MSC Melody. MSC Magnifica, l’ultima arrivata, è stata varata nel 2010. Le unità navigano tutto l’anno nel Mediterraneo, ciclicamente in Nord Europa, nell’Oceano Atlantico, ai Caraibi, in Nord e Sud America, nell’Oceano Indiano, nell’Africa del Sud e in quella Occidentale. MSC Crociere è l’unica Compagnia ad aver ricevuto le “6 Golden Pearls” dal Bureau Veritas quale riconoscimento del suo alto livello di gestione della qualità e della tutela ambientale ed ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 22000 per i sistemi di gestione per la qualità e la sicurezza alimentare su tutti gli aspetti relativi al catering, sia a terra che a bordo. MSC Crociere, inoltre, ha a cuore il benessere dei bambini, e in qualità di leader del mercato responsabile, crede nelle attività che creano impatto positivo nelle regioni in cui opera. Per questo, la Compagnia ha stretto una partnership con l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.








e nel frattempo il Porto di Mola rimane fuori dall’Aurorità Portuale del Levante. dove invece Monopoli e Barletta hanno una collocazione stabile ed un futuro meno incerto.
evidentemente a noi vanno bene La sagra del Polpo (congelato) ed i pescatori baresi della domenica con tanto di pattumiera e nafta gettata in porto.
Prosit
Jolly prova a far entrare una nave passeggeri da 3000 posti nel porto di Mola…
Gli scafi di queste navi non sono più alti di 6 metri, possono attraccare ovunque. Se si pensa che dove fanno tappa le navi da crociere (west indie, bermude, ecc.) il mare è poco profondo tanto da far strusciare la chiglia delle navi. Dove il fondale risultasse basso si effettuano apposite operazioni di dragaggio. Poi c’è da dire che possono attraccare per via diretta e per via indiretta grazie a pontili e sistemi di attracco mobili. Anche per la lunghezza non è un problema e non lo è per il porto di Mola. I 3000 posti sono marginali ed insignificanti per lo scafo infatti la nave in questione si sviluppa in altezza. Invece io capisco (e condivido) che la riflessione del Sig. Jolly, non era sicuramente un dubbio sull’aspetto tecnico, ma evidenzia l’emarginazione del nostro paese da una progettualità portuale. Insomma sapete come si dice: “Volere è potere”.
si ma non si può paragonare come portata e profondità il porto di mola rispetto a Barletta (io ci lavoro) e a Monopoli, porti molto più grandi e predisposti per navi di portata molto più grande rispetto ai pescherecci molesi… cmq ogni stimolo è buono, ma un minimo di piedi a terra in un periodo di crisi economica generale mi sembra doveroso.. mettere in cantiere un opera di pontili mobili o dragaggio del porto per permettere l’accesso a navi passeggere credo non sia cosa da poco, ci vorrebbe un altro piano Urban (3??).. (in ogni caso credo che nemmeno il dragaggio sia sufficiente per permettere l’attracco a navi di quella portata).
in ogni caso credo che sia cmq una notizia positiva per Mola in quanto con il nuovo lungomare attirerà persone che in qualche modo transitano dalla zona. quindi più “movimento” c’è in provincia più Mola riuscirà a calamitare turisti…
Della serie…accontentiamoci condivido le sue deduzioni. Insomma guardiamo il bicchiere mezzo pieno!
certo, anche a me piacerebbe che mola avesse infrastrutture spettacolari… quando mi sveglio però penso a cosa si può e cosa non si può fare… e non si tratta di bicchieri pieni o vuoti… quindi polemizzare su questo mi sembra una perdita di tempo. (ma ribadisco, un porto piccolo è un porto piccolo… per un porto come dice lei è necessaria un’altra pioggia di milioni, se li trova sarò il suo primo ammiratore).
Lei ha pienamente ragione! Parlarne non fa male anzi, per me non fa addormentare le coscienze.
Un saluto
Whow!!
1) I porti sono TUTTI divesi e ciascuno ha la sua specificità
non mi sognerei lontanamente di dire quello che DomenicoTanzi ha pensato. Malgrado sia vera l’oservazione dinirio che queste navi hanno molta più parte sopra l’acqua che sotto!
2) Mi riferivo ad altre attività non previste dal Porto di Barletta nè dal Porto di Monopoli; diversi per vocazione ed infrastrutture a terra!
3) Mi riferisco, evidentemente ad una funzione di Nautica da Diporto con Pontili e servizi agli equipaggi e passeggeri ad unità Charter.
4) più che di piedi, aterra ci va….il morale, leggendo che non abbiamo nulla da fare con il nostro Porto.
se da Barletta va a Trani, l’amico Tanzi capirà cosa voglio dire. E se si guardasse la carta geografica, vedrebbe che da Trani sino a S. M. di Leuca, NN C’E UN PORTO TURISTICO!!!!
Cioè, le barche che scendonodall’Adriatico (e sono tante, devono andare in Croazia o grecia se vogliono servizi.
Poi tutte le storie suUrban 3, ecc. ecc. non mi fanno solletico, visto che si giudicano cose che si conoscono per…sentito dire.
A me risulta che Mola aveva , a tal scopèo venttilato una sua candidatura nell’Autorità del Levante. poi la cosa sembra sia abortita.
PERCHE’???????????????
Dobbiamo ospitare Le nasse insabbiate o assistere al progressivo collasso diun porto senza più fondali, illuminazione, che sta cadendo a pezzi e funge da parcheggio a chi compra il pesce?
E già! Lei mi ha fatto ritornare alla mente che a Mola si ventilava la possibilità di un porto turistico, mi sembra addirittura da realizzarsi a Loreto o giù di lì e se non erro era una cosa pensata dalla passata amministrazione, di cui però si è persa traccia.
Sulla situazione in cui versa il porto oggi, la sua descrizione è più che generosa rispetto alla realtà. E la cosa più preoccupante che detta decadenza e precarietà viene supinamente accettata da tutti, e, non per far polemica, soprattutto da chi comanda. E’ pur vero che dette aree portuali, mi sembra non siano di competenza comunale, ma sono demanio e quindi di giurisdizione delle opere marittime. Tuttavia l’amministrazione farebbe bene ad intervenire con tutti i “mezzi” a disposizione.
Forse sarà bene tenere i piedi per terra più che in ammollo in acqua… Cioè voglio dire che bisognerebbe concentrasi sulla realizzazione di un porto turistico per il diporto nautico (operazione abortita a causa dello sperpero dei fondi Urban), anzichè sognare improbabili navi da crociera fare scalo a Mola: per fare cosa? Ci hanno provato con le escursioni della Costa Crociere ma poi, dopo qualche anno di “sole” rifilate ai turisti con l’accozzaglia del pescaturismo e delle mangiate da Zì Luigi la cosa è morta perchè la Costa ha cancellato l’accordo.
Il porto è una risorsa del nostro Paese,è non è assolutamente concepibile vederlo ridotto in questo stato comatoso.
Voglio sapere per quale motivo dobbiamo continuare a sopportare un degrado simile.
Tra l’altro la gestione degli ormeggi è di discutibilissima gestione, con una situazione molto poco chiara; non si sa chi gestisce gli ingressi e a quale titolo.
I pescatori che si lamentano del fermo biologico che insozzano le banchine di pezzi di reti, calamenti, oli esausti, pattume, cassette di polistirolo rotte ed una nauseabonda presenza di gasolio in mare è una costante.
I primi responsabili sono i pescatori, che poi piagnucolano quando le cose non vanno come da loro auspicato. Il pesce che non riescono a vendere gettato in acqua. Provate ad affacciarvi di fronte al mercato del pesce e vedete cosa ci sta sul fondo: è una offesa alla intelligenza e alla professione del pescatore.
Questa SITUAZIONE CAMBIEREBBE RADICALMENTE CON UNA GESTIONE STRUTTURATA DEL pORTO.
Non mi va di parlare della vecchia amministrazione, ma non mi va di sentir dire che il porto tutistico sia una cosa insensata. E’ l’UNICA soluzione ad una agonia progressiva ed inarrestabile del nostro Porto. E dell’economia del paese che va a rotoli!
Un Porto è una infrastruttura che vale milioni di euro e noi lo stiamo riducendo ad immondezzaio. Dovrebbe portare lavoro e noi lo stiamo distruggendo. I conversanesi o noiani o rutiglianesi lo terrebbero a specchio, invece noi accontentiamo gente incapace e permettiamo di accumulare immondizia. E’ una vergogna. Per tutti!!
A Domenico Tanzi:
Fatti raccontare quando nel Porto il Cav. Parente della Pro loco fece arrivare la m/N Cavtat per alcune crociere del basso adriatico.
Non era la mastodontica nave della MSC o Costa Crociere, ma era una dimensione giusta per un porto ancor più piccolo di quello odierno, visto che mancava del braccio di Levante.
Tra l’altro deve sapere che anche le banchine del Porto di Bari sono piccole per tali navi, ma con la volontà e la competenza si riesce a farcele stare.
Ma se non abbiamo idee allora nenche nella vasca da bagno faremo entrare una “paperella”
caro Jolly credo che senza soldi (che brutta parola vero??) può avere tutte le idee e la volontà che vuole… va bene tutto quello che ha detto, lo condivido e lo sottoscrivo, ma credo che in questo momento sia molto complicato mettere in atto e in cantiere progetti strutturali di grossa portata. quanto al degrado del porto, sono assolutamente allineato con lei, ma il problema, come sempre, sta nelle persone, nei cittadini. la politica può fare qualcosa (anche male o sbagliata, come credo sia stato fatto fino ad ora), mettere delle regole, ma se i cittadini se ne fregano c’è poco da fare….
Carissimo Domenico,
La questione dei soldi è un’altra faccenda da prendere in considerazine, anche intermini di Luoghi comuni!!
Talvolta, (non mi riferisco a Lei) si usano alibi per mascherare deficienze, incompetenze, abusi, favoritismi, clientelismi, ecc. ec.. ec…
I soldi ci sono!!!!
e sono tanti; sia pubblici che privati. mancano le Politiche (partitiche e strategiche) dovuto spesso ad incompetenze o a sottovalutazioni, e mi credo che ne conosco di storie a proposito!
Se non c’è un piano regolatore regionale un porto turistico non si fa. Però altrove si fa! e si fa in Abruzzo, nelle Marche nel Veneto, nel Lazio….
Da noi no perchè manca una cultura politica in materia. Le garantisco che persone e società pronte ad investire ci sono.
Ergo,
l’ingresso nell’autorità Portuale del Levante, senza portarci quelle orribili Navi (perchè sono oggettivamente brutte) ci darebbe le opportunità di una “Marina” (le chiamano così, oggi che darebbe moltissimi posti di lavoro ed un diverso taglio all’economia di questo paese; Scommettiamo?
ecco caro Jolly, non concordo con lei sul fatto che la difficoltà nel realizzare da parte di amministrazioni pubbliche (comunali nello specifico) delle opere sia sempre dovuto a “deficienze, incompetenze, abusi, favoritismi, clientelismi, etc…”. La macchina pubblica è molto complessa e non è detto che anche la miglior competenza riesca a farla funzionare al meglio. Ci sono fondi europei inutilizzati per quasi il 90% al Sud e le colpe sono di un sistema che non funziona. Io spesso sono critico con chi critica “a pioggia” perchè so che è molto complesso amministrare la cosa pubblica. p.es. in un’altro post si parla di pensilina, vigili, etc… se un amministratore di un’azienda privata risolverebbe in 2 min. il problema impiegando al meglio le risorse, nel pubblico è un gran casino. devi chiedere mille permessi, poi devi stare attento a tutte le procedure, poi devi consultare l’avvocatura per evitare che ci sia una leggina del cavolo che non ti permetta certe decisioni, etc… ci sono “n” casi di delibere comunali che anche se hanno risolto dei problemi, sono state poi impugnate per azioni penali nei confronti degli amministratori perchè magari non hanno rispettato un cavillino di una leggina magari del 1956 (e magari sbattuti su tutti i giornali come delinquenti, oggi va molto di moda). E’ per questo mi metto nei panni di chi si deve assumere certe responsabilità.. con questo non voglio difendere nessuno (non ho “amici” nei piani alti) ma, per concludere, credo che la critica “a pioggia” sia sbagliata e che bisogna criticare le scelte che si fanno nel merito e non a priori, vedendo del marcio prima che si inizi ad operare (p.es. spendere 22mln di euro per un progetto strutturale grandioso e dedicare solo 1,4 mln all’opera più importante, il lungomare, salvo poi chiedere un mutuo per far fronte alle esigenze progettuali. E scoprire i mille rivoli che hanno preso i danè – sagra del polpo, p.es. Ecco io ho criticato nel merito il modo in cui è stato gestito quel progetto quando ho letto i rendiconti consuntivi anche se ho sempre appoggiato la precedente amm.ne sulla capacità di reperire fondi e sulla bontà del progetto stesso). Poi se vogliamo pungolare, facciamolo pure, sono dei vostri, ma non condivido il metodo.
un saluto
D.
Non solo per le pubbliche amministrazioni operare oggi è difficile e complesso ma anche per i semplici cittadini. Le aziende private lavorano per vendere sul mercato un prodotto e devono necessariamente fare i conti con il mercato, mentre le amministrazioni lavorano per dare servizi ai cittadini e necessariamente devono fare i conti con i cittadini (critiche, pungolamenti, ecc.). Per le cose straordinarie servono delibere di consiglio conferenze di servizi, commissioni consiliare, delibere di giunte, pareri da diversi enti, espropri, etc.., ma per l’ordinario non vige lo stesso discorso. Anche se qualcuno odia il paragone, bisogna ammettere e in un certo senso invidiare, il fatto che, negli altri paesi anche vicini, l’ordinario funziona nonostante le procedure e le leggi sono le stesse. Io cittadino di Mola mi accontento dell’ordinario ma fatto bene. Concludo augurando a tutti BUONA PASQUA!
Tanto per ristabilire la verità storica.
Il cav. Nicola Parente, vulcanico presidente della Pro Loco, organizzò il gemellaggio tra Mola e Tivat (allora Jugoslavia) e fece venire a Mola il traghetto “Sveti Stefan” (non l’attuale, ma il vecchio demolito dieci anni fa) per imbarcare i molesi diretti appunto a Tivat. Quello storico traghetto era di modeste dimensioni, pur tuttavia si insabbiò al centro del porto e fu necessario l’intervento di motopescherecci per tirarlo fuori. Era il 1969 e l’evento era programmato in occasione della 5^ Sagra del Polpo.
“Il traghetto era di modeste dimensionie e tuttavia si insabbiò al cntro del porto…”
… E vogliamo far entrare le navi della MSC o della Costa nel porto di Mola…. A volte mi chiedo se abbiamo il senso delle proporzioni…
Mola non è l’ombelico del mondo. Convinciamoci!
Caro Davide,
Il senso delle proporzioni penso sia evidente da quanto da me scritto, ti invito cortesemente, a rileggere TUTTO quello che ho scritto.
Se poi si vuole strumentalizzare leggendo tra le righe e facendo dire cose non dette o dare l’impressione che si sia voluto dire quello che a noi fa piacere fosse stato detto per il gusto di censurare, allora no!
Ricapitolando
1) Ho detto che Mola deve entrare nell’autorità Portuale dl Levante, perchè è l’unico sistema per sottrarre i porto a faccendieri e sporcaccioni!
2)Domenico Tanzi ha deto che nel Nostro Porto non ci entrano i bestioni delle crociere!
3)Io ho detto che tali bestioni, non possono e non devono entrare mentre ci sta il mercato della nautica del Diporto in disperata ricerca di struttire portuali turistiche, adeguate alle dimensiosi ed opportunità del nostro Porto.
Il resto sono solo ossevazioni e valutazioni di tipo “salottiero”: ma la sostanza sta nei Punti 1-2-3.
difatti, la direzione era quella:
Mercoledì 10 Febbraio 2010 16:03
Porto_di_Mola_di_Bari
Ieri il Consiglio Comunale di Mola di Bari ha approvato, all’unanimità, lo schema di protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, il Comune di Mola di Bari e l’Autorità Portuale di Bari per l’inserimento del Porto di Mola di Bari nella circoscrizione territoriale dell’Autorità Portuale del Levante.
Si tratta di un ulteriore passo verso l’ampliamento del “network” dei Porti pugliesi, che attualmente comprende i porti di Barletta, Bari e Monopoli, che consentirà di potenziare ulteriormente l’offerta unitaria ed integrata di infrastrutture al servizio del territorio.
Con questa importante iniziativa l’Autorità Portuale del Levante intende qualificarsi sempre di più come un vero e proprio strumento, amministrativo e operativo, di gestione delle risorse costiere finalizzate allo sviluppo delle attività cantieristiche, della pesca e del diporto.
La proposta di ampliamento sarà sottoposta all’approvazione del Comitato Portuale.
E’ evidente che l’obiettico sia la vocazine della pesca e diporto e cantieristica.
Dopo di che nulla si sa di più a proposito.
Chi sa dire qualcosa a Proposito? In maniera costruttiva e documentata?
Grazie e BP!!!
Caro Jolly, sono perfettamente d’accordo con te. Ci mancherebbe. Volevo soltanto dire che dovremmo puntare ad obiettivi concreti e raggiungibili. In un recente passato mi è toccato di sentire che Mola sarebbe diventata la Barcellona dell’Adriatico o addirittura una piccola Parigi.
Mola è stata rovinata dai politici demagoghi che hanno spacciato Urban come la risoluzione di ogni problema. Il risultato è un fronte mare nè carne nè pesce e 22 milioni di euro per gran parte sperperati.
Credo che Mola debba puntare sulla diversificazione produttiva, compreso quella turistica. A cominciare da un buon porto turistico per il diporto, che potrebbe fare anche da volano per la cantieristica e per i servizi a terra, oltre naturalmente a mettere a posto e tenere in ordine lo sfasciato porto peschereccio.
Quanto all’inserimento nell’Autorità Portuale di Levante, ben venga, anche se non credo molto nelle operazioni di facciata. Contano molto di più i fatti concreti.
Condivido la delusione di quello che avrebbe dovuto essere ed invece non lo è stato!!
Non ti nascondo che avevo dato piena fiducia a quel progetto, nell’insieme, compresi i parcheggi (che adesso mancano MALEDETTAMENTE) e al Porto Turistico con cantieri annessi.
Ora abbiamo un bozzolo che non sappiamo quando e come dovrà partorire la farfalla!
Se sono veri gli sperperi dei quali si parla ne sarei disgustato, offeso oltre che intimamente deluso.
Però l’ingresso nell’Autorità Portuale non è una operazione di facciata; per il semplice fatto che il porto sarebbe “commisariato” e finalmente gestito da persone senza interessi locali in una ottica di gestione tecnica e di sviluppo.
Come comunità , ne avremmo solo benefici.
Gli Ampi poteri dell’Autorità Portuale non sarebbero compatibili con attività di facciata.
Ti consiglio di Leggere la Legge 84/94
Auguroni