di Marino Marangelli

La struttura

Giovedì 15 Settembre, come ha già scritto questo sito, molti cittadini di Mola di Bari hanno assistito al compiersi del miracolo della realizzazione di un complesso destinato a raccogliere giovani disadattati in quel di S. Materno, nella proprietà di don Bruno Aloia.

Nel lungo e commovente discorso padre Giuseppe De Stefano (frate francescano), ideatore e direttore responsabile dell’istituto, ha percorso le tappe fondamentali che hanno portato ad avere oggi questa importante realtà, non senza difficoltà e problemi. Erano presenti il Sindaco di Mola Stefano Diperna, il suo predecessore Nico Berlen, la Giunta comunale, i rappresentanti delle Amministrazioni di Rutigliano e Noicattaro, i funzionari della Regione Puglia, della Prefettura, della Provincia e  il vescovo di Bari Mons. Cacucci.

Ha partecipato anche una folta rappresentanza di cittadini siciliani compaesani di padre Giuseppe che hanno voluto essere presenti all’avvenimento. Nell’animo di tutti aleggiava il ricordo dell’artefice di tutto questo, Don Bruno Aloia, un sacerdote  che della sua fede e della sua bontà aveva fatto il solo scopo della sua vita terrena. Padre Giuseppe, con parole commoventi, ha dipinto i ricordi che lo legavano al nostro sacerdote e che gli hanno dato la carica ad accettare e continuare questa opera che don Bruno aveva voluto con tutte le sue forze, sia pure per destinarla ad altri scopi assistenziali.

Sin dalla mia fanciullezza ho avuto la fortuna di conoscere intimamente don Bruno:  è stato il mio insegnante di religione alle scuole che ho frequentato, mi ha amministrato la prima comunione nella cappella della Madonna del Rosario, nella  la sua chiesa ha celebrato le mie nozze. Per me è stato un padre spirituale.

Come direttore in Italia del periodico “L’IDEA” avevo diretti contatti con i nostri concittadini residenti negli States ed ero informato di quello che avvenne a suo danno ed a sua insaputa, eppure quando gli chiesi un intervista,  egli chiuse l’argomento con queste parole: “mi sono fidato di una persona cara, ma il signore mi darà la forza di continuare nella mia opera”.

Don Bruno Aloia

Padre Giuseppe De Stefano, nel corso del suo discorso ha ringraziato tutti per aver collaborato alla realizzazione di questa opera che rimane pietra miliare della bontà di un prete povero che ha donato quello che possedeva al  prossimo.

Ha ricordato le difficoltà nel portare a termine l’impresa affidatagli dal vescovo di Bari, l’aiuto economico con cui hanno contribuito i cittadini molesi, rutiglianesi e noiani e non ha dimenticato la generosità dei nostri concittadini residenti all’estero e principalmente nelle città di Brooklyn e Chicago, (tra i presenti i fratelli Caputo e il presidente Giovanni Ingravallo in rappresentanza dell’associazione “Maria SS.Addolorata di Brooklyn).

Dopo la cerimonia della posa delle prima pietra per la costruzione di un centro polisportivo da realizzarsi nel complesso, i partecipanti hanno visitato i locali dove verranno alloggiati i giovani, le aule e i dormitori.

La targa

Durante la cerimonia è stato fatto cenno agli ”angeli della Città dei ragazzi”; incuriosito ho chiesto chiarimenti e una signora che mi ha fatto vedere una grande lastra di cristallo dove erano incisi i nomi di circa 300 famiglie che versano annualmente un contributo discrezionale a vantaggio dell’opera. Fra queste, mi è stato riferito che la famiglia Marangelli Giovanni (mio figlio) aveva versato tutte le somme ricevute dai parenti e dagli amici in suffragio del proprio figlio Marino perito tragicamente il mese di Febbraio scorso. Per questo, in sua memoria, a lui è stata dedicata una sala studio.

Alle ore 21,30 dopo un breve rinfresco, i partecipanti lasciavano l’istituto.

L'aula per lo studio

Va anche detto che il complesso edilizio che si affaccia dalla collina di S. Materno è stato progettato e curato in ogni suo dettaglio da uno studio tecnico locale a titolo gratuito.

Questo sta a dimostrare come i cittadini Molesi sono orgogliosi della realizzazione che oltre a rendere eterna la figura di don Bruno Aloia, partecipano con gioia a che la “Città” divenga un simbolo della nostra città.

Chiudo con un suggerimento ai nostri amministratori, DEDICATE UNA STRADA AL NOME DI DON BRUNO ALOIA.