di Vincenzo D’Acquaviva

Le foto a corredo del pezzo sono più che eloquenti: il verde è “trascurato” per non dire altro; le erbacce crescono a dismisura; il paese è abbandonato a se stesso e langue in uno squallore incredibile; il problema del traffico resta irrisolto; il punto di primo intervento chiuso di notte; la raccolta differenziata si è inceppata e non decolla nei modi più consoni a una società civile; sul fronte mare il degrado avanza e sulle spiagge nostrane si rivedono, come ogni anno, le baraccopoli vietate dalla legge.

Però, in compenso, ci sono i balocchi per i bambini che fanno dimenticare ai grandi gli annosi problemi. Naturalmente c’è sempre chi si ostina a difendere l’indifendibile, per partito preso, facendo il verso di un vecchio adagio molese: “nanzò stête iègghie a stête u chêne da massarègghie“.