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	<title>Città Nostra &#187; Politica</title>
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	<description>Il giornale dei molesi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 10:19:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>PESCATORI,PESCA,PESCE E COMUNITA&#8217; LOCALI</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Pietanza Sono note le ultime mobilitazioni delle marinerie, provocate dalle scelte dell’Unione Europea, dall’inefficacia degli Enti pubblici, dall’inefficienza delle associazioni di categoria e dall’aumento dei “costi... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/06/pescatoripescapesce-e-comunita-locali/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Francesco Pietanza</p>
<p><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/1938-Porto-di-Mola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9512" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/1938-Porto-di-Mola-294x300.jpg" alt="" width="294" height="300" /></a>Sono note le ultime mobilitazioni delle marinerie, provocate dalle scelte dell’<strong>Unione Europea</strong>, dall’inefficacia degli Enti pubblici, dall’inefficienza delle associazioni di categoria e dall’aumento dei “costi fissi”. Dopo aver confermato alcune agevolazioni (esenzione IVA sul carburante), la protesta si è assopita. I prezzi del prodotto ai consumatori non cambieranno (attestandosi a livelli sempre più alti) e, tra qualche mese, non escludiamo nuovi “impeti” per interessi particolari. Potrebbe essere un’altra occasione sprecata, per gli operatori e per gli Enti interessati, di modernizzare tutto il settore attraversando la filiera di innovazione tecnologica e produttiva.</p>
<p><span id="more-9511"></span>Sarebbe miope fermarsi ai vantaggi dall’esenzione dell’IVA senza considerare nel complesso uno spazio che definisce la nostra Vita. La sensazione è che agli amministratori faccia più comodo accarezzare l’indignazione piuttosto che promuovere il cambiamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I veicoli di propaganda sono essenzialmente due: aumento del carburante e larghezza delle maglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Dopo le mobilitazioni che hanno attraversato l’Italia, con le maggiori flotte protagoniste di un vero e proprio ammutinamento, lo Stato ha deciso di lasciare invariata l’esenzione dell’IVA sul costo del gasolio “marittimo”. L’<a href="http://www.ecoseven.net/enogastronomia/pesca-non-ci-sara-iva-sul-gasolio-ma-la-filiera-italiana-del-pesce-rimane-a-rischio">aumento</a> nell’ultimo anno è stato vertiginoso ed ha coinvolto tutti gli Esseri umani, tutte le categorie e tutti i settori. Le associazioni di categoria stimano al 70% l’incidenza del carburante sui costi di gestione delle imbarcazioni. I metodi di recupero del profitto, a fronte di queste spese, sono molteplici: aumento del costo del prodotto (che solitamente rimane alto nonostante le successive agevolazioni); contratti che non garantiscono i marinai; delega ad altri Enti, generalmente comunali, dei costi di filiera (manutenzione dei luoghi di vendita, smaltimento dei rifiuti…). Il paradigma è noto: nella crisi si cercano agevolazioni pubbliche, si abbattono i costi “fissi” scaricandoli sui consumatori e sui lavoratori. La crisi del mondo produttivo è rigettata nel mare del consumo e del lavoro, reso sempre più variabile e precario.</li>
<li>L’altro veicolo di propaganda della protesta è la larghezza delle maglie decisa dall’<strong>UE</strong> tramite il <a href="http://www.ischiablog.it/index.php/natura-e-salute/il-regolamento-mediterraneo-per-la-pesca/">Regolamento per la Pesca</a>. Una scelta che sembrerebbe favorire la distribuzione dei Mari del Nord garantendo un sistema produttivo più ampio di quello Mediterraneo e che genera un profitto su larga scala ben oltre quello “locale” delle nostre acque. In realtà, leggendo il Regolamento, sembra che ci siano ancora margini per eventuali modifiche alle disposizioni sulle taglie. Le intenzioni dell’<strong>UE</strong> sono condivisibili: ridurre la pesca “intensiva” (<em>overfishing</em>), fatta contro ogni normativa e buon senso, che si disinteressa dei cicli biologici di nascita e crescita degli organismi marini e, pur di presentare sempre qualcosa all’altare della vendita (e del <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/03/pesca-oltre-la-crisi-lo-sviluppo-sostenibile/">profitto</a>), fa strage di “taglie piccole” (che ancora devono crescere e riprodursi) magari pescando “sotto costa” e contribuendo alla desertificazione dell’ambiente marino, alla riduzione delle taglie “standard” ed all’annientamento di alcune specie. Gran parte della normativa in materia di controllo (larghezza delle maglie, Blue Box, comunicazioni sul pescato…) nasce proprio con l’esigenza di tenere sotto controllo, se non eliminare definitivamente, questo fenomeno non solo dannoso ecologicamente ma anche economicamente. La “<strong>licenza a punti</strong>” servirebbe a fare sistema intorno alla Legge, provando ad eliminare comportamenti contrari alla norma sia giuridica che civile. Nel Parlamento europeo è stata proposta la <a href="http://www.guidomilana.eu/sito_nuovo/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=277:pesce-un-bene-comune&amp;catid=5:news">campagna</a> “<em>Pesce bene comune</em>” con l’intenzione di richiamare l’opinione pubblica sul progressivo impoverimento delle risorse ittiche. È noto che alcuni “<em>stock</em>” soffrano uno sfruttamento eccessivo, nonostante la regolamentazione degli “<a href="http://europa.eu/legislation_summaries/maritime_affairs_and_fisheries/fisheries_resources_and_environment/pe0004_it.htm">sforzi di pesca</a>” per limitare modalità distruttive che incidono negativamente anche sulle taglie del pescato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli aspetti da cui partire per (<em>r</em>)innovare il settore dipendono tutti dalla sua integrazione con la Comunità locale. Perché spazi produttivi, filiere di commercializzazione e Comunità non sono elementi estranei ma termini di un <strong>discorso comune</strong>. Per questo la Pesca, anche nelle sue attività di profitto, è pienamente <em>commons</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Innovazione “ecologica”</strong>. La riduzione del costo del gasolio che, stando alle stime, coprirebbe il 70% dei costi di gestione, potrebbe essere affrontata innovando “ecologicamente” i sistemi di motorizzazione attuando, ad esempio (ma si potrebbe pensare anche ad altre soluzioni), un progetto complessivo di passaggio ad impianti “<em>fuel cell</em>” (tecnologia ad Idrogeno) degli attuali ed inquinanti motori diesel. Sono processi innovativi da intraprendere con la disponibilità economica e progettuale degli Enti (ad ogni livello).<strong> </strong></li>
<li><strong>Dignità del Lavoro</strong>. Per chiarire la partecipazione dei lavoratori alle attività produttive si dovrebbero utilizzare <a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;_pageLabel=PAGE_PUBBLICAZIONI&amp;nextPage=PUBBLICAZIONI/Tutti_i_titoli/Prevenzione_e_sicurezza/Primo_rapporto_di_pesca/Primo_rapporto_di_pesca/info-753127556.jsp">approcci</a> che garantiscano il lavoro sulle imbarcazioni dal punto di vista del reddito e della sicurezza. Il ricorso a contratti “<em>alla parte</em>” o “<em>al nolo</em>” (divisione degli utili, al netto o al lordo, tra armatore e marinai) sembra rallentare gli investimenti in sicurezza e tecnologia. Armatore e marinai sono interessati solo al risparmio per ottenere maggiore profitto. Altre tipologie contrattuali rendono molto debole la posizione del lavoratore tanto sulle imbarcazioni quanto nella Vita. La soluzione potrebbe essere la sottoscrizione di un contratto “<em>a paga fissa</em>” che libererebbe il marinaio nel ciclo produttivo, sottraendolo al paternalismo dell’armatore. Bisogna liberalizzare il lavoro.</li>
<li><strong>Pesce a “km 0”, per una filiera sana in una Comunità sana</strong>. Andrebbero pensate forme di sostegno locale alla “<em>filiera corta del pescato</em>”. L’acquisto dai produttori, attraverso la vendita diretta, dovrebbe abbassare i costi del prodotto assicurando qualità e risparmio. È interesse degli operatori del settore offrire un servizio ottimale ai consumatori, per questo le <strong>Cooperative di Pesca</strong> potrebbero gestire direttamente le “Piazze del Pesce” non gravando sulle casse comunali (generando forti ed insostenibili <em>gap</em> tra costi di gestione ed effettive entrate per il Comune) ma creando ulteriori attività di business per differenziare la filiera, occupare più personale e ricavare maggiore profitto da investire nel miglioramento delle strutture. Si dovrebbe maggiormente “terziarizzare” il comparto, con una maggiore attenzione allo smaltimento dei rifiuti.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per finire, il settore va certamente sostenuto nella trasformazione industriale ma si deve emancipare dal sostegno pubblico che rappresenta una fonte di rendita parassitaria. Andrebbero ristrutturate le agevolazioni, puntando sull’innovazione tecnologica per abbattere i costi e sull’autonomia della filiera che deve essere in grado di competere sul mercato senza il bastone dello Stato. In questo quadro la capacità dei marinai di liberarsi dal “compromesso di produzione” con l’armatore potrebbe favorire una maggiore mobilità su tutta la filiera, creando opportunità di lavoro e profitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mia è una visione parziale della situazione perché conosco in maniera parziale le dinamiche del settore. Sono le dinamiche quotidiane ad avere sempre l’ultima parola. Però queste dinamiche dovrebbero imparare a liberarsi dalla sindrome della conservazione che spesso ci caratterizza.</p>
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		<title>DEMOLITE LE GABBIE SUL PORTO</title>
		<link>http://www.citta-nostra.it/2012/02/05/demolite-le-gabbie-sul-porto/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 18:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Redazionale Attaccate alla banchina ed abbandonate a pochi metri dal faro, da anni facevano bella (si fa per dire!) mostra di sé quelle due gabbie, ormai devastate dalla... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/05/demolite-le-gabbie-sul-porto/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Redazionale</p>
<p>Attaccate alla banchina ed abbandonate a pochi metri dal faro, da anni facevano bella (si fa per dire!) mostra di sé quelle due gabbie, ormai devastate dalla ruggine e dalla salsedine. Erano entrate nel panorama del nostro porto e tante fotografie le riportano quasi come attrazione ornamentale.</p>
<p><span id="more-9504"></span>Dovevano servire in origine all’itticoltura marina ed in effetti per qualche tempo furono posizionate al largo, dove si cominciò ad allevare il pesce. Era l’epoca della prima Giunta Cristino e qualche amministratore vagheggiò per Mola l’insediamento di industrie per la lavorazione del pesce, lanciandosi anche in “lungimiranti” progetti occupazionali. Ma tutto fallì in pochi mesi e due delle tre gabbie furono rimorchiate nel porto e lì abbandonate, creando non poche difficoltà all’attività ed alla navigazione dei pescherecci all’interno dell’area portuale.</p>
<p>Finalmente le due strutture metalliche sono state demolite da un’impresa specializzata, a cui la Giunta Diperna, a dicembre scorso, aveva affidato il lavoro. Spesa preventivata: 10.000 euro. Per la cronaca, l’Amministrazione precedente aveva quantificato la spesa intorno a 50.000 euro. Un bel risparmio o qualcuno aveva sbagliato i conti?</p>
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		<title>PIRP CERULLI, SOLUZIONE VICINA PER COOPERATIVE</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nicola Rotondi Lo scorso 2 febbraio era la data originariamente stabilita per l’approvazione in consiglio comunale dello schema di convenzione del PIRP e della variante di progetto,... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/05/pirp-cerulli-soluzione-vicina-per-cooperative/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Nicola Rotondi</p>
<p><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/Municipio-1-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9498" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/Municipio-1-2010-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>Lo scorso 2 febbraio era la data originariamente stabilita per l’approvazione in consiglio comunale dello schema di convenzione del PIRP e della variante di progetto, ma come dichiarato in seduta dall’Assessore Del Re, questo punto all’ordine del giorno è stato ritirato per chiarire delle questioni il cui esito determina direttamente le possibilità di alcuni soci delle cooperative di poter avviare il programma costruttivo.</p>
<p>Abbiamo chiesto a <strong>Giuseppe Battista</strong>, componente del coordinamento delle cooperative edilizie interessate da questa opera, un ragguaglio sulla situazione attuale.</p>
<p><strong>Il consiglio comunale di venerdì avrebbe dovuto trattare l’approvazione del PIRP Cerulli; momento atteso da tante famiglie, ma slittato per ulteriori verifiche in commissione. Di quali si tratta?</strong></p>
<p><span id="more-9497"></span>In occasione del consiglio comunale del 30 gennaio, abbiamo sottoposto, ai fini di un’interrogazione consiliare, un documento sottoscritto dal coordinamento delle cooperative con il quale abbiamo chiesto, tra i punti più importanti: la rateizzazione degli oneri urbanizzativi; lo stralcio degli oneri acquisitivi relativi alle aree dei lotti commerciali (lotti funzionali1C,2Ce3C) e di servizi (lotti funzionali 1S e 2S); lo stralcio delle particelle già nella disponibilità del Comune, ma che per la mancanza della voltura al catasto, erano state inserite nel particellare di esproprio legato al progetto esecutivo, e conseguentemente imputate economicamente negli oneri acquisitivi delle cooperative e delle imprese.</p>
<p>Dall’interrogazione in consiglio formulata dal Consigliere Berlen, sono emersi elementi di novità, per cui si è reso necessario un ulteriore passaggio di verifica in 3° commissione per il giorno seguente (31 gennaio, <em>ndr</em>).</p>
<p><strong>Gli oneri: un punto controverso e oggetto di tante osservazioni, sia da parte delle cooperative e sia dei componenti della commissione&#8230;</strong></p>
<p>Il coordinamento ha, fino ad un certo momento, condiviso, suo malgrado, l&#8217;ipotesi del pagamento degli oneri in un&#8217;unica soluzione per evitare che ritardi provocati dalla mancanza di liquidità in cassa potessero determinare i gravi disagi, già patiti a Mola in tante altre occasioni, legati al fatto che gli edifici possano essere già realizzati e le urbanizzazioni lontano dall&#8217;esserlo. La pretesa, se così si può dire, che le cooperative accampano è che, scegliendo il modo più comodo per pagare, non si subisca il disagio di camminare nel terreno per raggiungere casa o non poter utilizzare gli edifici ultimati perché non è ancora completa la rete fognante. Se si dimostrerà l&#8217;equivalenza tra i due metodi, il coordinamento è ben lieto di sapere che ogni cooperativa sarà libera di optare tra il pagamento in unica soluzione, con economia del costo delle fideiussioni, oppure poter scaglionare i pagamenti in un anno e mezzo (o due) per avere il tempo di poter disporre delle necessarie provvidenze. Alla fine della discussione il Sindaco Diperna ha dichiarato che <em>“laddove sentiti i pareri di legittimità degli uffici competenti (parere contabile della ragioneria), la dilazione degli oneri urbanizzativi verrà concessa”</em>, di fatto sgravando significativamente l’esborso economico iniziale dei soci delle cooperative.</p>
<p><strong>Cosa chiedono le cooperative in particolare all’amministrazione? </strong></p>
<p>Il PIRP è un’opera pubblica dalla forte valenza sociale, e quello a cui abbiamo assistito in termini di dibattito, è stato spesso il rigore procedurale dell’opera pubblica, contrapposta all’esigenza di accessibilità economica (funzione sociale) da parte di cittadini che non hanno la possibilità di sottostare ai prezzi del libero mercato. In questo confronto fatto nelle sedi istituzionali, abbiamo visto un esempio di democrazia funzionante, non fatto di un gioco al massacro come spesso accade nel teatrino della politica nazionale. Pertanto risulta doveroso un ringraziamento a tutte le forze politiche, all’amministrazione e ai funzionari comunali per l’impegno che stanno mettendo per il bene della collettività.</p>
<p>Questo confronto ci ha visto parte attiva come coordinamento delle cooperative, fin dalle tappe iniziali del PIRP, ossia dalla sigla sull’accordo di programma in Regione, fino all’imminente approvazione in consiglio comunale che, volendo citare il grande Winston Churchill, possiamo dire che <em>“non è l’inizio della fine, semmai è la fine dell’inizio”</em>.</p>
<p><strong>State ottenendo aperture da parte degli organi politici e dai funzionari dell’ufficio tecnico, fermo restando gli obblighi e i vincoli di legge?</strong></p>
<p>Nell’incontro della 3° commissione del 31 gennaio, è intervenuto il RUP (responsabile unico del procedimento) Ing. Berardi e lo staff di supporto, i quali hanno fornito delle risposte ai quesiti emersi durante l’interrogazione, e nella fattispecie, hanno confermato che sono state avviate le volture delle particelle, e che è stato rivisto il quadro tecnico economico di fatto stralciando dal computo a carico delle cooperative anche le aree dei lotti a servizi e commerciali.</p>
<p>Il punto di maggior confronto è stato invece quello relativo alla dilazione degli oneri urbanizzativi, in cui bisogna accertare la distinzione tra copertura finanziaria e copertura di cassa ai fini dell’impegno di spesa per la gara di appalto per le opere pubbliche contenute nel PIRP.</p>
<p><strong>Dopo il via libera in consiglio comunale, quali sono le successive scadenze nel cronoprogramma?</strong></p>
<p>Il percorso della fase attuativa è ancora lungo. A breve, dopo il consiglio comunale (che ci auguriamo venga fissato al più presto), bisognerà fare il sorteggio di abbinamento fra lotto e cooperative, e poi si potrà andare alla sottoscrizione della convenzione.</p>
<p>Dalla stipula della convenzione, si innescheranno una serie di adempimenti opportunamente cadenzati che porteranno all’appalto dei lavori per la realizzazione delle opere pubbliche, e parallelamente, le cooperative predisporranno i progetti per il successivo avvio dei cantieri.</p>
<p>Tutto questo avverrà già nei prossimi mesi, poiché il finanziamento pubblico di circa € 1.100.000 dei fondi FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, <em>ndr</em>) dovrà essere rendicontato entro dicembre 2012, per cui il tempo stringe….</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NO ALL’OMOFOBIA. IL CONSIGLIO APPROVA O.d.G.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nicola Rotondi “Un documento che possa contribuire a diffondere quella cultura dell’accettazione della diversità”. Con questa espressione, il consigliere Gaudiuso ha suggellato l’approvazione unanime dell’ordine del giorno... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/04/no-all%e2%80%99omofobia-il-consiglio-approva-o-d-g/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Nicola Rotondi</p>
<p><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/omofobia11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9484" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/omofobia11-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>“<em>Un documento che possa contribuire a diffondere quella cultura dell’accettazione della diversità</em>”. Con questa espressione, il consigliere Gaudiuso ha suggellato l’approvazione unanime dell’ordine del giorno contro l’omofobia, nel corso del consiglio comunale del 2 febbraio.</p>
<p> Nella premessa che ha introdotto la lettura del documento, Gaudiuso, promotore di questa iniziativa, ha dichiarato che ”<em>a livello culturale è necessario che le istituzioni facciano fronte e respingano qualsiasi deriva omofoba”</em>, e ha apprezzato lo spirito di condivisione che ha ispirato la stesura del provvedimento in commissione.</p>
<p><span id="more-9483"></span> Dello stesso tenore, l’intervento di Brunetti, in qualità di presidente della 1^a commissione, per spiegare il lavoro di sintesi che ha portato alla definizione della versione portata all’attenzione dell’aula.</p>
<p>Questo il testo approvato all’unanimità:</p>
<p>IL CONSIGLIO COMUNALE DI MOLA DI BARI</p>
<p>Premesso che</p>
<p>-La Costituzionedella Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che: <em>tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.</em>      .</p>
<p>- E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.</p>
<p>-La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all&#8217;articolo 2, comma 1 recita: &#8220;<em>Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione</em>.&#8221;</p>
<p>-La Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea all&#8217;articolo 1 recita: &#8220;<em>La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata</em>&#8220;. E all&#8217;articolo 21 ribadisce: &#8220;<em>E&#8217; vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l&#8217;origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l&#8217;appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l&#8217;età o le tendenze sessuali</em>&#8220;.</p>
<p>- Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 haapprovato più risoluzioni attraverso le quali invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui la omo-transfobia si manifesta.</p>
<p>Considerato che</p>
<p>- II 17 maggio del1991 l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l&#8217;omosessualità una &#8220;<em>variante naturale del comportamento umano</em>&#8220;.</p>
<p>- Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti;</p>
<p>Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale di Mola di Bari</p>
<p>- Sollecita il Parlamento italiano all&#8217;approvazione di una normativa specifica che tuteli le cittadine e i cittadini contro ogni forma di manifestazione di tipo omofobico e transfobico;</p>
<p>- Invita il Governo italiano a contrastare il fenomeno dell’omofobia e della transfobia con iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell&#8217;ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di &#8220;diversity management&#8221;; a promuovere l&#8217;introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d&#8217;analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione basata sull&#8217;identità di genere o sull’orientamento sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti discriminatori.</p>
<p>Impegna la Giunta del Comune di Mola di Bari ad adottare iniziative utili a far sì che la giornata mondiale contro l&#8217;omofobia sia sostenuta anche nel territorio di Mola di Bari da un&#8217;adeguata informazione; a promuovere interventi nella scuola, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, affinché l&#8217;istituzione deputata all&#8217;educazione dei futuri cittadini sviluppi una cultura delle diversità e operi quindi quale luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.                     </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>DOPO LA PROTESTA, ECCO L’O.d.G.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nicola Rotondi Approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Mola l’ordine del giorno, presentato in una precedente seduta  dal consigliere De Silvio, relativo alle prospezioni geosismiche (trivellazioni) compiute dalla Northern... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/03/dopo-la-protesta-ecco-l%e2%80%99o-d-g/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Nicola Rotondi</p>
<div id="attachment_9472" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/Monopoli-48.jpg"><img class="size-medium wp-image-9472" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/Monopoli-48-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>
<p class="wp-caption-text">Un momemto della grande manifestazione di Monopoli</p>
</div>
<p>Approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Mola l’ordine del giorno, presentato in una precedente seduta  dal consigliere De Silvio, relativo alle prospezioni geosismiche (trivellazioni) compiute dalla Northern Petroleum in prossimità della costa pugliese.</p>
<p>Tale iniziativa rafforza la totale contrarietà alle ricerche di idrocarburi nell’Adriatico, già sollevata, con ampia adesione, in occasione della manifestazione di Monopoli del 21 gennaio scorso, cui hanno preso parte le rappresentanze di tanti comuni rivieraschi, Mola compreso.</p>
<p><span id="more-9471"></span>Dopo la lettura del documento, Gaudiuso ha auspicato <em>“che i tentativi da parte del governo di confermare le autorizzazioni alle ricerche petrolifere possano essere respinti. Non si tiene in considerazione il fatto che, se dovessero esserci degli incidenti di natura petrolifera, diremmo addio al mar Adriatico. Non possiamo consentire uno scempio di questa portata”</em>.</p>
<p>Il consigliere di Sinistra Liberamente ha chiesto inoltre al Sindaco Diperna di insistere, d’intesa con i comuni della nostra fascia costiera, con Governo e Regione Puglia affinché si avvii un’azione che coinvolga i Paesi frontalieri della sponda balcanica, trattandosi di attività di prospezione che potrebbero essere effettuate anche in acque internazionali.</p>
<p><em>“La sciagura totale di carattere ambientale ed economico”</em>, per dirla con il consigliere Brunetti, è il serio rischio che incombe sul nostro territorio. <em> </em></p>
<p>Questo l’Ordine del Giorno approvato:</p>
<p><strong> </strong>PREMESSO CHE:</p>
<p>- con nota del 27.7.2011 trasmessa al Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), la società Northern Petroleum Ltd ha nuovamente avviato la procedura di VIA ai sensi del D.Lgs. 152/06 in relazione ad alcuni permessi di ricerca idrocarburi in mare Adriatico, individuati con la sigla &#8220;d149 D.R- NP&#8221;, &#8220;d65 DR-NP&#8221;; &#8220;d66 DR-NP&#8221;, &#8220;d71 DR-NP&#8221;, &#8220;d72 DR-NP&#8221;, legati al permesso di ricerca idrocarburi denominato &#8220;FR 39 NP&#8221;;</p>
<p>- tale procedura segue quella già riavviata, nel dicembre del 2010, dalla medesima società a seguito dell’annullamento e/o della cautelare sospensione disposte dal Tar per la Puglia delle pronunce di compatibilità ambientale rilasciate dal MATTM con Decreti nn. 1347 e 348 del 14.10.2009 e n. 1349 del 15.10.2009;</p>
<p>- quei decreti furono emessi a seguito della procedura avviata nel 2006 ed i cui esiti sono stati &#8211; come detto &#8211; annullati dal Tribunale Amministrativo per la Puglia presso entrambe le sue sedi di Bari e di Lecce;</p>
<p>- la procedura di che trattasi mira a consentire alla soc. Northern Petroleum la realizzazione di prospezioni geosismiche in prossimità della costa pugliese, utilizzando la tecnica del cosiddetto air-gun;</p>
<p>-  tale modalità di ricerca è annoverata tra quelle produttive di inquinamento ambientale, in quanto le onde provocate dall’air-gun arrecano danni più o meno gravi alla fauna marina e, in special modo, ai mammiferi acquatici;</p>
<p>-  ormai da vario tempo le popolazioni costiere locali hanno espresso vivissime preoccupazioni e forti contrarietà in quanto, oltre ai danni all&#8217;ambiente provocati dalle prospezioni,, le stesse rappresentano la prima fase di un progetto che intende avviare nel mare Adriatico una vasta attività di estrazione di idrocarburi;</p>
<p>-  tale intendimento è evidentemente contrario ai progetti di sviluppo dei comuni della fascia costiera, che al turismo e all&#8217;economia legate alle bellezze dei propri tenitori affidano le prospettive di sviluppo;</p>
<p><strong>OSSERVATO CHE:</strong></p>
<p>-  analogamente a quanto è avvenuto con la procedura di VIA già impugnata dinanzi al Tar Puglia, il progetto, nonostante sia unitario, viene suddiviso in differenti tronconi e difetta del tutto di uno studio approfondito degli impatti che l&#8217;unitario programma di ricerca può produrre sull&#8217;ambiente;</p>
<p>-  quelle procedure furono attinte da impugnative dinanzi al Tar del Lazio da parte della regione Puglia (con procedimento poi trasferiti per competenza al Tar di Bari e al Tar di Lecce) e al Tar di Lecce da parte del Comune di Ostuni, procedimenti all&#8217;interno dei quali si sono costituiti numerose altre amministrazioni locali (Fasano, Monopoli, Polignano);</p>
<p>-  il Tar di Bari con sentenza n. 2602/2010, passata in cosa giudicata, annullava il decreto ministeriale afferente al permesso &#8220;d149 D.R.-N.P.&#8221;, mentre il Tar di Lecce dapprima sospendeva (ordinanza cautelare n. 130/2010) e poi annullava (sentenza n. 1341/11 del 14.7.2011) i decreti autorizzativi collegati ai permessi di ricerca n. &#8220;d149D.R.-NP&#8221;, &#8220;d60 F.R.P.N.&#8221;, &#8220;d61 F.R.N.P.&#8221;;</p>
<p>-  in entrambi i casi, il Giudice Amministrativo ha stigmatizzato l&#8217;artificioso frazionamento dell&#8217;unico progetto di ricerca in cinque diverse procedure, prive di un necessario studio ambientale di carattere unitario che ponga in luce i rischi per l&#8217;ambiente derivanti dall&#8217;unico programma di ricerca;</p>
<p>-  il Tar di Lecce, ancora, ha stigmatizzato l&#8217;impatto &#8220;davvero imponente&#8221; della tecnologia utilizzata a sostegno del programma di ricerca ed ha sottolineato che &#8220;in difetto di metodi di ricerca meno impattanti, non v&#8217;è dubbio che unico baluardo di difesa per l&#8217;ambiente rimanga quello di una valutazione di impatto unitaria, cioè tale da fornire una visione completa delle interazioni e degli effetti di un programma umano di sfruttamento delle risorse dell&#8217;ecosistema da proteggere&#8221;;</p>
<p>-  ciononostante, i progetti della società inglese continuano ad essere totalmente carenti di tale fondamentale studio;</p>
<p>-  la complessiva attività di ricerca e prospczione promossa dalla soc. Northern Petroleum interessa una vastissima area marina e coinvolge numerosissimi comuni costieri;</p>
<p> <strong>DATO ATTO CHE</strong></p>
<p>-    già a seguito dell&#8217;avvio della procedura effettuato nel dicembre del<em> </em>2010, numerosi comuni rivieraschi, unitamente alla Provincia di Brindisi, si incontrarono in Ostimi e presentarono il proprio parere contrario al MATTM;</p>
<p>-    è interesse di tutte le popolazioni costiere opporsi al progetto della Northern Petroleum, così<br />
rappresentando le vivissime preoccupazioni della popolazione pugliese e per evitare che il tratto di mare antistante la regione smetta di essere uno dei principali motori dell&#8217;economia locale per divenire un&#8217;unica, vasta area di coltivazione petrolifera;</p>
<p>-    nel tratto costiero antistante la città di Brindisi sta per essere avviata addirittura una campagna di trivellazione da parte della soc. ENI, titolare della concessione di coltivazione denominata &#8220;FC2AG&#8221;, rilasciata nel lontano 1994, così aggravando le preoccupazioni nutrite per le sorti dell&#8217;ambiente (marino e costiero in particolare). In relazione a tale vicenda, il Comune di Ostuni e la regione Puglia hanno rappresentato al Ministero per lo Sviluppo Economico che la risalenza della concessione (pur di durata trentennale) non può rappresentare ostacolo alla rivalutazione della stessa alla luce del quadro giuridico &#8211; profondamente mutato &#8211; e della sensibilità ambientale &#8211; enormemente cresciuta, rilevando come sia del tuttoincoerente e contrario alle attitudini di sviluppo turistico espresse dall&#8217;area costiera brindisina nell&#8217;ultimo decennio consentire lo svolgimento di simili attività. Il Ministero, con nota prot. 18891 del 21.9.11, ha comunicato di ritenere esercitatile l&#8217;attività estrattiva, garantendo al contempo la continuità della sicurezza delle istallazioni finalizzate alla coltivazione e la non influenza sulla costa brindisina, distante circa 50km.;</p>
<p> -   è, ovvio, però che intatte restano le preoccupazioni dei comuni locali, che vedono il proprio territorio sempre più aggredito da progetti del tutto incompatibili con le vocazioni turistiche e produttive dell&#8217;area;</p>
<p>-   peraltro, nel progetto presentato dalla Northern Petroleum non vi è alcun cenno alla cd. &#8220;seconda fase&#8221; del programma., cioè l&#8217;eventuale perforazione delle aree ritenute di interesse e la conseguente coltivazione dei pozzi: è evidente che è privo di senso consentire l&#8217;esecuzione della &#8220;prima fase&#8221; se non viene effettuata la valutazione sull’ammissibilità della &#8220;seconda fase&#8221;. Diversamente, la prima fase rappresenterebbe uno spreco di risorse ed un inutile rischio ambientale. Pertanto, la stima costi/benefici della odierna &#8220;prima fase&#8221; non può non essere estesa alla &#8220;seconda fase&#8221;, valutando sin da ora la fattibilità della futura (ancorché eventuale) campagna di ricerca.</p>
<p>Alla luce delle considerazioni che precedono, il Consiglio Comunale di Mola di Bari formula la più viva opposizione alla campagna di geoprospezione della società Northern Petroleum e altre.</p>
<p align="center"><strong>CHIEDE</strong></p>
<p>Al Ministero dell&#8217;Ambiente e della tutela del mare, dott. Corrado Clini immediati interventi per sospendere i procedimenti autorizzativi avviati e non conclusi in merito alle ricerche e coltivazioni di idrocarburi liquidi nel mare Adriatico attraverso una moratoria del suddetto Ministero ed in particolar modo su tutto lo specchio di mare antistante le coste pugliesi;</p>
<p>di coinvolgere Regione, Provincie e Comuni interessati per una soluzione che salvaguardi le attese delle comunità locali.</p>
<p>CHIEDE, altresì, un urgente incontro per rappresentare le ragioni del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA MARINERIA DI NUOVO A ROMA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nicola Rotondi Nella seduta di ieri sera il Consiglio comunale di Mola ha approvato con 19 voti favorevoli un ordine del giorno con cui si manifesta la... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/03/la-marineria-di-nuovo-a-roma/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">di Nicola Rotondi</div>
<div id="attachment_9461" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/Porto-e-Mercato-Ittico1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9461" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/02/Porto-e-Mercato-Ittico1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>
<p class="wp-caption-text">Pescherecci alla banchina, Mercato Ittico chiuso</p>
</div>
<p>Nella seduta di ieri sera il Consiglio comunale di Mola ha approvato con 19 voti favorevoli un ordine del giorno con cui si manifesta la compatta solidarietà nei confronti della marineria molese ancora in sciopero. Il testo riviene dal lavorop svolto dal tavolo tecnico composto da amministratori, consiglieri e rappresentanti della categoria. Questa notte sono partiti da Mola due pullman, messi a disposizione dalla pubblica Amministrazione, diretti a Roma, dove è programmato un incontro al Ministero delle Politiche Agricole e della Pesca.</p>
<div class="mceTemp"> <span id="more-9457"></span></div>
<div class="mceTemp">Questo il documento approvato dal Consiglio comunale:</div>
<div class="mceTemp"><strong>Premesso che:</strong></div>
<p>- La marineria di Mola di Bari, unitamente a tutte le marinerie pescherecce nazionali, versa in una situazione di profonda crisi strutturale ed economica, aggravata dall&#8217;adozione di normative, nazionali e comunitarie, inidonee a cogliere la specificità delle tipologie di pesca e di imbarcazioni operanti nel mare territoriale;</p>
<p>- I rappresentanti delle forze politiche rappresentate nel Consiglio Comunale di Mola di Bari intendono manifestare la propria solidarietà alla categoria, adoperandosi, altresì, di concerto con la Giunta Comunale e il Sindaco, alla predisposizione di proposte di modifica delle normative vigenti che risultino compatibili con le esigenze della marineria locale;</p>
<p><strong>Visti</strong></p>
<p>- Il regolamento (CE) n° 1967/2006 che all&#8217;art. 9 comma3, in materia di pesca a strascico, prescrive che &#8220;dal 1 luglio 2008, la rete di cui al punto (1) è sostituita da una pezza di rete a maglia quadrata da 40 mm nel sacco o, su richiesta debitamente motivata da parte del proprietario del peschereccio, da una rete a maglia romboidale da 50 mm. &#8220;</p>
<p>- Il regolamento (CE) n°1224/2009 che all&#8217;art. 92, unitamente a gravosi sistemi tecnologici di rilevazione del pescato, prevede un sistema di sanzioni con decurtazione di punti, dato un punteggio di partenza, fino al ritiro definitivo della licenza;</p>
<p><strong>Considerato che</strong></p>
<p>- la disciplina di cui all&#8217;art. 9 comma 3 del regolamento (CE) n° 1967/2006 appare assolutamente inattuabile per la pesca a strascico di fondo, anche in considerazione della specificità delle specie oggetto di cattura;</p>
<p>- le disposizioni di cui al regolamento (CE) n°1224/2009, prescrivendo sistemi di rilevazione e gestione del pescato estremamente complessi paiono non considerare le dinamiche e le condotte della vita a bordo dei pescherecci nazionali;</p>
<p>- il sistema di sanzioni di cui al regolamento (CE) n° 1224/2009 concorre in maniera decisiva ad aggravare la situazione di una categoria produttiva storicamente fondamentale per la vita del nostro Comune e che già da tempo soffre di una situazione di profonda crisi;</p>
<p>- tale situazione di crisi del settore è altresì aggravata da un rincaro del prezzo del gasolio a livelli superiori rispetto alla media dei Paese pescherecci dell’Unione Europea;</p>
<p>- questo Consiglio comunale, unitamente alla Giunta, pur non essendo tecnicamente competente nella definizione delle problematiche in discussione, nel proprio ruolo di rappresentante della comunità locale intende farsi carico di problematiche che attengono allo sviluppo della stessa;</p>
<p>- a tal fine ritiene opportuno costituire un tavolo tecnico che affronti i problemi del settore della pesca;</p>
<p>ciò premesso</p>
<p>Il consiglio Comunale, manifestando piena solidarietà a tutta la marineria molese e, più in generale, a tutta la marineria peschereccia nazionale,</p>
<p><strong>DELIBERA</strong></p>
<p><strong> </strong>- di chiedere alle Istituzioni competenti la modifica del regolamento (CE) n° 1967/2006, nonché del regolamento (CE) n°1224/2009 in modo che non risultino penalizzanti per la marineria peschereccia locale e nazionale;</p>
<p>- di chiedere alle Istituzioni competenti un intervento volto ad allineare il prezzo del gasolio al livello del prezzo medio applicato all&#8217;interno dei Paesi pescherecci dell&#8217;Unione Europea;</p>
<p>- di costituire un tavolo tecnico sulla crisi della pesca, composto da quattro componenti del Consiglio Comunale, di cui due indicati dai gruppi consiliari di maggioranza e due dai gruppi consiliari di minoranza, due rappresentanti della Giunta Comunale, indicati dal Sindaco, e due rappresentanti della categoria dei pescatori;</p>
<p>- di affidare al tavolo tecnico il compito di elaborare proposte finalizzate alla soluzione dei problemi della marineria e di proporre sistemi di valorizzazione del prodotto, anche avvalendosi di consulenti tecnici esterni, con l&#8217;impegno di fornire un periodico resoconto al Consiglio Comunale e alla commissione consiliare permanente competente per materia;</p>
<p>-di trasmettere la presente alla Capitaneria di Porto di Mola di bari, alle marinerie, alle Associazioni di categoria, alla Direzione marittima di Bari, all&#8217;Assessore provinciale, all&#8217;Assessore Regionale, al Ministro alle Attività Produttive, alla Commissione Europea, ai Parlamentari Europei, al  Comando Generale Capitaneria di porto,alla Direzione generale della pesca marittima e dell&#8217;acquacoltura, al Prefetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il presente provvedimento non comporta alcun impegno di spesa per l&#8217;Ente.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MARINERIA: PRONTO IL DOCUMENTO</title>
		<link>http://www.citta-nostra.it/2012/02/01/marineria-pronto-il-documento/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Redazionale Potrebbe essere discusso già domani nel previsto Consiglio comunale, il documento approvato ieri sera dai componenti del “tavolo tecnico” sui problemi della marineria molese. Una volta avuto... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/01/marineria-pronto-il-documento/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Redazionale</p>
<p>Potrebbe essere discusso già domani nel previsto Consiglio comunale, il documento approvato ieri sera dai componenti del “tavolo tecnico” sui problemi della marineria molese.</p>
<p><span id="more-9450"></span>Una volta avuto il via libero del massimo consesso cittadino, il documento sarà inviato agli organi di governo centrale e regionale, per sollecitare l’adozione di interventi urgenti al fine di risolvere o almeno attenuare la grave crisi della categoria.</p>
<p>Al “tavolo tecnico” sono intervenuti, oltre ai rappresentanti della marineria, gli assessori Carbonara e Pellegni ed i consiglieri Alberotanza, Berlen, Calabrese e Palazzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CHE SANITA’ E’ QUESTA?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nicola Lucarelli L’incontro in Regione si farà. Finalmente Dino Marino, Presidente della 3^ Commissione Consiliare, che si occupa di Sanità e Servizi sociali, si è deciso a... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/02/01/che-sanita%e2%80%99-e%e2%80%99-questa/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Nicola Lucarelli</p>
<p>L’incontro in Regione si farà. Finalmente Dino Marino, Presidente della 3^ Commissione Consiliare, che si occupa di Sanità e Servizi sociali, si è deciso a convocare una riunione con il rappresentanti del Comitato Cittadino molese per la Sanità per discutere in merito alla soppressione del turno notturno del Punto di Primo Intervento ed alla riorganizzazione dei servizi socio-sanitari.</p>
<p><span id="more-9441"></span>L’incontro si svolgerà lunedi prossimo presso la sede di via Capruzzi a Bari. Pare che i rappresentati non debbano essere più di tre e ciò mette a repentaglio la presenza degli amministratori comunali. Nel caso in cui ciò fosse un vincolo insormontabile, farebbe bene il Comitato ad inserire fra i tre almeno un rappresentante della pubblica Amministrazione. A tal fine è convocato un incontro organizzativo presso la Sala Giunta del Palazzo Municipale per venerdì 3 febbraio alle ore 17.30.</p>
<p>Intanto, vengono sempre più indeboliti i servizi sanitari nel sud-est barese. Nell’occhio del ciclone si trova da mesi l’Ospedale di Conversano, dove, probabilmente per le sopravvenute deficienze di personale, si sono verificati negli ultimi giorni gravi episodi di malasanità: una giovane partoriente è deceduta ed un gruppo di donatori di sangue sono stati mandati a casa perché mancava il medico del Centro trasfusionale.</p>
<p>Ecco quanto scrive a tal proposito Antonio Galizia sulla Gazzetta del Mezzogiorno: “Questi ultimi casi hanno accentuato il malcontento tra i cittadini che hanno aderito al «Comitato permanente per la tutela della salute» e anche tra le forze politiche e sociali di Conversano. Tutti assistono alla lenta e inesorabile chiusura degli ambulatori e sono preoccupati per il futuro del Pronto soccorso, che privato del secondo medico, dei turni di reperibilità per cardiologia e radiologia, di fatto offre un servizio di primo intervento. «<em>Secondo noi</em> &#8211; riporta in una nota il Comitato, coordinato da Saverio Lonero &#8211; <em>è indispensabile mantenere il pronto soccorso inaugurato dal presidente della Regione Nichi Vendola nel 2009 per la cui messa a norma sono stati spesi 3,5 milioni di euro, poiché è prevista nello “Jaia” la l’attivazione di un poliambulatorio di terzo livello con day services</em>».”</p>
<p>La chiusura del Presidio conversanese danneggia di conseguenza anche l’utenza molese, privata di una struttura sanitaria facilmente raggiungibile in pochi minuti. Ciò che fa più clamore, ma anche rabbia, sono i tanti milioni spesi di recente dalla Regione per ammodernare e ristrutturare un complesso ospedaliero, che oggi è destinato alla chiusura. Incredibile, ma vero! E non è l’unico caso in Puglia…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL CONSIGLIO COINVOLTO DALLA MARINERIA</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.citta-nostra.it/?p=9413</guid>
		<description><![CDATA[di Nicola Rotondi       Lo sciopero della marineria molese giunge anche in consiglio comunale. Una nutrita delegazione di lavoratori del settore era ieri sera presente in aula per rilanciare... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/01/31/il-consiglio-coinvolto-dalla-marineria/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Nicola Rotondi      </p>
<div id="attachment_9414" class="wp-caption alignleft" style="width: 458px"><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/01/Mare-Amaro-Pescatori-molesi-manifestano-davanti-alla-Camera-dei-Deputati.jpg"><img class="size-full wp-image-9414" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/01/Mare-Amaro-Pescatori-molesi-manifestano-davanti-alla-Camera-dei-Deputati.jpg" alt="" width="448" height="270" /></a>
<p class="wp-caption-text">Pescatori molesi in piazza Montecitorio a Roma</p>
</div>
<p>Lo sciopero della marineria molese giunge anche in consiglio comunale. Una nutrita delegazione di lavoratori del settore era ieri sera presente in aula per rilanciare lo stato di agitazione, in atto da una settimana, contro il caro gasolio e le normative UE (maglie delle reti, licenze a punti), ritenute penalizzanti da parte dei pescatori.</p>
<p><span id="more-9413"></span>Dopo il ricordo in raccoglimento delle figure di Oscar Luigi Scalfaro e Ambrogio Muscatelli, recentemente scomparse, l’argomento è stato affrontato prioritariamente a inizio seduta, per scongiurare quella che il consigliere Berlen definisce <em>“la scomparsa di una categoria”</em>.</p>
<p>Il Sindaco Diperna ha individuato la rivenienza dei problemi nell’introduzione dei regolamenti comunitari, e auspica l’unità d’intenti, <em>“senza distinzione politica e di ruoli”</em>, per sostenere ufficialmente la manifestazione generale che le marinerie d’Italia intendono promuovere, partendo dalla stesura di un immediato ordine del giorno che venga trasmesso al Ministero competente, da cui pare stiano giungendo segnali di apertura.</p>
<p>E’ stata accolta la proposta di Berlen di inserire, all’interno dell’ordine del giorno, l’istituzione di un tavolo permanente di consultazione che riunisca maggioranza e minoranza consiliare, l’amministrazione e i rappresentanti della categoria. Suggerimento appoggiato anche dal consigliere Alberotanza, il quale ha criticato <em>“la rincorsa ai provvedimenti”</em> e la mancata tempestività nell’intraprendere azioni decise. <em>“Bene ha fatto la categoria a manifestare davanti a Montecitorio. Dobbiamo chiedere la disapprovazione di questi regolamenti”</em> è stato il parere del rappresentante IdV in consiglio comunale.</p>
<p>Diperna ha condiviso le parole di Alberotanza, pur dichiarandosi perplesso dall’atteggiamento silenzioso assunto dalle organizzazioni di categoria, che <em>“si sono fatte accarezzare dalle forze politiche, anziché assolvere il vero ruolo di difesa dei lavoratori”</em>.</p>
<p>Un duro monito è venuto dal consigliere Calabrese: <em>“Noi dobbiamo attivarci per questi lavoratori, non li dobbiamo usare solo in campagna elettorale. Prendiamo le distanze da tutti i nostri rappresentanti politici, e andiamo oltre il semplice documento”</em>.</p>
<p>Berlen ha specificato che nel 2012 ci sarà il primo monitoraggio dei regolamenti che prevedono le misure contestate. <em>“I regolamenti non sono immutabili, hanno un periodo di esercizio di applicazione e hanno dei tempi di valutazione dei loro effetti. Bisogna essere quindi presenti con delle posizioni già dichiarate. In Europa si lavora per lobby: quella della pesca costiera non è debitamente rappresentata. Noi amministratori dobbiamo costituire una lobby per questa categoria. Bisogna invertire la rotta dei provvedimenti arrivati a Bruxelles. Il tavolo unitario serve proprio a mantenere alta l’attenzione, argomentandola con cognizione, competenza, professionalità”</em>.</p>
<p>La seduta del consiglio comunale è stata quindi sospesa per l’elaborazione del documento. Al rientro, sono stati designati i componenti consiliari del tavolo di consultazione: Lattaruli e Palazzo per la maggioranza, Alberotanza e Berlen (con Gaudiuso come eventuale sostituto) per la minoranza, più 2 rappresentanti dei pescatori e 2 dell’amministrazione. Questa commissione <em>ad hoc</em>, eventualmente allargata a tecnici competenti,<em> </em>inizierà a lavorare da subito e si presume che il lavoro prodotto sarà oggetto di dibattimento nel consiglio comunale deliberante di giovedì 2 febbraio.</p>
<p><strong>Sulla situazione di crisi del comparto peschereccio molese, potrete leggere un articolo di approfondimento di Andrea G. Laterza sul numero di &#8220;Città Nostra&#8221;, in edicola a fine settimana</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GIOVEDI CONSIGLIO COMUNALE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa Il Presidente Vincesilao ha convocato per giovedi  2 febbraio 2012, alle ore 17.00, pressola Sala Consiliaredella sede municipale sita in Via De Gasperi, n.137, per trattare... <a href="http://www.citta-nostra.it/2012/01/31/giovedi-consiglio-comunale-5/">Read More &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa</p>
<p><a href="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/01/STEMMA-DI-MOLA5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9410" src="http://www.citta-nostra.it/wp-content/uploads/2012/01/STEMMA-DI-MOLA5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Presidente Vincesilao ha convocato per giovedi  2 febbraio 2012, alle ore 17.00, pressola Sala Consiliaredella sede municipale sita in Via De Gasperi, n.137, per trattare il seguente ordine del giorno:</p>
<p><strong>1. P.I.R.P. Cerulli &#8211; Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie. Approvazione </strong><strong>variante, apposizione vincolo preordinato all&#8217;esproprio, quadri economici e convenzione.</strong></p>
<p><span id="more-9409"></span></p>
<p><strong>2. Ordine del giorno su &#8220;Tutela del vero Made in Italy&#8221;.</strong></p>
<p><strong>3. Mozione su &#8220;Legge 14/09/2011 n.148 art.16 &#8211; Modifica del Part.79 c.l del D.Lgs. </strong>n.267 <strong>del </strong><strong>18.08.2000&#8243;.</strong></p>
<p><strong>4. Ordine del giorno per sospensione procedimenti autorizzativi avviati e non conclusi in </strong><strong>merito alle ricerche e coltivazione di idrocarburi liquidi nel Mar Adriatico.</strong></p>
<p><strong>5. Ordine del giorno contro Pomofobia.</strong></p>
<p><strong>6. P.d.L. della maglia compresa tra Via del Frascinaro, Via V. Emanuele, Via D&#8217;Annunzio e </strong><strong>Via Trento. Adozione variante.</strong></p>
<p>Si rende noto che il materiale ed i documenti istruttori relativi agli argomenti da trattare sono depositati pressola Segreteria Generale(3° piano &#8211; stanza 3).</p>
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