Articoli in:  Storia

LA MEMORIA E LA NOSTRA IDENTITA’

23 gennaio 2012 0 Commenti

di Renzo Grattegna*

Il 27 gennaio 2012, nel sessantasettesimo anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della Memoria. Una data che viene ricordata contemporaneamente in molti Paesi europei, e che è divenuta, in questi anni, importante e molto sentita dalla popolazione e dalle istituzioni. Perchè il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si abbattè anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini e portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che scuote le coscienze, spingendo le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere. Molti saggi e opere letterarie hanno posto questioni filosofiche e teologiche in merito alla tragedia della Shoah, quale abisso nella storia umana.

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1943: ORRORI IN JUGOSLAVIA

11 dicembre 2011 1 Commento

A conclusione delle iniziative per ricordare i 150 della nostra Unità viene presentata a cura di “Città Nostra” la pubblicazione on-line di Giovanni Miccolis “1943: Orrori in Jugoslavia” che, partendo dal racconto del nostro concittadino Vito Vittorio Pagliarulo sulla sua drammatica avventura nel secondo conflitto mondiale, si sofferma sui fatti avvenuti a Spalato nel 1943. La pubblicazione può essere interamente scaricata. Si tratta di episodi dolorosi, crimini commessi da tedeschi, partigiani slavi ed anche italiani che, come è detto nella prefazione  “furono possibili per la mancanza di ordini e per la condotta irresponsabile dei generali, ma anche [per] quelle scellerate azioni, collegate agli avvenimenti predetti e dirette alla conquista di nuove terre, soprusi che scatenarono altre violenze, questa volta brutalità  incontrollate dei partigiani slavi. Si calpestarono più volte le norme di diritto internazionale e le leggi di guerra, si commisero crimini nei confronti della popolazione inerme…

…Un racconto che non lascia indifferenti, perché ha coinvolto tante persone innocenti e non è consolatorio, perché le ferite sono ancora aperte. La narrazione di quei fatti disturba, perché non ha risparmiato alcuno: in tutti i popoli belligeranti vi furono vittime e carnefici”.

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L’INSURREZIONE PUGLIESE E LUCANA (II parte)

14 novembre 2011 0 Commenti

di Giovanni Miccolis

1860

Senza necessità di lotta armata (così come riconobbe l’ex ministro borbonico Liborio Romano)la Basilicata era ormai nelle mani del “Governo Pro-dittatoriale Lucano” che si insediò nel palazzo appartenente all’Intendente e cominciò ad emanare provvedimenti: fu affidato il comando della brigata al colonnello Boldoni; fu messa una giunta insurrezionale di tre cittadini in ogni comune; fu disposto che le autorità esistenti rimanevano al loro posto, ma in nome di Vittorio Emanuele, quale Re d’Italia, e di Giuseppe Garibaldi, dittatore delle Due Sicilie, in nome dei quali dovevano essere emanati gli atti; furono istituiti un Comitato di Sicurezza Pubblica ed una Commissione di Ingegneri per la fortificazione della città; fu istitutito un Comitato di Finanza per raccogliere fondi necessari all’impresa; fu formata una Giunta Sanitaria di Chirurghi e Farmacisti per soccorrere eventuali feriti.

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CURIOSITA’ SULLE NOSTRE CHIESE

13 novembre 2011 2 Commenti

di Giovanni Miccolis

Qualche tempo fa chiesi a diversi amici molesi se conoscevano il santo al quale era dedicata la Chiesa Matrice molti risposero negativamente con un’alzata di spalle; altri, decisi, puntarono su San Rocco. In effetti, esiste una festa dedicata a San Rocco con relativa processione seguita da numerosi fedeli, ma non mi pare vi siano celebrazioni particolari per ricordare San Nicola di Bari, al quale è dedicata la Parrocchia.  La statua del Santo di Myra troneggia da sempre al centro nell’abiside, dietro l’altare maggiore.

 

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NON SONO DISPERSI IN GUERRA

12 novembre 2011 3 Commenti

di Roberto Zamboni

Per oltre un decennio ho raccolto i dati dei nostri Caduti (militari e civili), che furono internati o

Il Cimitero Militare Italiano di Francoforte

deportati nei campi nazisti e che, alla fine del loro calvario, furono sepolti in Germania, Austria e Polonia. Chi nel dopoguerra si occupò di ricercare, riesumare e traslare i nostri Caduti nei cimiteri militari italiani, purtroppo si “dimenticò” d’informare i familiari dell’avvenuta inumazione, negando a migliaia di famiglie italiane di avere almeno una tomba su cui piangere. Lo studio, partito inizialmente come ricerca familiare, si è con il tempo sviluppato e dilatato in una vera e propria ricerca (tuttora in corso) su un aspetto poco conosciuto a ricercatori e storici e, come avrei potuto appurare col tempo, totalmente sconosciuto ai parenti dei Caduti.

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1860 – L’INSURREZIONE PUGLIESE E LUCANA

26 settembre 2011 14 Commenti

di Giovanni Miccolis

Parte I

Dopo i fatti del 1848 la repressione borbonica aumentò l’insofferenza diffusa tra gli intellettuali, professionisti e imprenditori, innescando una grossa carica di ribellione in tutto il Mezzogiorno e l’impresa di Garibaldi fu l’occasione per far nascere un’imminente rivolta.

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COME ERAVAMO: LE PALME

16 aprile 2011 0 Commenti

Il Calvario anni '30 (Don Pedro)

di Mario Ventura

Noi ragazzi ci svegliavamo presto, quella Domenica, per andare al Calvario a far benedire le palme. Le palme erano semplicemente i rami di ulivo e quella mattina i contadini ne portavano al Calvario intere fascine, dalle quali noi ragazzi attingevamo per la nostra provvista (con il beneplacito dei proprietari),

Rientrati a casa con una buona scorta di rami d’ulivo, le mamme ci davano uno dei quei fazzolettini colorati a quadroni e noi partivamo per il “giro delle palme”.

Avevamo l’obbligo di portare la palma ai vicini di casa: a quella di faccembrounde (dirimpetto), a quella d’apparàite (a fianco), alla comare, alle zie, ai nonni, ai cugini, ai parenti, agli amici.

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NOTIZIE STORICHE SUL CLERO DI MOLA

15 febbraio 2011 0 Commenti

di Giovanni Miccolis

  II parte

Dopo la peste del 1690-1692 i lasciti, i legati, le donazioni e le disposizioni testamentarie dei fedeli molesi determinarono l’aumento progressivo del patrimonio del Capitolo e degli Ordini Religiosi presenti sul territorio. Alla metà del 1700: il Capitolo Collegiale possedeva 843 opere di terreni, così come indicato nella “Platea dei Beni Capitolari”; i Domenicani possedevano 862 opere; le monache di Santa Chiara avevano 137 opere; i francescani erano, per così dire, i più poveri, tanto che si occupavano di commercio che fu ritenuto attività di contrabbando.

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EMPIRE DACE, UNA TRAGEDIA DIMENTICATA

7 febbraio 2011 2 Commenti

di Giovanni Miccolis

 

Le informazioni fornite dall’amico Francesco Vacca mi hanno

Il Tower Hill Memorial a Londra

indotto a riprendere l’argomento sulla polemica circa la toponomastica molese e l’oblio di persone degne di perenne memoria, come gli otto molesi morti nel 1944 per l’affondamento della nave inglese su cui prestavano servizio. Ecco il risultato delle mie ricerche:

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VOX POPULI, VOX DEI

4 febbraio 2011 0 Commenti

di Anna Consiglio

Una tragica vicenda di 60 anni fa: l’universitario Giovanni Tateo

Giovanni Tateo nel 1948

muore presso i binari della stazione. La sentenza popolare è: suicidio!  Ma i dubbi sono tanti. Oggi i fratelli riabilitano la sua memoria, forse volutamente bollata dall’infamia.

Vox Populi, vox dei”. Questa allocuzione latina, nel suo significato più comune e letterale, viene utilizzata per affermare che “una diceria assume i caratteri della verità quando una moltitudine è concorde nell’assumerla come tale”. Così, per secoli, in nome di “vox populi, vox Dei” sono stati elevati agli altari santi mai esistiti, tramandati falsi storici, condotte sanguinose guerre (al grido “Dio lo vuole!) e sono state diffuse, spacciandole per verità, dicerie malevoli su famiglie o su singole  persone.

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