di Nicola Bellantuono

Buone notizie dalla Regione Puglia in materia di tassa per i rifiuti per i cittadini e per le imprese agricole.

È stato siglato in serata l’accordo di programma tra l’Assessorato all’Ambiente, l’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti (AGER) e i gestori delle discariche private pugliesi di Canosa di Puglia (Bleu Srl), Taranto (Italcave Spa), Brindisi (Formica ambiente Srl) e Statte (Cisa Spa) per un riordino delle procedure di conferimento della frazione umida dei rifiuti e del residuo indifferenziato e fissare tariffe vantaggiose, valide anche in relazione al Piano Regionale di gestione dei rifiuti, del quale è in corso l’iter di approvazione.

L’accordo prevede da parte della Regione l’impegno a presentare entro 60 giorni un disegno di legge per avocare a sé i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per gli impianti di smaltimento dei rifiuti non pericolosi, attualmente gestiti dalle Province e dalla Città Metropolitana. In cambio, i gestori si impegnano a destinare parte delle proprie volumetrie rimanenti al materiale proveniente dal trattamento dei rifiuti indifferenziati o della frazione umida, che viene operato entro i confini regionali. Analogo trattamento di favore riguarderà i rifiuti non riciclabili prodotti in agricoltura, per i quali si adotterà una tariffa di solidarietà inferiore rispetto a quella di mercato.

Inoltre, i gestori si impegnano ad applicare sino al 31 luglio 2020 una tariffa di 100 euro per tonnellata, oltre IVA ed ecotassa, per lo smaltimento in discarica della frazione di rifiuti indifferenziati in uscita dagli impianti deputati al trattamento meccanico-biologico del tal quale. Ai Comuni sede degli impianti di smaltimento sarà riconosciuto da parte dei gestori un ristoro ambientale di 0,75 euro per tonnellata.

All’incontro di oggi ha partecipato il vicepresidente dell’ANCI Puglia, Francesco Crudele. Appena ieri da parte dell’ANCI era stato diffuso un preoccupato comunicato nel quale si evidenziavano le difficoltà dei Comuni a contenere gli aumenti della TARI a causa, tra l’altro, dell’aumento sino a 159 euro a tonnellata della tariffa per il conferimento della frazione residua dei rifiuti agli impianti di trattamento (solo una parte di tali rifiuti viene poi smaltita in discarica e grazie all’accordo di oggi potrà beneficiare della tariffa di 100 euro). Per queste preoccupazioni i sindaci pugliesi avevano inviato la Regione a chiudere il ciclo dei rifiuti prevedendo, nella stesura del nuovo Piano Regionale, siti di smaltimento e di trattamento della frazione organica di proprietà pubblica, con costi calmierati e sostenibili, da ubicarsi in siti stabiliti al termine di un processo partecipativo con il coinvolgimento della popolazione.

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