di Vittorio Farella*

La relazione dell’Arpa stima 20.000 mc di percolato fantasma.

Nella conferenza stampa tenuta ieri sera abbiamo riportato l’allarmante situazione che la relazione dell’Arpa ha palesato in tutta la sua enormità e gravità: altroché nessun disastro sembra piuttosto un’apocalisse, MILIONI DI TONNELLATE DI PERCOLATO MAI ESTRATTO CHE NON SI SA DOVE SIA FINITO!. Se verrà dimostrato e certificato quanto ormai rileva manifestamente (chiederemo per questo l’immediata verifica dei pozzi di ispezione del percolato in discarica) saremo di fronte ad un vero e proprio cataclisma. Tremiamo alla sola idea che ciò possa esser reale; la dispersione di tale colossale entità di percolato, inghiottita dalla terra e che magari già scorre nelle nostre falde o che presto o tardi ci arriverà.

Quanto stride ora quel che Arpa viene confermando con l’esito del processo penale per disastro ambientale! Finito peraltro, è bene ricordarlo, sostanzialmente con un nulla di fatto. Già, perché se è vero che tecnicamente gli imputati sono stati assolti (si badi per insufficienza di prove, ex art. 530 c.2 del c.p.p.), ciò lo si deve ad un certo disinteresse e poca attenzione di tutti gli attori in campo, politici, amministratori e giuridici.

Lo possiamo affermare con convinzione e cognizione di causa, essendo stati gli unici che non hanno perso alcuna fase del lungo procedimento (cinque anni), prima davanti al GIP e successivamente col GUP e che costantemente hanno suggerito, inascoltati, una conduzione del processo più attenta e accorta delle parti civili, non mancando di proporre e suggerire strategie e prove documentali contenute negli atti processuali e non: valgano per tutte le conclusioni, inequivocabili e inchiodanti, dei C. T. U. negli incidenti probatori, nonché la relazione sui risultati delle indagini svolte dal Consorzio Interuniversitario per conto del Comitato Tecnico Regionale per la valutazione dello stato ambientale nell’area vasta di Martucci, che avrebbero immesso nuove ed importanti riprove.

Invero poi furono introdotte incidentalmente e casualmente dallo stesso Gup (dopo che noi lo avevamo invano proposto più volte ai nostri avvocati) a dibattimento purtroppo concluso, tanto da essere eccepite dalle difese e persino dallo stesso P.M.

Sempre nel corso della conferenza stampa di ieri sera è emerso dal dibattito, per parte di un consigliere metropolitano intervenuto, un altro campanello d’allarme, anch’esso noto da tempo, quello dei malati oncologici, ma avvalorato da nuovi dati.

Ancora una volta il codice amministrativo 048, di fonte Asl, aggiornato al 2018, vede Mola e Polignano ai primi posti nella Città Metropolitana. Nessuno può affermare un nesso di causa-effetto, ma come fare a non considerare che un’altra cittadina condivide questo triste primato, Giovinazzo, anch’essa ex sede di discarica di rifiuti, chiusa qualche anno fa.

Preoccupante il quadro complessivo, non c’è che dire! Il Tavolo Tecnico, però, non demorde e sta operando per far mettere al più presto in sicurezza quei luoghi, ma, soprattutto, ha già stabilito, forte dei risultati evidenziati, la richiesta dello stralcio definitivo delle discariche e degli impianti di trattamento dalla contrada Martucci.

Cionondimeno continuerà il suo lavoro di indagine e monitoraggio, come dettato dallo stesso o.d.g. istitutivo di tale Comitato, per comprendere la vastità delle situazioni critiche sparse sul territorio e seguirne l’evoluzione.

Noi ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci.

Mola, 13 novembre 2019

* Presidente Associazione “Chiudiamo l discarica Martucci”

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