lettera aperta di S. Carluccio, M. Belnome e altri firmatari

Gentilissimo Sindaco,

il momento è arduo e, pertanto, veniamo subito ad illustrarle la grave problematica a cui diamo voce con questo nostro appello. Da più parti, da tanti cittadini molesi le sono arrivate rimostranze in ordine al provvedimento che lei ha adottato e prorogato nell’ambito del territorio molese, relativo alle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid19 (ordinanza sindacale n. 24 del 21.03.2020 e successive proroghe).

Queste contestazioni riguardano essenzialmente il carattere più restrittivo delle sue ordinanze rispetto alle misure adottate a livello nazionale. Si capisce: sul piano governativo si deve tener conto della situazione di tutta l’Italia dove ci sono territori che, nonostante i proclami, sono ancora in emergenza piena. Ma a Mola di Bari: perché inasprire così le regole per la nostra cittadina?

Un esempio valga per tutti: perché nel resto d’Italia le persone posso svolgere attività motoria, non sportiva, motoria (!) nei 200 metri da casa e a Mola no? Se magari nei primi giorni di lockdown si sarebbe potuto comprendere e accettare, ora diventa più difficile farlo.

In Puglia, l’epidemia non ha le dimensioni delle regioni del nord, e a Mola di Bari ci sono meno di venti casi conclamati; dati attribuibili non solo ai provvedimenti statali e locali ma, soprattutto, alla responsabilità composta dei cittadini che hanno ben compreso la necessità di adottare il cosiddetto “distanziamento sociale”, al fine di non contrarre la malattia.

Se non lo fosse già, chiariamo ulteriormente la nostra posizione con l’esempio di cui sopra: ci sono molte persone ultrasettantenni e attive che per ovvi motivi vengono aiutate da persone più giovani a fare la spesa (figli o volontari che siano). Perché queste persone non dovrebbero uscire in un orario in cui non c’è nessuno in giro (ma tanto non c’è mai nessuno in giro!), nei pressi delle proprie case, cioè entro i 200 metri, così come previsto al livello centrale, per fare una breve camminata? Perché non potrebbero fare il giro del proprio isolato in situazione protetta (mascherina, ecc.) rigorosamente da sole o con un proprio convivente? Perché in altri paesi ciò accade e a Mola, no? Perché in tutta Italia, sì e a Mola, no?

Il Governo ha assunto i provvedimenti del lockdown su suggerimento di un Comitato Tecnico Scientifico, ma lei, Sindaco, a Mola, su indirizzo di quale autorità competente in materia e sulla base di quale specifica emergenza ha assunto il provvedimento in questione?

Badi bene che alla fine di tutta questa storia, ci sarà tanta gente che non sarà morta di coronavirus ma che rischierà di morire per altri motivi! I problemi saranno altri, per i grandi, per gli adolescenti, per i piccoli! Sindromi depressive, sindromi ansiose, sindromi metaboliche, malattie autoimmuni che cosa le dicono?

Un buon amministratore non può e non deve fare lo sceriffo che ci mette una pietra sopra e definisce così la propria azione! Un buon amministratore è capace di fare altro, di fare le scelte più opportune che non siano rigidamente ancorate alla paura ma che sappiano ponderare correttamente le diverse situazioni commisurandole alle esigenze della popolazione.

Per questo, Le chiediamo: modifichi quella parte del provvedimento che restringe e complica ulteriormente la vita dei suoi Cittadini! Non aspetti il 3 maggio! Si uniformi al resto dell’Italia! Anche perché, con queste premesse, al 3 maggio…. cosa farà? L’immobilismo non è la soluzione ad una pandemia che certamente non si esaurirà in quella data, e con essa saremo costretti a convivere per mesi.

Pertanto, auspichiamo che lei accolga questo appello, adesso, e per il futuro ponga in essere soluzioni identiche, a pari condizioni, a quelle stabilite a livello centrale; soluzioni, ricordiamolo, concepite sulla base di accurate valutazioni di competenza del Comitato Tecnico Scientifico e delle task force istituzionali. Grazie per l’attenzione.

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