di Vittorio Farella*

A Martucci temporaneamente fuori uso l’impianto di trattamento dei rifiuti, tranne che per il comune di Conversano.

Può capitare, è vero, che gli impianti, invecchiando, negli anni, si usurano e possono dare problemi ma quel che accade a Martucci ha bisogno comunque di una spiegazione. Perché? L’impianto di biostabilizzazione va in tilt e il processo non viene fermato del tutto ma funziona al ritmo ridottissimo tanto da costringere, si dice per una sola settimana, quasi tutti i comuni (in pratica tutta l’area della Città Metropolitana di Bari) che riversano i propri rifiuti in tale impianto ad una tassa aggiuntiva per il trasporto e il trattamento meccanico biologico in altro impianto (si parla di Poggiardo in provincia di Lecce). Meno uno, però: Conversano. Ora, osservato che tali costi aggiuntivi sono a carico della collettività, ci chiediamo qual è il criterio utilizzato per salvaguardare il solo Comune di Conversano, seppur municipalità titolare per il riferimento territoriale?

Da tanto tempo andiamo affermando che il Comune principale a ricevere maggiori danni dalla presenza dell’impianto complesso in contrada Martucci è proprio Mola, che da decenni subisce le conseguenze maggiori (inquinamento del territorio più fertile di tutte le nostre contrade, delle falde, che scorrono verso la nostra cittadina) e se proprio si doveva privilegiare alcuno non avrebbero dovuto esserci dubbi di sorta in merito. Ma resta il mistero di come possa accadere che un impianto sia fuori uso e invece funzioni per il trattamento di un solo Comune, su 41 che vi conferiscono rifiuti differenziati.

Ci chiediamo in particolare chi ha il potere decisionale sulla scelta e perché sia stata operata proprio quella? E perché i rifiuti inviati in un impianto d’altra Provincia tanto distante da noi, con particolare aggravamento dei costi di trasporto? E siamo sicure se non anche, magari, a delle tariffe di trattamento maggiorate? E l’AGER Puglia in tutto questo che ruolo svolge?

*Presidente dell’associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”

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