di Vito Giustino

Rino Giuliani interpreta il Dottor Galvan

È un periodo che nella sua difficoltà si sta rivelando foriero di soddisfazioni per la compagnia filodrammatica Teatramico, che all’interno del Concorso Nazionale “Cavalli di Battaglia 2020”, indetto da Il Teatro Amatoriale, ha ricevuto il premio “Miglior monologo maschile” per “La lunga notte del dottor Galvan”, trasposizione del romanzo di Daniel Pennac. Ne parliamo col suo presidente Rino Giuliani (protagonista del recital) a margine dell’ultima serata della rassegna “Teatro nel chiostro” il cui successo ha fruttato, nel corso della serata, un riconoscimento speciale da parte della FITA – Federazione Italiana Teatro Amatori – (di tutto questo parliamo diffusamente nell’articolo precedente).

Rino, raccontaci del premio.

“Si tratta di una rassegna bandita da un consorzio di compagnie italiane di teatro amatoriale (non legato né a Fita né a Uilt). Una rassegna che si svolge annualmente e di solito dal vivo, ma quest’anno per le ragioni che sappiamo si è svolta solo via web. Hanno partecipato 76 compagnie provenienti da tutta Italia con spettacoli di vario genere, dalla prosa classica al dialettale, dal monologo al musical… È stata scelta una giuria di quindici elementi che non si conoscono tra di loro (anche perché provengono tutti da regioni diverse). I giurati hanno ricevuto i video integrali degli spettacoli e avuto circa tre mesi per valutarli. Ciascun giurato ha dato un voto a ogni spettacolo e tutti quei voti sono poi stati sommati da un responsabile.

In ogni categoria chi ha preso più voti è stato premiato. Quest’anno ho fatto parte anch’io della giuria, e ovviamente non mi era permesso votare gli spettacoli di Teatramico. Inoltre nessuno di noi poteva informarsi sui voti dei colleghi, per non esserne influenzato. Quando sono stati presentati i risultati finali (non viene comunicata alcuna classifica, ma solo il primo arrivato) ho scoperto che il monologo maschile vincitore era il mio. Ovviamente sono rimasto molto colpito, anche perché non solo la giuria è composta da persone qualificate, che lavorano nel settore e organizzano rassegne, ma anche perché io personalmente ho preferito di gran lunga altri colleghi… L’altra cosa che mi ha fatto piacere è stata che quando è stata pubblicata sui social la notizia della mia vittoria molti giurati hanno messo un like, facendomi capire che l’avevano votato…”

Nel farti le nostre congratulazioni, passiamo ora alla rassegna “Teatro nel chiostro”, che si conclude stasera. Vuoi fare un bilancio?

“È un bilancio molto positivo, considerato che eravamo partiti con delle aspettative bassissime legate al periodo, invece ci ha rincuorati vedere tanta gente che vuol tornare alla normalità e assistere a nuovi eventi teatrali. La rassegna è nata come una rete di collaborazione tra realtà amatoriali della provincia che hanno avuto molte difficoltà. Molti, tra cui noi, stavano per debuttare con un nuovo spettacolo e si sono visti chiudere i teatri, il che significa aver investito soldi in un allestimento senza avere poi avuto alcuna possibilità di farli rientrare. Li ho contattati amichevolmente, dicendo loro chiaro e tondo che non avevamo idea di come sarebbe andata, se il pubblico se la sarebbe sentita di uscire di casa per tornare a teatro. Come abbiamo visto è andata molto bene, il che è tutto a vantaggio nostro e delle altre compagnie, oltre ovviamente che dell’utenza.”

Ricordiamo i testi che avete ospitato nella rassegna: “Matrimonio… No, grazie!” della compagnia Il Teatrino della Colonna, “Coppia aperta, quasi spalancata” della compagnia Artemisia Teatro, e “Ride bene chi ride Shakespeare” della Compagnia La Banda degli Onesti. Con che criterio sono stati selezionati? C’è qualcosa che li accomuna?

“La scelta degli spettacoli è stata ovviamente ponderata, la nostra associazione predilige testi che fanno riferimento al teatro classico di prosa (anche nel nostro repertorio non ci sono spettacoli scritti da noi ma sempre il teatro classico, soprattutto moderno), da cui la scelta di commedie che si rifacevano a Molière, a Fo, a Shakespeare, tutti in versione molto attualizzata.”

Infine, prossimi progetti, anche tenendo conto delle incertezze che stiamo vivendo?

“Siamo già al lavoro. La speranza è di debuttare con lo spettacolo che dovevamo fare a marzo, ‘Chat a due piazze’, contiamo di farlo subito dopo Natale se la situazione lo consentirà. Durante l’inverno vorremmo anche realizzare altre collaborazioni con le filodrammatiche locali, non so se si tratterà di una rassegna come questa o di iniziative di altro tipo. Intanto stiamo lavorando a nuovi progetti anche per l’estate prossima, qualcosa di particolare di cui non vogliamo svelare nulla finché non lo avremo concretizzato.”

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