Ultime Notizie

Maledetta Burocrazia

4 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 411 volte.

 di Nicola Lucarelli

 “Ho, da sempre, un’avversione totale, cronica e ahimé irreversibile, contro qualsiasi cosa che sia anche lontanamente definibile come burocratica. Capisco la necessità per il funzionamento del paese, ma forse la si può snellire ancora e di molto. Questo lato spigoloso del mio carattere, come è facile intuire, mi ha procurato non pochi problemi e scontri con questo o quel funzionario della pubblica Amministrazione (maiuscolo, che ci vuole deferenza). Mai come in questo periodo però…Ricordarsi i bolli, le assicurazioni, l’iva, le tasse, non è sufficiente. C’è la visita medica per aggiornare la patente, le richieste in carta bollata, i registri, gli albi, le iscrizioni, le cancellazioni, i rinnovi, tutte le scadenze, una tragedia quotidiana senza soluzione di continuità. L’anno scorso per aprire la mia attività ho dovuto presentare 37 documenti a non ricordo più quanti enti ed uffici diversi (Regione, Provincia, Comune, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Polizia Urbana, Ufficio Tecnico,ecc..). Prima di aprire, tra versamenti, tasse, bolli ho speso oltre 400 euro! Per non parlare di quelle frasi tipiche da sportello pubblico : “no signore, non è questo l’ufficio giusto, è l’altro, rifaccia la coda”, “guardi, noi qui ci occupiamo d’altro, non le sappiamo dare una risposta”, “senta, se ha capito, bene; altrimenti pazienza, qui non abbiamo tempo da perdere”, “sa, la normativa è poco chiara, in teoria lei dovrebbe fare così altrimenti le capita questo, ma aspetti, il mio collega forse le sa dire qualcosa di più, tra l’altro lui ha una sua teoria diversa da quella che le ho detto io…”,” l’ufficio è aperto dalle16 alle 18, mi dispiace, ritorni”. –” ma lei è qui davanti- dico- può rispondere ad una mia domanda!” – “signore, non insista, lo vede l’orario? È scritto là, bello chiaro,
cristallino”. Insomma, un calvario. Strano poi, perché nelle mie cose – quelle che mi interessano, intendo – sono invece di un preciso da far schifo. Forse ora capisco: è per via di tutta la carta che c’era in mezzo tra me e il mio cliente che ho smesso la pratica forense. Perché tutto questo preambolo? Il fatto è che in questi giorni mi sono scontrato di nuovo con la burocrazia ma la cosa non riguardava solo me, riguardava l’organizzazione di un meeting gastronomico e l’importazione di vini dall’estero. Ho sentito tre uffici diversi (utf, dogane, intrastat) ognuno – non scherzo – mi ha dato tre versioni diverse s$ulle cose da fare, chi ne sapeva di più chi di meno; alla fine sono incappato nell’ingegnere di turno che non è stato comunque in grado di spiegarmi con parole
semplici cosa ci fosse da fare e, peggio ancora, non era neppure troppo convinto. Di più! Lo sapete cosa mi ha detto il burocrate come soluzione finale? Mi ha dato gli estremi dei decreti legislativi e, con tono scocciato mi ha suggerito di leggermeli e studiarmeli per bene. E pensare che il numero di telefono che ho chiamato diceva chiaramente: “Ufficio Relazioni con il Pubblico”. Non sai come
si fa? Studiatelo! Questa la soluzione. È per questo che odio la burocrazia. Spesso – non voglio tuttavia con questo fare di ogni erba un fascio, qualche persona in gamba ci sarà pure no? – non c’è la minima voglia ed il minimo desiderio di venire incontro al cittadino, di assisterlo, di aiutarlo, di spiegargli. Anche se questo si sta sbattendo per portare qualcosa di buono al paese, non di cattivo.
Pare che il trasporto di un vino dall’estero per degustazione in Italia sollevi problematiche tali da dover richiedere l’istituzione di un’apposita commissione studi in Parlamento, la riunione delle due Camere in seduta plenaria e la benedizione del Papa. Un caso inaudito il mio, una richiesta “nuova” – e per ciò stesso bizzarra – mai sentita prima. Bah! E io che quando facevo il cameriere mi sentivo
felice se riuscivo a mandare a casa un tavolo con il sorriso sulle labbra…Così, anziché muovermi per le vie che in un paese normale sarebbero anch’esse normali, ho cercato di battere altre strade, chiedendo direttamente a chi opera in questo settore, spedizionieri, importatori, distributori. Grazie alla squisita gentilezza di uno di questi, che ha avuto la pazienza di dedicare cinque minuti del
suo prezioso tempo alla mia causa, ho capito più di quanto non erano riusciti a dirmi in quindici persone nel giro di due giorni di telefonate e di incontri. Ne emerge un dato preoccupante. Un’operazione apparentemente semplice come la spedizione di un vino dall’estero all’Italia (ma vale anche per molti altri paesi della UE), è in realtà molto più complessa oggi di quanto non lo fosse quando c’erano ancora fisicamente le dogane. Almeno lì passavi, pagavi il dazio e
tutto era risolto. Adesso è un turbinio di carta che fa girare la testa”. Questa testimonianza di un  giovane imprenditore, peraltro laureato in Legge, mette il dito in una delle piaghe più vergognose

dell’apparato pubblico. Bisognerebbe che ognuno di noi leggesse l’ultimo libro di Stella e Rizzo “La Deriva”, uscito da pochi giorni dopo lo straordinario successo de “La Casta”, per rendersi conto di quanto costa a noi tutti la malaburocrazia. È un ambito, quello della burocrazia, che ingoia voracemente ogni anno un mare di danaro pubblico, senza dare ai cittadini il servizio per cui

la pagano. Tutti noi che viviamo e paghiamo le tasse siamo gli imprenditori del sistema burocratico. Accade, invece, che direttori generali, funzionari, impiegati e persino gli operai, si permettono impunemente di trattare i cittadini (che sono i loro “datori di lavoro”) come sudditi. Un’inversione dei ruoli assurda e stupefacente, assecondata da uno sciatto e accondiscendente potere politico più

attento al clientelismo che all’efficienza della macchina burocratica ed agli interessi della popolazione amministrata. Fortunatamente non tutti sono così. Personalmente, per il mio lontano passato di amministratore pubblico, posso testimoniare che insieme ai fannulloni, agli incapaci ed agli improduttivi, c’è ed opera in silenzio e con coscienza una larga schiera di dipendenti pubblici, che troppo spesso supplisce alle manchevolezze altrui ed altrettanto spesso il loro impegno non viene riconosciuto, perché l’appiattimento salariale, perseguito dai sindacati, ha completamente annullato la meritocrazia. Lavori o non lavori, sei bravo o asino, ti impegni o meno, sei gentile o maleducato, sei disponibile con l’utente o gli sbatti la porta in faccia, ti aggiorni e studi le leggi o non ti frega più di tanto: non ha importanza, il 27 arriva per tutti. Conseguenza: il burocrate serio e preparato si rode il fegato, quello fannullone e menefreghista si gode la vita e magari si lamenta dello stipendio che non riconosce i suoi…meriti. Continuerà la pacchia? Speriamo di no. Renato Brunetta, nuovo ministro della Funzione Pubblica è partito lancia in resta: “Licenziamo i fannulloni.  Le leggi ci sono, bisogna farle rispettare”. Auguri!

In Edicola Guida Mola 2008-2010

4 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 506 volte.

locandina.jpg

Epistole di Cesare Sportelli

3 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 978 volte.

Da oggi è possibile leggere su questo sito le lettere del Venerabile Servo di Dio Cesare Sportelli

epistole.jpg

clicca sull’immagine

Se Berlusconi venisse a Mola….

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 6.531 volte.

di Nicola Lucarelli

Nel mese di Aprile 2005 il Centro-Sinistra conquistava la maggioranza in Comune con il 50,48% ed eleggeva Nico Berlen Sindaco di Mola, distanziando il Centro-destra di ben sei punti. Quello stesso giorno i molesi premiavano con il 53% Nichi Vendola (Centro-sinistra), Presidente della Regione, a scapito di Raffaele Fitto (Centro-destra) che si fermava al 45%.

A quella tornata elettorale sono seguite nel 2006 e nel 2008 due consultazioni politiche ed in entrambe i molesi hanno ribaltato il risultato, premiando la coalizione di Centro-destra guidata dal Cavaliere.

Sono dati e constatazioni che meritano qualche riflessione. Un fatto è certo: la maggioranza assoluta dei nostri concittadini resta ancorata alla tradizione centrista con una marcata propensione a destra, piuttosto che a sinistra.

Parte da qui l’esame della situazione politica molese a due anni dal rinnovo del Consiglio comunale, puntando su due temi fondamentali: la crisi del Centro-destra ed il progressivo distacco dei cittadini dall’impegno politico.

Il giro di boa

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 454 volte.

di Andrea G. Laterza

 

Il Comune di Mola vota il bilancio, mentre la consigliatura è ormai nella sua seconda metà. I risultati stentano ad arrivare, sebbene il quadro politico nazionale e locale sia in forte movimento e la popolazione dimostri ampi segni di insoddisfazione. Sarà l’anno dell’attuazione, sia pure parziale, del Progetto Bohigas? E le scelte urbanistiche a cosa porteranno? La Giunta Berlen alla prova delle realizzazioni.

 

L’amministrazione Berlen è nel suo terzo anno di vita. Fra un po’ meno di due anni si tornerà a votare e il centro-destra molese, forte dei risultati delle ultime elezioni politiche, già sembra avanzare l’ipoteca di una candidatura Diperna a Palazzo di Città. Tuttavia, gli annunciati “venti di guerra” non sembrano scalfire più di tanto il pacioso temporeggiare della Giunta

Berlen da’ il via al dopo-Urban

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 958 volte.

di Antonio Mottola 

Sembra che finalmente il vento stia cambiando nel Palazzo municipale. Il fallimento pressoché totale del PIC Urban 2, in scadenza a fine anno, avrebbe spinto l’Amministrazione comunale a virare la barra della politica economica in una direzione intermedia tra il turismo di massa di tipo sagrarolo e la piccola imprenditoria.

Il primo fa guadagnare qualcosa a ristoranti e pizzerie tre mesi all’anno, mentre non rende nulla in termini di benefici alla collettività. Basti pensare a come insozzano il paese quei “turisti della domenica”, e ai costi per la pulizia delle strade che sono al 100 % a carico dei cittadini (TARSU, storia di una gabella, Città Nostra n. 59). La piccola imprenditoria mira invece a valorizzare le risorse di cui già disponiamo, di cui la più importante è il know how, ovvero il bagaglio di esperienza accumulato dai nostri artigiani, agricoltori, marinai, in tutta la loro vita lavorativa.

In questa ottica si pone il recupero della zona PIP, ovvero quell’area in Contrada Scannacinque destinata agli insediamenti produttivi, che per tanti anni è stata lasciata alla mercè di vandali, ladri, e da qualche anno anche delle carovane dei nomadi.  Invertendo questo trend vizioso, l’Amministrazione comunale starebbe dunque procedendo alla infrastrutturazione primaria della zona con il completamento e la manutenzione degli impianti fognari, di illuminazione pubblica e di viabilità, e al recupero del centro direzionale (Prende sempre più forma la zona PIP di Mola, La Gazzetta del 21 febbraio 2008) finito di recente su Striscia la notizia. Le immagini televisive dell’edificio, costato miliardi di lire alla collettività, mai utilizzato e adibito a canile abusivo, hanno fatto il giro del mondo mettendo alla berlina il nostro paese.

Fu vera Europa?

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 465 volte.

di Aniello Claudio Rago

La tenzone elettorale appena conclusa ha posto in evidenza, ove ce ne fosse stato bisogno, la scarsa considerazione che la classe politica italiana detiene riguardo le capacità intellettive e di discernimento dei propri elettori.

Come noto, infatti, i maggiori esponenti di ogni raggruppamento, al di là di un imbarazzante silenzio su questioni afferenti prettamente l’etica della politica, hanno condotto una “campagna” improntata soprattutto al perseguimento di utilitaristici scopi elettorali, mediante l’enunciazione di propositi dai contenuti indubbiamente accattivanti, quali l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa e la riduzione delle tasse, ovvero al dibattimento su argomenti di scarso o relativo interesse per una popolazione alle prese con seri problemi investenti la quotidianità, senza tuttavia aver fatto conoscere le fonti cui attingere le risorse finanziarie indispensabili per una non ingannevole fattibilità di quanto promesso.

Tutti crescono, Mola no!

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 359 volte.

di  Marco Sciddurlo

Nello scorso numero di marzo di “Città Nostra”, con l’articolo “Crescita economica: un fallimento”, si illustrava quale fosse la drammatica situazione economica-sociale di Mola nell’anno 2000; inoltre, grazie ad uno studio dell’Osservatorio Regionale Banche-Imprese di Economia e Finanza, riguardante il triennio 2001-2004 (ad oggi non sono disponibili dati più recenti), i nostri lettori-concittadini hanno avuto modo di constare, con amarezza, che i nostri amministratori non sono stati in grado di raggiungere gli obiettivi, benché modesti, che si erano prefissati all’inizio dell’ “era molese di Urban II”.

Mola era e rimane, in termini di PIL pro capite, tra i paesi più poveri della provincia di Bari ed è il più povero dell’Area Metropolitana barese; inoltre, benché la nostra provincia sia la più ricca della regione Puglia, Mola era e rimane uno dei comuni più poveri di Puglia (nel 2004 Mola era al 222° posto su 258 paesi).

Recuperiamo la Democrazia partecipata

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 383 volte.

di Ernesto Maggi

Il ’68 ha messo in discussione il principio di autorità con le conseguenze che ne sono derivate; nei primi anni novanta, successivamente alla caduta del Muro di Berlino, è stata messa sotto processo la politica, grazie all’azione congiunta della Magistratura Milanese, la cui parola d’ordine era Mani pulite, e della sinistra pedagogica. Il risultato è stato la nascita del berlusconismo che ha ridicolizzato quel che rimaneva della politica, cioè il suo “teatrino”. Il primato è passato dalla politica alla economia, che si è portato appresso un esasperato tecnicismo privo di anima. Il mercato è tutto, la globalizzazione è la sua conseguenza. Tutto bene!? Tuttavia, mentre ci si affanna a conquistare i mercati, si sta perdendo via via l’anima, la coscienza del proprio essere e con essa i valori fondamentali, cioè quelli naturali.

In questo stato comatoso dell’anima siamo diventati teledipendenti e pantofolai. Ormai abbiamo deciso di farci avvelenare a piccole dosi dal piccolo schermo, al cui verbo ci inchiniamo fidenti. Persino la dose quotidiana di oroscopi ci inchioda alla poltrona, perché da essa traiamo gli auspici per l’agire conseguente. Le previsioni del tempo, nell’arco della giornata, sono ossessive su tutte le reti televisive, sicchè anche su quelle regoliamoli nostro agire.

Lo spettro della fame

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 465 volte.

di Vitangelo Magnifico

Una decina di anni fa, per l’Informatore Agrario (1999, n. 32) scrissi un articolo dal titolo L’isterismo ecologico danneggia l’agricoltura riflettendo sulle chiusure degli ambientalisti  al mondo della scienze agrarie. Erano tempi in cui si andava  radicalizzando  l’opposizione alle biotecnologie applicate al miglioramento genetico delle piante e degli animali con particolare riferimento agli organismi geneticamente modificati, ancora oggi vietati in Italia ma che oltre il 50% della popolazione mondiale coltiva ed utilizza senza alcun danno per la salute umana e l’ambiente. Nel frattempo, l’isterismo ecologico ha fatto danni ancora più gravi che ora sono sotto gli occhi di tutti. Mi riferisco allo spettro della fame che sta coinvolgendo anche i paesi ricchi. Aggiotaggio di riso e di altri generi alimentari di prima necessità da parte anche degli Americani è una notizia che fa epoca! Eravamo abituati a vedere accaparramento di cibo da parte delle popolazioni dei paesi poveri; mai avremmo pensato che la società americana, opulenta per definizione, potesse preoccuparsi di non avere riso da mangiare!

Ciò la dice lunga sulla nuova crisi alimentare che il mondo sta sperimentando e che è dovuta principalmente alle pessime politiche alimentari dei paesi più ricchi che hanno voluto ciecamente sposare le cause ambientalistiche basate sull’isterismo ecologico e non sulla lucida e scientifica analisi dei fenomeni naturali (variazioni climatiche).

Mola accoglie la statua di San Nicola

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 402 volte.

di Nicola Lucarelli

Accogliamo con gioia nella nostra città l’immagine di San Nicola, proveniente dalla Basilica di Bari. Ringraziamo il Signore che ci offre questa grande occasione di riflessione e di preghiera, sotto lo sguardo del Santo Vescovo di Mira, titolare della nostra Parrocchia Matrice, patrono dei naviganti e dei bambini, campione di verità e carità, tanto venerato in Oriente e in Occidente. San Nicola benedica la nostra città e interceda dal Signore le grazie necessarie a tutte le nostre famiglie”. E’ don Mimì Moro a parlare ed a presentare il programma predisposto nella storica accoglienza della statua di San Nicola, che arriva a Mola il 18 Maggio, per essere poi esposta alla venerazione dei fedeli nella Chiesa Matrice fino al successivo 21 Maggio La sacra immagine viene accolta alle ore 16 di Domenica 18 presso il Castello Angioino, da dove si snoda la processione che attraversa piazza XX Settembre (qui il saluto delle Autorità), corso Umberto, via Matteotti, Calvario, via Vittorio Emanuele, via Giovanni XXIII, via Battisti, per concludersi in piazza XX Settembre, alle ore 18,30, con la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Padre Damiano Bova, priore della Basilica Pontificia di San Nicola. Dopo il Sacro Rito, la processione si dirige verso il Torrione, dove viene recitata la preghiera per la Marineria Molese, a conclusione della quale la statua del Santo viene portata nella Chiesa Matrice. Nei giorni seguenti sono previste celebrazioni di S. Messe (ore 8 e 19), incontri, visite e veglie di preghiera. La mattina del 21 Maggio, dopo la celebrazione della Messa di commiato, alle ore 8, l’immagine di San Nicola viene portata in processione fino al Castello, da dove riparte alla volta del Policlinico di Bari. Per l’occasione presso la sala parrocchiale di via Veneto è allestita una mostra dei lavori eseguiti dagli alunni delle elementari e delle medie sul tema “Sulle orme di un Santo”, mentre una mostra di icone ed opere d’arte, raffiguranti la vita e le opere del Santo di Myra, è allestita nelle sale del Palazzo Roberti.

Dalla rete al piatto

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 457 volte.

di a cura dell’Ass. Molesi nel Mondo

Dal 15 al 19 aprile l’Associazione Molesi nel Mondo ha ospitato 16 studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, impegnati in uno stage sul pesce pugliese. Una settimana per toccare con mano il mondo della pesca pugliese, dall’arrivo del prodotto sulla banchina alla sua trasformazione sulla tavola.

La cappella del cimitero: degrado e promesse

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 422 volte.

di Raffaele Di Marino

Dopo tanti anni è ancora inagibile perché dentro piove. Il suo degrado è sotto gli occhi di tutti. Per la sua costruzione sono stati spesi un bel po’ di milioni delle vecchie lire. L’allegra gestione del danaro pubblico ha portato alla realizzazione di una struttura non omogenea allo stato dei luoghi e poco funzionale. Il degrado è sotto gli occhi di tutti, il tempo e l’incuria ne aggravano la situazione. I cittadini sanno bene quanto sia attesa quella cappella per le necessità legate all’attività cimiteriale. Lo sanno bene anche gli Amministratori comunali che, però, non vanno oltre le ripetitive promesse.