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ARRANGIARSI…..IN PELLICCIA

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 429 volte.

Di Vittorio Capotorto

Nei cinque grandi boroughs di New York (giusto per ricordarli: Bronx, Manhattan, Queens, Brooklyn e Staten Island) sono pubblicati con regolarità giornali di “quartiere”, settimanali, quindicinali e mensili di vari tipo, che vengono distribuiti gratuitamente. Manhattan in particolare ne offre tanti, fra i quali, oltre al famosissimo The Village Voice, ci sono AM e METRO, due specie di quotidiani che “escono” in media tre giorni la settimana.

Naturalmente sono abbondantemente sovvenzionati dalla pubblicita’, che raggiunge sicuramente milioni di persone e che serve a pagare, oltre le spese “produttive”, editori e giornalisti professionisti, visti gli articoli, anche se brevi, pubblicati. I volontari molesi di Città Nostra qui farebbero bei soldi!

Da qualche tempo, però, i due quotidiani più diffusi da queste parti, il New York Post (abbastanza scandalistico e che costa infrasettimanalmente 25 cent, il sabato 50 cent e la domenica 1 dollaro, quando propone molti inserti), ed il più “elevato” Daily News, ogni tanto offrono un’edizione mattutina del giornale gratis. E cio’ in concomitanza con l’anniversario-lancio di qualche prodotto o avvenimento importante (infatti la prima pagina, la seconda, la penultima ed l’ultima di copertina sono un foglio aggiunto, appunto di pubblicità).

Ebbene tempo addietro, di pomeriggio, mi è capitato di comprare uno di questi giornali – il piu’ diffuso New York Post per la precisione – da una signora afroamericana che li vendeva all’incrocio della Terza Avenue con la 60ma Strada, praticamente “in centro”. Sottolineo il comprare, perche’ la signora aveva prelevato al mattino alcuni pacchi del giornale in offerta gratis, aveva tolto il foglio aggiunto, e vendeva gli stessi…..come se niente fosse (infatti dimenticavo di dirvi che qui chiunque vende tranquillamente giornali per strada…senza licenza).

Già di per sè la cosa è stata per me curiosa, anche se con la globalizzazione i napoletani di Forcella forse fanno scuola; ma ciò che mi ha più sorpreso è stato il vedere che la signora in questione, per l’occasione, vendeva i giornali avvolta in una “luccicante” pelliccia (indipendentemente dalla sua autenticità).

Una piccola stizza invece mi è venuta quando ho scoperto, sfogliando più tardi il quotidiano (che fra l’altro spesso ha più di una edizione), che lo avevo avuto gratis al mattino, in un’altra zona della città.

Il ghigno dipinto sul mio viso si è però subito trasformato in sorriso, perchè sono volato a Napoli, con la mente, pensando ad un mio amico attore di qui, che aveva comprato, appunto nel cuore pulsante della metropoli partenopea, un paio di belle scarpe fiammanti, che a casa, nell’aprire il pacco confezionato con cura, si era trasformato in un paio di……. mattoni.

UNA POLEMICA:GIUSEPPE DE SANTIS

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 782 volte.

 Di Giovanni Miccolis

Dalle pagine di questa rivista l’amico Aniello Rago ha esaltato l’opera del suo professore di storia don Giovanni Pinto e, tra i meriti dell’illustre docente, ha voluto citare “l’ipotesi di studio” che conclude “l’introduzione storica”, in altre parole la presentazione della ristampa anastatica dei “Ricordi Storici di Mola di Bari”. Una teoria, una congettura, che porta a considerare l’avv. Giuseppe de Santis un “ladro” del lavoro e delle ricerche di suo nonno.

(Continua su Città Nostra in edicola)

UN “BANALE” PROBLEMA DI SICUREZZA

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 426 volte.

Dopo aver informato un’infinità di volte, oralmente e per iscritto, gli organi competenti dell’estrema pericolosità degli arredi scolastici in dotazione ad una delle classi prime della “E. De Filippo”, l’unico canale rimasto ancora intentato è quello della stampa locale. Spero che una lettera aperta, di protesta, ottenga lo scopo di sensibilizzare i cittadini molesi, se non altro come genitori, verso questo problema che mina profondamente la credibilità e la serietà dell’attuale Amministrazione comunale. Dopo aver inviato al Dirigente Scolastico, in quanto diretto superiore, foto dettagliate di sedie scheggiate, di pareti con intonaco cascante, di finestre con vetri sottilissimi, che per altro non si chiudono a norma di sicurezza, di armati e cattedre fatiscenti e non funzionali, mi sono state date risposte comuni quanto banali del tipo “Siamo tutti nelle stesse condizioni”, “La scuola non ha soldi a sufficienza”, “La responsabilità è del Comune”. Emerge un qualunquismo ed un’indifferenza sostanziale che lascia basiti! Sembra che le persone che debbano assumersi le responsabilità del problema siano esse stesse impotenti. Siamo all’assurdo! E dov’è la responsabilità pedagogica? Questo paese “dormiente” ha a cuore la salute dei propri bambini? Che valore dare ai retorici discorsi ed alle rassicuranti promesse che gli amministratori fanno in occasione di manifestazioni? Di chi è la responsabilità quando i bimbi si feriscono a causa di sedie rotte? Può essere moralmente accettabile il ricatto di chi dice:”O accettate questa situazione o saremo costretti a chiudere la scuola perché insicura?” – o usando il termine meno forte inidonea? – “Volete che i bambini rimangano a casa?” Personalmente ritengo sia preferibile chiudere temporaneamente la scuola per renderla sicura e prevenire gli incidenti, piuttosto che rischiare l’incolumità dei miei figli e dei miei alunni. Anche se, a volte, può essere sufficiente solo un po’ di buon senso, spesso schiacciato dalla logica della prevaricazione. Faccio un esempio: i bambini di prima classe, per ragioni di sicurezza, dovrebbero la priorità nella sistemazione in aule al piano-terra, onde evitare l’utilizzo delle scale…) Mi auguro che i genitori prendano coscienza del problema, perché sono loro, in prima persona, a dover pretendere per i propri figli ambienti sicuri e sani. E’ questa una battaglia giusta che va combattuta fino in fondo, anche per salvaguardare la dignità di tutti gli operatori scolastici. Pensare in grande, ai PON, ai vari progetti, in questa situazione di degrado a me sembra ridicolo. La qualità non può prescindere da un’organizzazione “sistemica”, in cui i tasselli funzionino all’unisono: strutture sicure, mensa efficiente, collaborazione fra scuola e territorio…Possiamo essere, invece, ipocriti ed asserire che la bravura dell’insegnante può sopperire a tutte queste carenze. Ma ci saremo presi in giro!

M. Ostuni – Insegnante pedagogista

“Siamo tutti nelle stesse condizioni”, ossia “mal comune, mezzo gaudio”, è la classica giustificazione dell’inefficienza del settore pubblico. La drammatica verità è nelle scelte che si fanno a monte. A Mola, come in tanti altri centri del Mezzogiorno, il concetto di priorità dei servizi essenziali è stato da molti anni ribaltato: troppo spesso scuola, sanità, cultura passano in secondo piano. Un esempio: si preferiscono spendere (io dico sperperare!) 80/90 mila euro l’anno per feste e festini piazzaioli. Quali sono le priorità per i molesi? I più attenti, ma minoritari, pensano alle strade dissestate, alla crescita economica ed occupazionale, alle strutture pubbliche fatiscenti, all’igiene ed all’ambiente. I più evidentemente preferiscono attrazioni e divertimento e la pubblica Amministrazione, che da queste iniziative pensa di recuperare consensi e potere, furbescamente li asseconda. Altro esempio: In Croazia, dopo la guerra con i Serbi del 1992/95, la ricostruzione partì dalle scuole e dagli ospedali. Una sensibilità che nasce dalla cultura e dall’attenzione ai servizi primari, che evidentemente in noi molesi è riposta in un angolo remoto della coscienza collettiva. Ma non disperi: pare che la Giunta Berlen abbia di recente deliberato un contributo di 90 mila euro da ripartire fra tutte le scuole di Mola: ricominci a battere i pugni, prima che la torta venga divisa. Si sa che gli ingordi fanno sempre la parte del leone! Ed a proposito di “mal comune mezzo gaudio”, sappia che i bimbi della Trinità e le loro famiglie si sono visti chiudere improvvisamente, per gravi carenze strutturali, la Scuola dell’Infanzia di via Massimeo. In realtà, un po’ tutte le scuole soffrono i risultati della scarsa attenzione degli amministratori in questi ultimi anni e quel contributo potrebbe trasformarsi presto in una goccia nel mare magnum dei problemi del settore.

Nicola Lucarelli

Ai Lettori

Ci continuano a pervenire lettere non firmate: Vi ricordiamo che non le possiamo pubblicare, anche se riguardano problemi di rilevante importanza e specie quando si fa riferimento a terze persone. Vi invitiamo ad assumerVi la responsabilità di quanto scrivete: è un fatto di civiltà e di correttezza.

PILOMAT

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 430 volte.

   Quando furono installati i dispositivi “Pilomat”che dovevano limitare l’accesso alle auto nelle zone pedonali del paese, noi del “Movimento dei Moderati per Mola” accoglievamo positivamente tale provvedimento anche perché ne avevamo più volte sollecitato l’installazione.

Trascorso del tempo dalla installazione ci vedemmo costretti mediante interrogazione  a chiedere spiegazioni a questa amministrazione sul perché non entrassero in funzione.

Ovviamente ci giunsero le consuete rassicurazioni sulla immediata attivazione e che era questione di giorni.   

Abituati a simili promesse di giorni ne abbiamo fatti trascorrere tanti, fino ad oggi dove, sollecitati dai cittadini che vedono nei “Pilomat” un chiaro esempio di scempio e spreco del loro denaro, chiediamo a questa amministrazione cosa intende fare di questi dispositivi. Quando intende attivarli?

 Suggeriamo di rimuoverli. Oramai, dato il tempo trascorso, sono diventati obsoleti!

Chiaramente il nostro suggerimento vuole essere oggi una provocazione; ma se continuerete a fare promesse lasciando che passi ancora del tempo, assisteremo alla trasformazione del suggerimento in triste presagio.

                                                              Movimento dei Moderati per Mola

MOLA SENZA MEDICO DEL 118 ?

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 432 volte.

Chi l’avrebbe mai immaginato che sarebbe stato proprio un governo regionale di centro- sinistra a smantellare la struttura del servizio 118  mediante l’eliminazione del medico a bordo delle autoambulanze! Un servizio così importante per il cittadino che in un momento di criticità ha un sicuro punto di riferimento. Un successo l’averlo realizzato anche in Puglia, grazie al precedente governo di centro – destra. Un servizio che in pochi anni ha offerto delle garanzie ai nostri concittadini, un diritto alla salute proprio nei momenti più difficili.

Corre voce che hai vertici del Governo regionale si stia valutando la proposta di demedicalizzare, per la sola provincia di Bari, le postazioni di pronto intervento 118 lasciando l’intervento del medico ad un secondo momento ed affidando il primissimo intervento al solo personale infermieristico e al cosiddetto “volontario”. Nonostante il buon livello di preparazione del personale infermieristico, ci sono situazioni che richiedono l’intervento necessario del medico abilitato ad operare in situazioni di emergenza. Inoltre,  non si può pensare di affidare compiti così gravosi al personale “volontario” che vive spesso nelle condizioni di precariato lavorativo.

Anche se all’interno di un’autoambulanza esiste un defibrillatore che può essere utilizzato da un infermiere, ci sono situazioni dove è necessaria la collaborazione tra il medico e l’infermiere, un lavoro di equipe. Inoltre l’intervento del medico è importante per la somministrazione di farmaci cosiddetti salvavita che l’infermiere non può somministrare.

Ormai l’imperativo dei vertici della Regione Puglia è di risparmiare, il deficit della sanità è alto, aggravato ultimamente da scelte filosofiche e propagandistiche, ma che a pagare siano ancora una volta i cittadini non va affatto bene, perché verrebbe a mancare un irrinunciabile strumento di garanzia del diritto alla salute. Si deve risparmiare, o meglio razionalizzare, ma lo si può fare su tanto altro e non certo sulla difesa della salute.

Il “Movimento dei Moderati per Mola” porta all’attenzione di questa amministrazione le preoccupazioni che i nostri concittadini molesi hanno più volte manifestato al nostro gruppo.

Vogliamo ricordare che i cittadini di Mola sono stati da sempre penalizzati in materia di diritto alla salute, dalla chiusura dell’ospedale in poi ci sono state solo promesse da campagna elettorale mai nulla di concreto. Anzi quando si è deciso di operare dei tagli Mola è sempre stata la prima a pagare, quasi un forma di servilismo politico nei confronti di altri comuni viciniori che hanno difeso (continuano a farlo) la loro sanità e con essa i loro cittadini.

Il “Movimento dei Moderati per Mola”, con questa interpellanza urgente, chiede a questa amministrazione di operare in difesa dell’ultimo baluardo di medicina di urgenza  a Mola, il 118 della locale postazione, caratterizzato per avere un’autoambulanza con medico a bordo. Che si scongiuri la ventilata ipotesi di sguarnire l’autoambulanza del pronto soccorso della figura del medico. Chiediamo al Sindaco e all’assessore competente dei chiarimenti sul tema e quali iniziative si intendono intraprendere. Chiediamo di far sentire, con un moto di orgoglio, la propria voce nei confronti del Presidente della Regione Puglia, dell’assessore Regionale alla Sanità e al Direttore generale della ASL Bari.

Risulta che altri comuni stiamo già operando nel coordinarsi per contrastare la deprecata eventualità.    

Il “Movimento dei Moderati per Mola vigilerà affinché a pagare non siano ancora una volta i cittadini di Mola. Auspichiamo che ci siano interventi rapidi e concreti.

Non diteci che ci vogliono i soliti tempi tecnici pure su queste cose!

Non diteci che si è disposti a gesti estremi pur di salvaguardare il nostro territorio, e poi… nulla!

Periscopio

4 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 626 volte.

PINOCCHIO IN SCENA

 

La Comunità Frontiera / Città dei ragazzi, sotto la supervisione di padre Giuseppe De Stefano, ha già presentato varie fasi del suo percorso progettuale educativo “Very Well”, finalizzato all’aggregazione e formazione socio-educativa di tutti i ragazzi ed i giovani di Mola, Rutigliano e Noicattaro. Il percorso delle attività motorie, attraverso lo sport per i ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, è affidato ad Alessandro Susca; quello del musical, attraverso la recitazione,la danza e la musica per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni, a Vito Rago; quello dei media, attraverso il giornalismo e la stampa, a don Vito Marotta. Una attenzione particolare “fotografica” l’abbiamo rivolta ai giovani che hanno messo su l’entusiastico musical dedicato al burattino Pinocchio, che ha registrato un eccezionale successo di pubblico e di critica.

 

UN GIGANTE MOLESE

 

La sua passione è il cinema e finalmente dopo tanti anni di “gavetta”, ecco il suo primo film. Stiamo parlando di Frank Gigante, molese purosangue. Da noi si era fatto apprezzare negli anni passati per la partecipazione ad alcuni film per televisione, prodotti e trasmessi da Telenorba. Tornato negli States, ha avuto la possibilità di lavorare insieme con Franco Nero, Antony Gigante e Denny Belen e di arrivare finalmente sul grande schermo con “Role Play”. Di questa pellicola, oltre che essere protagonista, è anche regista

 

A MOLA IL VESCOVO DI MYRA

 

È stato sicuramente un evento straordinario: per la prima volta la statua di San Nicola, che si venera  dell’omonima Basilica di Bari, è stata portata in processione per le vie di Mola. Tanta gente ha seguito le varie fasi: l’accoglienza presso il Castello, il saluto del Sindaco in piazza, la lunga processione con tutte le confraternite, i parroci e le autorità, il saluto delle Suore Clarisse, la S. Messa presieduta da Padre Bova (Rettore della Basilica barese) davanti alla Maddalena, la preghiera per i marinai sul porto e l’ingresso nella Chiesa Matrice, dedicata al Vescovo di Myra.

 

“MA CE UAVAIA DEISCE!!”

 

Il Gruppo Teatrale SS.ma Trinità, dopo il buon successo riscosso con “E mo chi se lo tiene a papà” è ornato in scena per proporre un nuovo lavoro teatrale dal titolo “Ma ce uavaiva déisce !!” (Ma chi lo doveva dire!!), commedia in vernacolo in tre atti, che li ha visti impegnati per ben sei appuntamenti con una presenza di pubblico che ha fatto registrare il tutto esaurito. Questo nuovo lavoro ha coinvolto tutto il gruppo per diverse settimane nell’allestimento delle scene e nelle prove di recitazione fino alla serata del debutto. Abbiamo avuto modo di assistere allo spettacolo e lo abbiamo trovato entusiasmante e divertente. Certo, non si può pretendere da chi non lo è una recitazione da professionisti, ma tutto sommato possiamo affermare che l’impegno è stato apprezzato e doverosamente applaudito. Chi cercava una serata in cui scacciare ogni pensiero e lasciare spazio solo ad una liberatoria risata, l’ha trovata. Un po’ troppo piccola la sala e il caldo presto si è fatto sentire. Bravi tutti, con menzione particolare per Peppino Dipierro che ha tenuto bene tutte i momenti scenici, per Pina Trentadue, Marcello Moccia, Vito Marinelli, Mara Tapino, Antonio Mazzotta, Rosa Latrofa, Rosanna Brunetti, Pino Digiorgio, Antonietta Marinelli, Ketty Parente e Katia Berardi e Marco  Defonte, compreso Don Getulio.

 

FESTA DELL’AMBIENTE

 

Una bella iniziativa firmata Assessorato all’Ecologia e all’Ambiente e Lombardi Ecologia, patrocinata dal Comune di Mola di Bari, dalla Provincia e dalla Regione Puglia, in collaborazione con WWF, Le Pleiadi e l’Ufficio scolastico Regione Puglia, che ha visto coinvolti tantissimi alunni delle scuole elementari e medie di Mola. Quando si parla ai giovani per la salvaguardia dell’ambiente nulla si perde, ma tanto si raccoglie perché insieme si può salvare il mondo da noi stessi.

 

 

Maledetta Burocrazia

4 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 462 volte.

 di Nicola Lucarelli

 “Ho, da sempre, un’avversione totale, cronica e ahimé irreversibile, contro qualsiasi cosa che sia anche lontanamente definibile come burocratica. Capisco la necessità per il funzionamento del paese, ma forse la si può snellire ancora e di molto. Questo lato spigoloso del mio carattere, come è facile intuire, mi ha procurato non pochi problemi e scontri con questo o quel funzionario della pubblica Amministrazione (maiuscolo, che ci vuole deferenza). Mai come in questo periodo però…Ricordarsi i bolli, le assicurazioni, l’iva, le tasse, non è sufficiente. C’è la visita medica per aggiornare la patente, le richieste in carta bollata, i registri, gli albi, le iscrizioni, le cancellazioni, i rinnovi, tutte le scadenze, una tragedia quotidiana senza soluzione di continuità. L’anno scorso per aprire la mia attività ho dovuto presentare 37 documenti a non ricordo più quanti enti ed uffici diversi (Regione, Provincia, Comune, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Polizia Urbana, Ufficio Tecnico,ecc..). Prima di aprire, tra versamenti, tasse, bolli ho speso oltre 400 euro! Per non parlare di quelle frasi tipiche da sportello pubblico : “no signore, non è questo l’ufficio giusto, è l’altro, rifaccia la coda”, “guardi, noi qui ci occupiamo d’altro, non le sappiamo dare una risposta”, “senta, se ha capito, bene; altrimenti pazienza, qui non abbiamo tempo da perdere”, “sa, la normativa è poco chiara, in teoria lei dovrebbe fare così altrimenti le capita questo, ma aspetti, il mio collega forse le sa dire qualcosa di più, tra l’altro lui ha una sua teoria diversa da quella che le ho detto io…”,” l’ufficio è aperto dalle16 alle 18, mi dispiace, ritorni”. –” ma lei è qui davanti- dico- può rispondere ad una mia domanda!” – “signore, non insista, lo vede l’orario? È scritto là, bello chiaro,
cristallino”. Insomma, un calvario. Strano poi, perché nelle mie cose – quelle che mi interessano, intendo – sono invece di un preciso da far schifo. Forse ora capisco: è per via di tutta la carta che c’era in mezzo tra me e il mio cliente che ho smesso la pratica forense. Perché tutto questo preambolo? Il fatto è che in questi giorni mi sono scontrato di nuovo con la burocrazia ma la cosa non riguardava solo me, riguardava l’organizzazione di un meeting gastronomico e l’importazione di vini dall’estero. Ho sentito tre uffici diversi (utf, dogane, intrastat) ognuno – non scherzo – mi ha dato tre versioni diverse s$ulle cose da fare, chi ne sapeva di più chi di meno; alla fine sono incappato nell’ingegnere di turno che non è stato comunque in grado di spiegarmi con parole
semplici cosa ci fosse da fare e, peggio ancora, non era neppure troppo convinto. Di più! Lo sapete cosa mi ha detto il burocrate come soluzione finale? Mi ha dato gli estremi dei decreti legislativi e, con tono scocciato mi ha suggerito di leggermeli e studiarmeli per bene. E pensare che il numero di telefono che ho chiamato diceva chiaramente: “Ufficio Relazioni con il Pubblico”. Non sai come
si fa? Studiatelo! Questa la soluzione. È per questo che odio la burocrazia. Spesso – non voglio tuttavia con questo fare di ogni erba un fascio, qualche persona in gamba ci sarà pure no? – non c’è la minima voglia ed il minimo desiderio di venire incontro al cittadino, di assisterlo, di aiutarlo, di spiegargli. Anche se questo si sta sbattendo per portare qualcosa di buono al paese, non di cattivo.
Pare che il trasporto di un vino dall’estero per degustazione in Italia sollevi problematiche tali da dover richiedere l’istituzione di un’apposita commissione studi in Parlamento, la riunione delle due Camere in seduta plenaria e la benedizione del Papa. Un caso inaudito il mio, una richiesta “nuova” – e per ciò stesso bizzarra – mai sentita prima. Bah! E io che quando facevo il cameriere mi sentivo
felice se riuscivo a mandare a casa un tavolo con il sorriso sulle labbra…Così, anziché muovermi per le vie che in un paese normale sarebbero anch’esse normali, ho cercato di battere altre strade, chiedendo direttamente a chi opera in questo settore, spedizionieri, importatori, distributori. Grazie alla squisita gentilezza di uno di questi, che ha avuto la pazienza di dedicare cinque minuti del
suo prezioso tempo alla mia causa, ho capito più di quanto non erano riusciti a dirmi in quindici persone nel giro di due giorni di telefonate e di incontri. Ne emerge un dato preoccupante. Un’operazione apparentemente semplice come la spedizione di un vino dall’estero all’Italia (ma vale anche per molti altri paesi della UE), è in realtà molto più complessa oggi di quanto non lo fosse quando c’erano ancora fisicamente le dogane. Almeno lì passavi, pagavi il dazio e
tutto era risolto. Adesso è un turbinio di carta che fa girare la testa”. Questa testimonianza di un  giovane imprenditore, peraltro laureato in Legge, mette il dito in una delle piaghe più vergognose

dell’apparato pubblico. Bisognerebbe che ognuno di noi leggesse l’ultimo libro di Stella e Rizzo “La Deriva”, uscito da pochi giorni dopo lo straordinario successo de “La Casta”, per rendersi conto di quanto costa a noi tutti la malaburocrazia. È un ambito, quello della burocrazia, che ingoia voracemente ogni anno un mare di danaro pubblico, senza dare ai cittadini il servizio per cui

la pagano. Tutti noi che viviamo e paghiamo le tasse siamo gli imprenditori del sistema burocratico. Accade, invece, che direttori generali, funzionari, impiegati e persino gli operai, si permettono impunemente di trattare i cittadini (che sono i loro “datori di lavoro”) come sudditi. Un’inversione dei ruoli assurda e stupefacente, assecondata da uno sciatto e accondiscendente potere politico più

attento al clientelismo che all’efficienza della macchina burocratica ed agli interessi della popolazione amministrata. Fortunatamente non tutti sono così. Personalmente, per il mio lontano passato di amministratore pubblico, posso testimoniare che insieme ai fannulloni, agli incapaci ed agli improduttivi, c’è ed opera in silenzio e con coscienza una larga schiera di dipendenti pubblici, che troppo spesso supplisce alle manchevolezze altrui ed altrettanto spesso il loro impegno non viene riconosciuto, perché l’appiattimento salariale, perseguito dai sindacati, ha completamente annullato la meritocrazia. Lavori o non lavori, sei bravo o asino, ti impegni o meno, sei gentile o maleducato, sei disponibile con l’utente o gli sbatti la porta in faccia, ti aggiorni e studi le leggi o non ti frega più di tanto: non ha importanza, il 27 arriva per tutti. Conseguenza: il burocrate serio e preparato si rode il fegato, quello fannullone e menefreghista si gode la vita e magari si lamenta dello stipendio che non riconosce i suoi…meriti. Continuerà la pacchia? Speriamo di no. Renato Brunetta, nuovo ministro della Funzione Pubblica è partito lancia in resta: “Licenziamo i fannulloni.  Le leggi ci sono, bisogna farle rispettare”. Auguri!

In Edicola Guida Mola 2008-2010

4 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 600 volte.

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Epistole di Cesare Sportelli

3 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 1.093 volte.

Da oggi è possibile leggere su questo sito le lettere del Venerabile Servo di Dio Cesare Sportelli

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clicca sull’immagine

Se Berlusconi venisse a Mola….

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 6.750 volte.

di Nicola Lucarelli

Nel mese di Aprile 2005 il Centro-Sinistra conquistava la maggioranza in Comune con il 50,48% ed eleggeva Nico Berlen Sindaco di Mola, distanziando il Centro-destra di ben sei punti. Quello stesso giorno i molesi premiavano con il 53% Nichi Vendola (Centro-sinistra), Presidente della Regione, a scapito di Raffaele Fitto (Centro-destra) che si fermava al 45%.

A quella tornata elettorale sono seguite nel 2006 e nel 2008 due consultazioni politiche ed in entrambe i molesi hanno ribaltato il risultato, premiando la coalizione di Centro-destra guidata dal Cavaliere.

Sono dati e constatazioni che meritano qualche riflessione. Un fatto è certo: la maggioranza assoluta dei nostri concittadini resta ancorata alla tradizione centrista con una marcata propensione a destra, piuttosto che a sinistra.

Parte da qui l’esame della situazione politica molese a due anni dal rinnovo del Consiglio comunale, puntando su due temi fondamentali: la crisi del Centro-destra ed il progressivo distacco dei cittadini dall’impegno politico.

Il giro di boa

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 533 volte.

di Andrea G. Laterza

 

Il Comune di Mola vota il bilancio, mentre la consigliatura è ormai nella sua seconda metà. I risultati stentano ad arrivare, sebbene il quadro politico nazionale e locale sia in forte movimento e la popolazione dimostri ampi segni di insoddisfazione. Sarà l’anno dell’attuazione, sia pure parziale, del Progetto Bohigas? E le scelte urbanistiche a cosa porteranno? La Giunta Berlen alla prova delle realizzazioni.

 

L’amministrazione Berlen è nel suo terzo anno di vita. Fra un po’ meno di due anni si tornerà a votare e il centro-destra molese, forte dei risultati delle ultime elezioni politiche, già sembra avanzare l’ipoteca di una candidatura Diperna a Palazzo di Città. Tuttavia, gli annunciati “venti di guerra” non sembrano scalfire più di tanto il pacioso temporeggiare della Giunta

Berlen da’ il via al dopo-Urban

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 1.217 volte.

di Antonio Mottola 

Sembra che finalmente il vento stia cambiando nel Palazzo municipale. Il fallimento pressoché totale del PIC Urban 2, in scadenza a fine anno, avrebbe spinto l’Amministrazione comunale a virare la barra della politica economica in una direzione intermedia tra il turismo di massa di tipo sagrarolo e la piccola imprenditoria.

Il primo fa guadagnare qualcosa a ristoranti e pizzerie tre mesi all’anno, mentre non rende nulla in termini di benefici alla collettività. Basti pensare a come insozzano il paese quei “turisti della domenica”, e ai costi per la pulizia delle strade che sono al 100 % a carico dei cittadini (TARSU, storia di una gabella, Città Nostra n. 59). La piccola imprenditoria mira invece a valorizzare le risorse di cui già disponiamo, di cui la più importante è il know how, ovvero il bagaglio di esperienza accumulato dai nostri artigiani, agricoltori, marinai, in tutta la loro vita lavorativa.

In questa ottica si pone il recupero della zona PIP, ovvero quell’area in Contrada Scannacinque destinata agli insediamenti produttivi, che per tanti anni è stata lasciata alla mercè di vandali, ladri, e da qualche anno anche delle carovane dei nomadi.  Invertendo questo trend vizioso, l’Amministrazione comunale starebbe dunque procedendo alla infrastrutturazione primaria della zona con il completamento e la manutenzione degli impianti fognari, di illuminazione pubblica e di viabilità, e al recupero del centro direzionale (Prende sempre più forma la zona PIP di Mola, La Gazzetta del 21 febbraio 2008) finito di recente su Striscia la notizia. Le immagini televisive dell’edificio, costato miliardi di lire alla collettività, mai utilizzato e adibito a canile abusivo, hanno fatto il giro del mondo mettendo alla berlina il nostro paese.

Fu vera Europa?

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 537 volte.

di Aniello Claudio Rago

La tenzone elettorale appena conclusa ha posto in evidenza, ove ce ne fosse stato bisogno, la scarsa considerazione che la classe politica italiana detiene riguardo le capacità intellettive e di discernimento dei propri elettori.

Come noto, infatti, i maggiori esponenti di ogni raggruppamento, al di là di un imbarazzante silenzio su questioni afferenti prettamente l’etica della politica, hanno condotto una “campagna” improntata soprattutto al perseguimento di utilitaristici scopi elettorali, mediante l’enunciazione di propositi dai contenuti indubbiamente accattivanti, quali l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa e la riduzione delle tasse, ovvero al dibattimento su argomenti di scarso o relativo interesse per una popolazione alle prese con seri problemi investenti la quotidianità, senza tuttavia aver fatto conoscere le fonti cui attingere le risorse finanziarie indispensabili per una non ingannevole fattibilità di quanto promesso.