Ultime Notizie

Tutti crescono, Mola no!

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 456 volte.

di  Marco Sciddurlo

Nello scorso numero di marzo di “Città Nostra”, con l’articolo “Crescita economica: un fallimento”, si illustrava quale fosse la drammatica situazione economica-sociale di Mola nell’anno 2000; inoltre, grazie ad uno studio dell’Osservatorio Regionale Banche-Imprese di Economia e Finanza, riguardante il triennio 2001-2004 (ad oggi non sono disponibili dati più recenti), i nostri lettori-concittadini hanno avuto modo di constare, con amarezza, che i nostri amministratori non sono stati in grado di raggiungere gli obiettivi, benché modesti, che si erano prefissati all’inizio dell’ “era molese di Urban II”.

Mola era e rimane, in termini di PIL pro capite, tra i paesi più poveri della provincia di Bari ed è il più povero dell’Area Metropolitana barese; inoltre, benché la nostra provincia sia la più ricca della regione Puglia, Mola era e rimane uno dei comuni più poveri di Puglia (nel 2004 Mola era al 222° posto su 258 paesi).

Recuperiamo la Democrazia partecipata

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 475 volte.

di Ernesto Maggi

Il ’68 ha messo in discussione il principio di autorità con le conseguenze che ne sono derivate; nei primi anni novanta, successivamente alla caduta del Muro di Berlino, è stata messa sotto processo la politica, grazie all’azione congiunta della Magistratura Milanese, la cui parola d’ordine era Mani pulite, e della sinistra pedagogica. Il risultato è stato la nascita del berlusconismo che ha ridicolizzato quel che rimaneva della politica, cioè il suo “teatrino”. Il primato è passato dalla politica alla economia, che si è portato appresso un esasperato tecnicismo privo di anima. Il mercato è tutto, la globalizzazione è la sua conseguenza. Tutto bene!? Tuttavia, mentre ci si affanna a conquistare i mercati, si sta perdendo via via l’anima, la coscienza del proprio essere e con essa i valori fondamentali, cioè quelli naturali.

In questo stato comatoso dell’anima siamo diventati teledipendenti e pantofolai. Ormai abbiamo deciso di farci avvelenare a piccole dosi dal piccolo schermo, al cui verbo ci inchiniamo fidenti. Persino la dose quotidiana di oroscopi ci inchioda alla poltrona, perché da essa traiamo gli auspici per l’agire conseguente. Le previsioni del tempo, nell’arco della giornata, sono ossessive su tutte le reti televisive, sicchè anche su quelle regoliamoli nostro agire.

Lo spettro della fame

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 563 volte.

di Vitangelo Magnifico

Una decina di anni fa, per l’Informatore Agrario (1999, n. 32) scrissi un articolo dal titolo L’isterismo ecologico danneggia l’agricoltura riflettendo sulle chiusure degli ambientalisti  al mondo della scienze agrarie. Erano tempi in cui si andava  radicalizzando  l’opposizione alle biotecnologie applicate al miglioramento genetico delle piante e degli animali con particolare riferimento agli organismi geneticamente modificati, ancora oggi vietati in Italia ma che oltre il 50% della popolazione mondiale coltiva ed utilizza senza alcun danno per la salute umana e l’ambiente. Nel frattempo, l’isterismo ecologico ha fatto danni ancora più gravi che ora sono sotto gli occhi di tutti. Mi riferisco allo spettro della fame che sta coinvolgendo anche i paesi ricchi. Aggiotaggio di riso e di altri generi alimentari di prima necessità da parte anche degli Americani è una notizia che fa epoca! Eravamo abituati a vedere accaparramento di cibo da parte delle popolazioni dei paesi poveri; mai avremmo pensato che la società americana, opulenta per definizione, potesse preoccuparsi di non avere riso da mangiare!

Ciò la dice lunga sulla nuova crisi alimentare che il mondo sta sperimentando e che è dovuta principalmente alle pessime politiche alimentari dei paesi più ricchi che hanno voluto ciecamente sposare le cause ambientalistiche basate sull’isterismo ecologico e non sulla lucida e scientifica analisi dei fenomeni naturali (variazioni climatiche).

Mola accoglie la statua di San Nicola

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 496 volte.

di Nicola Lucarelli

Accogliamo con gioia nella nostra città l’immagine di San Nicola, proveniente dalla Basilica di Bari. Ringraziamo il Signore che ci offre questa grande occasione di riflessione e di preghiera, sotto lo sguardo del Santo Vescovo di Mira, titolare della nostra Parrocchia Matrice, patrono dei naviganti e dei bambini, campione di verità e carità, tanto venerato in Oriente e in Occidente. San Nicola benedica la nostra città e interceda dal Signore le grazie necessarie a tutte le nostre famiglie”. E’ don Mimì Moro a parlare ed a presentare il programma predisposto nella storica accoglienza della statua di San Nicola, che arriva a Mola il 18 Maggio, per essere poi esposta alla venerazione dei fedeli nella Chiesa Matrice fino al successivo 21 Maggio La sacra immagine viene accolta alle ore 16 di Domenica 18 presso il Castello Angioino, da dove si snoda la processione che attraversa piazza XX Settembre (qui il saluto delle Autorità), corso Umberto, via Matteotti, Calvario, via Vittorio Emanuele, via Giovanni XXIII, via Battisti, per concludersi in piazza XX Settembre, alle ore 18,30, con la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Padre Damiano Bova, priore della Basilica Pontificia di San Nicola. Dopo il Sacro Rito, la processione si dirige verso il Torrione, dove viene recitata la preghiera per la Marineria Molese, a conclusione della quale la statua del Santo viene portata nella Chiesa Matrice. Nei giorni seguenti sono previste celebrazioni di S. Messe (ore 8 e 19), incontri, visite e veglie di preghiera. La mattina del 21 Maggio, dopo la celebrazione della Messa di commiato, alle ore 8, l’immagine di San Nicola viene portata in processione fino al Castello, da dove riparte alla volta del Policlinico di Bari. Per l’occasione presso la sala parrocchiale di via Veneto è allestita una mostra dei lavori eseguiti dagli alunni delle elementari e delle medie sul tema “Sulle orme di un Santo”, mentre una mostra di icone ed opere d’arte, raffiguranti la vita e le opere del Santo di Myra, è allestita nelle sale del Palazzo Roberti.

Dalla rete al piatto

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 573 volte.

di a cura dell’Ass. Molesi nel Mondo

Dal 15 al 19 aprile l’Associazione Molesi nel Mondo ha ospitato 16 studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, impegnati in uno stage sul pesce pugliese. Una settimana per toccare con mano il mondo della pesca pugliese, dall’arrivo del prodotto sulla banchina alla sua trasformazione sulla tavola.

La cappella del cimitero: degrado e promesse

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 621 volte.

di Raffaele Di Marino

Dopo tanti anni è ancora inagibile perché dentro piove. Il suo degrado è sotto gli occhi di tutti. Per la sua costruzione sono stati spesi un bel po’ di milioni delle vecchie lire. L’allegra gestione del danaro pubblico ha portato alla realizzazione di una struttura non omogenea allo stato dei luoghi e poco funzionale. Il degrado è sotto gli occhi di tutti, il tempo e l’incuria ne aggravano la situazione. I cittadini sanno bene quanto sia attesa quella cappella per le necessità legate all’attività cimiteriale. Lo sanno bene anche gli Amministratori comunali che, però, non vanno oltre le ripetitive promesse.

Trasformazione dei rifiuti

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 552 volte.

di Giovanni Miccolis

Ben sappiamo cosa accade quando si accende un fuoco: la massa legnosa si riduce rapidamente liberando vapore e fumo. Il fumo è un insieme di particelle che prima o poi si depositano al suolo. In sostanza, tutto si trasforma secondo una ben nota legge della fisica. Più alta è la temperatura del fuoco e minore è la dimensione delle particelle prodotte. Più piccole sono le particelle di combustione e più facile è la penetrazione nei tessuti del nostro organismo.

L’ Adoc contro ogni sopruso

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 1.220 volte.

a cura dell’Adoc Puglia

L’Adoc da oltre un decennio è impegnata nell’ambito conciliativo, essendo stata tra le prime, nel 1993 a siglare il protocollo di conciliazione con la SIP (oggi Telecom-Italia).

Sino ad oggi, sono stati stilati altri numerosi accordi conciliativi con banche, assicurazioni, aziende di servizi pubblici, telefonia, autostrade e poste.

Pertanto, l’Adoc ha adottato come scelta prioritaria la stipula di accordi conciliativi per ridurre tempi e costi delle vertenze, ma soprattutto per permettere a tutti i consumatori di vedere rispettati i propri diritti e risarciti gli eventuali danni, anche fossero di pochi centesimi.

L’arca di don Giusè

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 993 volte.

di Angeliana Bufo

Finalmente ci siamo…! Dopo mesi di preparazione, risate e “papere” siamo pronti per portare in scena il  nostro spettacolo estivo. Fresca e divertente come la bella stagione che ci accingiamo a vivere, la commedia musicale che vi presenteremo si intitola “L’arca di don Giusè”. E’ la storia degli abitanti di un paesino sul mare, che si trova a vivere un’esperienza molto particolare, gestita dal simpatico, ma goffo parroco don Giusè.

Questo musical è stato reso possibile grazie alla collaborazione di tutti i laboratori dell’associazione, che, nelle persone di responsabili e volontari, hanno dato l’anima per la sua buona riuscita.

 Come sempre i nostri ragazzi “speciali” sono stati bravissimi e si sono impegnati tanto per rendere divertente e gradevole questa commedia.

Quindi, non ci resta che invitarvi a trascorrere un piacevole pomeriggio il giorno 12 giugno alle ore 18.30 presso il salone della scuola media “Dante Alighieri”.

Non mancate…i nostri ragazzi vi aspettano numerosi!   

Parliamo di loro!

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 680 volte.

di Katia Griseta

La nostra nuova rubrica “Parliamo di loro” apre una finestra sulla vita dei nostri ragazzi speciali e questa volta si affaccia su quella di Marco De Rosa, un fantastico ragazzo di 32 anni che si distingue per lo spiccato senso dell’ironia che accompagna ogni sua espressione e per la classe e la serietà che il suo bel faccino pulito ispira. Ma dietro quegli occhialini da dottore, Marco è un vero mister simpaticone sempre pronto a far sorridere tutti con le sue divertenti battute; lo sanno bene i suoi amici dell’Associazione Insieme che, attratti dal suo essere solare e disponibile con chiunque, lo circondano quotidianamente di affetto e rispetto.

Uno spicchio di cielo sereno

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 671 volte.

di Sabino Dattolo

Fra poco più di due mesi, si conclude l’anno sociale dell’ Associazione “Insieme” che mi ha visto, per il terzo anno consecutivo, circondato dall’ amore degli specialissimi utenti del “Laboratorio di Dialetto Navicella di Cultura Popolare”, laboratorio che mi onoro di animare insieme ad altri volontari. E’ ancora vivo in me il ricordo dell’ allegria di cui si riempiva l’Associazione, il sabato pomeriggio, quando ci si incontrava con un gruppo di studenti della scuola media statale Dante Alighieri, con i quali i nostri ragazzi speciali davano vita a una serie d’incontri laboriosi, che poi avrebbero portato alla rappresentazione di una gioiosa recita in dialetto molese al teatro Angioino (“Mamma, mi compri un gelato?”).

L’unita’ d’italia

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 755 volte.

di Giovanni Miccolis

Terminate le elezioni si può parlare con più serenità dell’Unità d’Italia che una forza politica contesta continuamente con arroganza, affermando che il Meridione è sempre stato un fardello per il più laborioso e civile Settentrione.

Nel corso del Rinascimento tutti gli Stati Italiani sentivano esservi affinità di interessi sociali, storici, politici, letterari ed artistici tra gli abitanti dei singoli regni, contee, ducati o signorie. Con l’Illuminismo il senso di appartenenza crebbe sulla scia dei grandi intellettuali ed iniziò con il Risorgimento il moto di ribellione generale per scacciare gli stranieri dal sacro suolo nazionale. Le sanguinose Guerre d’Indipendenza ebbero proprio quel fine: liberare la Penisola dagli stranieri invasori e riportare in uno Stato unitario tutti gli abitanti dell’Italia.

 

Brunetti, il maratoneta

9 maggio 2008 0 Commenti - Articolo letto 773 volte.

di Antonio Panzini

Oggi Vitantonio Brunetti, molese purosangue e bancario di professione, ha 55 anni, ma non li dimostra, grazie sicuramente alla sua passione per l’attività sportiva. Sin da giovanissimo ha praticato il calcio, il tennis, il nuoto e l’atletica leggera, sotto l’unica bandiera dello spirito decubertiano.