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“UNIVERSO DONNA” …TRA LE DUE GUERRE

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 1.124 volte.

Di Alberto Berardi

Il nostro gruppo di amici ha un appellativo curioso: “I SOLIDI”. Perché? Ve lo spiego: dovete sapere che la mamma di uno di noi (pace all’anima sua), signora gentile ed energica allo stesso tempo, come la maggior parte delle donne nate nel secolo scorso, amava esprimersi in italiano per distinguersi dalle coetanee che conversavano in un molese che non esiste più oggi. Si era in epoca nella quale l’italiano era un lusso per i (pochi) blasonati, i benestanti ed i galantuomini, vale a dire coloro che potevano permettersi di vivere di rendita, perché allergici alla pratica del lavoro, affidando questa noiosa incombenza ai (molti) nullatenenti ed alla classe operaia cara a Marx. La cara signora, dicevo, soleva denominare gli amici del figlio, nel suo italiano alquanto approssimativo, con un neologismo forse involontario, ma quanto mai calzante: I solidi (chissà, forse, intendeva additarci come: “i soliti rompiscatole”). Mai neologismo, però, è stato più appropriato per un gruppo veramente granitico e unito oltre ogni difficoltà. E quando un Solido “chiama”, gli altri rispondono all’unisono. Senza discussioni. Che Dio abbia in gloria quella cara persona, ricordata dal gruppo come la mamma di tutti noi.

Giorni fa, Peppino L., il Solido per eccellenza mi ha telefonato per segnalarmi una mostra organizzata dalla direttrice dell’Ecomuseo del Poggio delle “Antiche Ville”, l’adorabile e nel contempo vitalissima Signora Fanny Massimeo, nell’ambito della VI rassegna di: “Baricentro di Cultura in Collina”. Cosa c’entro io con l’Universo Donna? chiedo al Solido. Non ha voluto sentir ragioni. Dovevo andare e ricamarci su un bell’articolo! Passi, ma l’Universo donna di cui si tratta è situato nel periodo fra due guerre mondiali e, per mia fortuna, non ho conosciuto né la prima né la seconda, di guerre. Niente da fare! Mi piaccia o no, devo andare, eppoi, sono o non sono stato un militare?

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IL SOLE CHE ALLEGGERISCE LE TASSE

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 558 volte.

I vantaggi fiscali dei sistemi solari termici   

Di Giovanni Amante

La caduta del governo Prodi e le recenti consultazioni politiche del 13 e 14 Aprile determinano, per evidenti motivi, una serie di interrogativi in termini di politica energetica nazionale. I recenti impegni sottoscritti a livello comunitario continuano, in ogni caso, ad imporre all’Italia una serie di manovre attuative tese al raggiungimento di livelli ottimali di efficienza energetica e sfruttamento delle fonti rinnovabili.

A onor del vero, uno dei provvedimenti più positivi della scorsa legislatura ha riguardato, in particolar modo, il mercato del solare termico. Per sistema solare termico si intende un impianto che produce energia termica attraverso l’esposizione all’irraggiamento di uno o più collettori solari.

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UN DIBATTITO INDISPENSABILE

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 563 volte.

 Trasformazione dei rifiuti solidi: da una possibile polemica a una proposta seria di approfondimento

Di Raffaele Di Marino

Devo essere molto grato all’amico Giovanni Miccolis, perché, con il suo intervento sul giornale mi ha dato la grande soddisfazione di sapere che quello che scrivo quantomeno è letto. Certamente non posso pretendere che gli altri condividano quanto scrivo; d’altra parte non sarebbe nemmeno utile, dal punto di vista dialettico, constatare che tutti sono d’accordo.

Ma cosa più importante, tuttavia, è che questo intervento mi dà la possibilità di chiarire ulteriormente qualcosa a cui tengo molto e che vale certamente la pena di essere precisato. Da oltre trent’anni mi occupo per professione di ambiente, o meglio di difesa dell’ambiente, e chi mi conosce sa che ho informato da sempre il mio modo di lavorare, sullo studio e sull’approfondimento dei temi, cercando di farmi coinvolgere il meno possibile dalle varie sirene, generalmente quasi sempre politiche e poco aggiornate, che si sentono cantare da ogni parte.

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NO, NON SIETE CITTADINI DI MOLA!

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 564 volte.

Di Angelo Mancini

E’ sempre difficile, ma non impossibile il cammino verso il potenziamento del turismo. Ed è stato provato ancora una volta dal cospicuo numero di forestieri che sono stati graditi ospiti della città, nel periodo estivo.
Ma questa considerazione positiva, purtroppo e in non pochi casi, ha trovato rilievi da parte di questi turisti. Non per gravi e pesanti carenze, ma per episodi forse minimalisti, pur tuttavia da non trascurare.
E siamo soprattutto di nuovo alle conseguenze degli anonimi, imbrattatori notturni, o degli incivili che ormai non rispettano più alcuna regola…
Ci vien fatto, perciò, di rivolgerci alle loro mentalità con semplici interrogativi.
Siete figli di questa città quando “spennellate” con vernice nera il castello, le chiese, le abitazioni, la stazione ferroviaria?
Siete figli di questa città quando sporcate fino a cancellarle le indicazioni, le pensiline di attesa dei bus o le paline con gli orari delle loro corse?
Siete figli di questa città quando insozzate le pareti di antiche costruzioni che sono però meta di attenzione da parte dei turisti, indignati per tanta ignoranza?
Siete figli di questa città quando piegate i cartelli stradali, danneggiate fonti luminose o addirittura “dipingete” i fari dei semafori?
Siete figli di questa città quando riversate in terra i contenuti dei cassonetti dei rifiuti?

Siete figli di questa città quando continuate ad ignorare la necessità della raccolta differenziata?
Siete figli di questa città quando scorazzate di notte (ma anche di giorno) lungo certe vie con auto o moto, mettendo in pericolo pedoni ed altri utenti della strada?
Siete figli di questa città quando danneggiate cabine telefoniche, lampioni, mezzi e strutture pubbliche?

Siete figli di questa città quando abbandonate rifiuti sulle spiagge e nei giardini?
Siete figli di questa città quando create delle discariche abusive, oltraggiando l’ambiente e minacciando la salute pubblica?
Siete figli di questa città quando strappate i manifesti pubblici o divellete i tabelloni per le affissioni?
No! non siete figli di questa città, ma siete solo dei gran figli…

Non siete cittadini di Mola. La vostra cittadinanza è usurpata.

VOGLIA DI GELATO

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 531 volte.

a cura dell’ Adoc Puglia

 

Il caldo si avvicina e si ha sempre più voglia di bevande o alimenti che rinfrescano. Cosa c’è di meglio di un buon gelato?

La maggior parte degli italiani, secondo dati Istat, preferisce di gran lunga un buon gelato artigianale, piuttosto che il preconfezionato. Ma prima di valutare il gelato, accertarsi che “il personale alla cassa non utilizzi gli attrezzi destinati al banco”, come stabilito dal Regolamento CE 852/04 (“Pacchetto igiene”) dichiarano all’Adoc Puglia.

Contemporaneamente, è indispensabile considerare il prodotto per poter valutare la qualità. “Il colore dei vari gusti – sostengono ancora all’Adoc – non deve essere troppo vivo e acceso, perché denoterebbe una eccessiva presenza di coloranti. Per un gelato alla fragola, ad esempio, non ci si può trovare di fronte ad un colore rosso vivo; mentre il cucchiaino da introdurre nel gelato, deve pian piano adagiarsi proprio per l’assenza di addensanti, emulsionanti o grassi idrogenati”.

Sostanzialmente, “il gelato deve sciogliersi ed il cucchiaino deve inclinarsi”. Se il gelato, invece, non è molto freddo, è probabile che non sia stato lavorato artigianalmente perché solo una elevata quantità di aria, tipico dei gelati industriali, permette di fare un gelato meno freddo.

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Le caratteristiche di un buon gelato artigianale:

Colore

Non deve essere vivo ed intenso

Cucchiaino

Deve inclinarsi in breve tempo

Temperatura

Deve essere freddo al palato

Cremosità

Non ci devono percepire grumi di ghiaccio

Senso di pesantezza

Non deve provocare un senso di sazietà esagerato, perché denota ricorso a troppo zucchero o materie grasse

Tabella 1: alcuni utili consigli per orientare le scelte del gelato.

SIAMO CONDANNATI A PRODURRE ORTOFRUTTA

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 520 volte.

Di Vitangelo Magnifico                                              


La grande crisi alimentare in atto ha fatto emergere tutte le deficienze strutturali dell’agricoltura italiana e di quella meridionale in particolare, per non parlare di quella molese.

Già dopo la seconda guerra mondiale, con l’evolversi dell’industria, il quaranta percento degli addetti all’agricoltura cominciò ad abbandonare le campagne dove restavano prevalentemente vecchi e donne. Ora, dopo mezzo secolo, con appena il tre percento della popolazione dedicata a tempo pieno all’attività primaria  ci troviamo di fronte a vette di specializzazioni molto elevate, che fanno della nostra agricoltura una delle più progredite al mondo che fornisce prodotti sicuri per la salute umana e per l’ambiente che pochi Paesi possono vantare.

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STRAORDINARIO BINOMIO D’AMORE

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 1.296 volte.

Di Nicola Lucarelli

A Nicola Lattarulo, operatore turistico barese da oltre 40 anni, l’onorificenza di “Maestro del Turismo”

 

Una vita dedicata al turismo con particolare attenzione verso l’area, che come noi si affaccia sul comune Mare Adriatico. Stiamo parlando di Nicola Lattarulo, che nel corso della sua lunga attività professionale ha seguito passo passo lo straordinario sviluppo turistico, culturale e sociale di quella che fino al 1992 era la Jugoslavia di Tito e che, dopo gli anni bui della dissoluzione dello stato federale e della sanguinosa guerra tra le diverse etnie, ha prodotto la nascita di ben cinque repubbliche (Serbia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Kossovo). Tutte quasi pronte ad entrare nella Comunità Europea, seguendo l’esempio della Slovenia. Già nel 1965, Nicola Lattarulo ricopriva il ruolo di capo agenzia della famosa “Morfimare” di Bari, che con la c/f “Sveti Stefan” della Montenegro Lines di Bar, gestiva il collegamento tra la regione Montenegrina e la Puglia. Toccò a lui nel 1969 l’organizzazione logistica di un evento straordinario per Mola e i molesi: il gemellaggio tra la nostra Città e la dirimpettaia Tivat, promosso dalla Pro Loco del cav. Nicola Parente. La “Sveti Stefan”, pur fra non poche difficoltà, riuscì ad entrare nel porto di Mola, dove imbarcò la nostra folta delegazione. Successivamente, in occasione della Sagra del Polpo (V edizione) la visita fu ricambiata dal Sindaco e dall’Amministrazione di Tivat, che per una settimana furono ospiti graditi di Mola.

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CROAZIA, UN MARE DI COLORI

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 675 volte.

Una vacanza intelligente per non…svenarsi!

di  Katia Rizzi

 

Anche per la prossima estate, Città Nostra promuove le vacanze in Croazia con particolare attenzione alla città di Dubrovnik ed alla sua straordinaria riviera. Il perché è presto detto: a fronte di una situazione economica non certo florida, è possibile, comunque, godersi una bella vacanza senza sperperare un patrimonio in località che offrono mare pulito e limpido, bellissimi paesaggi, attrazioni storiche e culturali, considerevoli capacità ricettive. Nel 1929 George Bernard Show scrisse:”Coloro che cercano il paradiso in terra, devono venire a Dubrovnik” Ed aveva ragione, perché in tanti, dopo esserci stati, s’innamorano di quella splendida città e di quella terra.

Dubrovnik si raggiunge in nave da Bari: la traversata dura sette ore circa ed è possibile imbarcare anche l’auto al seguito (consigliabile per una maggiore libertà di movimento). La tratta è gestita dai traghetti della “Jadrolinjia” con frequenza quasi giornaliera.

Oltre a centinaia di alberghi di ogni categoria, c’è un’eccezionale disponibilità di appartamenti e ville da prendere in fitto. Sia negli hotels che negli alloggi privati, il periodo di permanenza non può essere inferiore ai sette giorni. Gli appartamenti, tutti con cucina e bagni, sono da due, quattro e sei posti-letto. Sono completamente attrezzati e molti dispongono di aria condizionata e TV satellitare. La lingua ufficiale è il croato, ma si parla diffusamente l’inglese, il tedesco e l’italiano. Dubrovnik è una piccola città (i residenti sono circa 30mila) con un centro storico straordinario, circondato da due chilometri di mura, completamente chiuso alla circolazione automobilistica. Poi c’è la parte moderna, che offre agli ospiti ogni confort. Tutta la costa, sia a nord che a sud, è costellata da piccoli paesi, borghi e frazioni (Trsteno, Slano, Srebreno, Mlini, Cavtat, ecc…) dove sempre all’offerta ricettiva si abbina quella dei servizi (Poste, banche, supermercati, piccoli negozi, farmacie, pronto soccorso, ristoranti, trattorie, panifici, ecc…).

Le spiagge in Croazia sono tutte libere, comprese quelle di pertinenza degli alberghi. Per godere appieno dell’offerta turistica, i periodi migliori sono dal 15 Giugno al 31 Luglio e dal 20 Agosto in poi. E’ consigliabile prenotare nave e soggiorno con largo anticipo: ad Agosto, i posti-auto sui traghetti sono spesso esauriti. Chi prenota prima, sceglie il meglio!

La moneta è la Kuna, equivalente a circa €. 0,13 (€.1,00=Kune 7,55), ma l’euro è utilizzato quasi ovunque. In ogni caso non ci sono problemi di cambio.

Gli ingredienti a base della cucina croata sono il pesce, la carne, le insalate, le verdure, le patate. Da qualche anno è possibile anche ordinare sia la pasta che la pizza. A Cavtat, per esempio, la trattoria “Atlas”, sul lungomare, ha nel menu la pizza “Mola di Bari” o “Nicola”, ma anche dell’ottima pasta al forno.

La Croazia non è ancora nella Comunità Europea, ma per accedervi è sufficiente anche la carta d’identità, non scaduta e valida per l’espatrio, oppure il passaporto. Per i minori di 14 anni è prescritto il certificato d’identità da richiedere al Comune e vidimato dalla Questura, oppure il passaporto. Per chi decide di portare l’auto al seguito, servono oltre la patente, la carta di circolazione, l’assicurazione e la carta verde. L’auto deve essere di proprietà di uno dei passeggeri in possesso di biglietto d’imbarco. In Croazia i carburanti costano in media il 20% in meno rispetto all’Italia.

Tra l’Italia e la Croazia esiste una convenzione per l’assistenza sanitaria, per cui è opportuno richiedere l’apposito modulo alla USL e portare con sé la tessera sanitaria. Per altre informazioni, potete telefonare a “Città Nostra” o visitare il sito www.citta-nostra.it.

 

ARRANGIARSI…..IN PELLICCIA

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 581 volte.

Di Vittorio Capotorto

Nei cinque grandi boroughs di New York (giusto per ricordarli: Bronx, Manhattan, Queens, Brooklyn e Staten Island) sono pubblicati con regolarità giornali di “quartiere”, settimanali, quindicinali e mensili di vari tipo, che vengono distribuiti gratuitamente. Manhattan in particolare ne offre tanti, fra i quali, oltre al famosissimo The Village Voice, ci sono AM e METRO, due specie di quotidiani che “escono” in media tre giorni la settimana.

Naturalmente sono abbondantemente sovvenzionati dalla pubblicita’, che raggiunge sicuramente milioni di persone e che serve a pagare, oltre le spese “produttive”, editori e giornalisti professionisti, visti gli articoli, anche se brevi, pubblicati. I volontari molesi di Città Nostra qui farebbero bei soldi!

Da qualche tempo, però, i due quotidiani più diffusi da queste parti, il New York Post (abbastanza scandalistico e che costa infrasettimanalmente 25 cent, il sabato 50 cent e la domenica 1 dollaro, quando propone molti inserti), ed il più “elevato” Daily News, ogni tanto offrono un’edizione mattutina del giornale gratis. E cio’ in concomitanza con l’anniversario-lancio di qualche prodotto o avvenimento importante (infatti la prima pagina, la seconda, la penultima ed l’ultima di copertina sono un foglio aggiunto, appunto di pubblicità).

Ebbene tempo addietro, di pomeriggio, mi è capitato di comprare uno di questi giornali – il piu’ diffuso New York Post per la precisione – da una signora afroamericana che li vendeva all’incrocio della Terza Avenue con la 60ma Strada, praticamente “in centro”. Sottolineo il comprare, perche’ la signora aveva prelevato al mattino alcuni pacchi del giornale in offerta gratis, aveva tolto il foglio aggiunto, e vendeva gli stessi…..come se niente fosse (infatti dimenticavo di dirvi che qui chiunque vende tranquillamente giornali per strada…senza licenza).

Già di per sè la cosa è stata per me curiosa, anche se con la globalizzazione i napoletani di Forcella forse fanno scuola; ma ciò che mi ha più sorpreso è stato il vedere che la signora in questione, per l’occasione, vendeva i giornali avvolta in una “luccicante” pelliccia (indipendentemente dalla sua autenticità).

Una piccola stizza invece mi è venuta quando ho scoperto, sfogliando più tardi il quotidiano (che fra l’altro spesso ha più di una edizione), che lo avevo avuto gratis al mattino, in un’altra zona della città.

Il ghigno dipinto sul mio viso si è però subito trasformato in sorriso, perchè sono volato a Napoli, con la mente, pensando ad un mio amico attore di qui, che aveva comprato, appunto nel cuore pulsante della metropoli partenopea, un paio di belle scarpe fiammanti, che a casa, nell’aprire il pacco confezionato con cura, si era trasformato in un paio di……. mattoni.

UNA POLEMICA:GIUSEPPE DE SANTIS

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 991 volte.

 Di Giovanni Miccolis

Dalle pagine di questa rivista l’amico Aniello Rago ha esaltato l’opera del suo professore di storia don Giovanni Pinto e, tra i meriti dell’illustre docente, ha voluto citare “l’ipotesi di studio” che conclude “l’introduzione storica”, in altre parole la presentazione della ristampa anastatica dei “Ricordi Storici di Mola di Bari”. Una teoria, una congettura, che porta a considerare l’avv. Giuseppe de Santis un “ladro” del lavoro e delle ricerche di suo nonno.

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UN “BANALE” PROBLEMA DI SICUREZZA

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 572 volte.

Dopo aver informato un’infinità di volte, oralmente e per iscritto, gli organi competenti dell’estrema pericolosità degli arredi scolastici in dotazione ad una delle classi prime della “E. De Filippo”, l’unico canale rimasto ancora intentato è quello della stampa locale. Spero che una lettera aperta, di protesta, ottenga lo scopo di sensibilizzare i cittadini molesi, se non altro come genitori, verso questo problema che mina profondamente la credibilità e la serietà dell’attuale Amministrazione comunale. Dopo aver inviato al Dirigente Scolastico, in quanto diretto superiore, foto dettagliate di sedie scheggiate, di pareti con intonaco cascante, di finestre con vetri sottilissimi, che per altro non si chiudono a norma di sicurezza, di armati e cattedre fatiscenti e non funzionali, mi sono state date risposte comuni quanto banali del tipo “Siamo tutti nelle stesse condizioni”, “La scuola non ha soldi a sufficienza”, “La responsabilità è del Comune”. Emerge un qualunquismo ed un’indifferenza sostanziale che lascia basiti! Sembra che le persone che debbano assumersi le responsabilità del problema siano esse stesse impotenti. Siamo all’assurdo! E dov’è la responsabilità pedagogica? Questo paese “dormiente” ha a cuore la salute dei propri bambini? Che valore dare ai retorici discorsi ed alle rassicuranti promesse che gli amministratori fanno in occasione di manifestazioni? Di chi è la responsabilità quando i bimbi si feriscono a causa di sedie rotte? Può essere moralmente accettabile il ricatto di chi dice:”O accettate questa situazione o saremo costretti a chiudere la scuola perché insicura?” – o usando il termine meno forte inidonea? – “Volete che i bambini rimangano a casa?” Personalmente ritengo sia preferibile chiudere temporaneamente la scuola per renderla sicura e prevenire gli incidenti, piuttosto che rischiare l’incolumità dei miei figli e dei miei alunni. Anche se, a volte, può essere sufficiente solo un po’ di buon senso, spesso schiacciato dalla logica della prevaricazione. Faccio un esempio: i bambini di prima classe, per ragioni di sicurezza, dovrebbero la priorità nella sistemazione in aule al piano-terra, onde evitare l’utilizzo delle scale…) Mi auguro che i genitori prendano coscienza del problema, perché sono loro, in prima persona, a dover pretendere per i propri figli ambienti sicuri e sani. E’ questa una battaglia giusta che va combattuta fino in fondo, anche per salvaguardare la dignità di tutti gli operatori scolastici. Pensare in grande, ai PON, ai vari progetti, in questa situazione di degrado a me sembra ridicolo. La qualità non può prescindere da un’organizzazione “sistemica”, in cui i tasselli funzionino all’unisono: strutture sicure, mensa efficiente, collaborazione fra scuola e territorio…Possiamo essere, invece, ipocriti ed asserire che la bravura dell’insegnante può sopperire a tutte queste carenze. Ma ci saremo presi in giro!

M. Ostuni – Insegnante pedagogista

“Siamo tutti nelle stesse condizioni”, ossia “mal comune, mezzo gaudio”, è la classica giustificazione dell’inefficienza del settore pubblico. La drammatica verità è nelle scelte che si fanno a monte. A Mola, come in tanti altri centri del Mezzogiorno, il concetto di priorità dei servizi essenziali è stato da molti anni ribaltato: troppo spesso scuola, sanità, cultura passano in secondo piano. Un esempio: si preferiscono spendere (io dico sperperare!) 80/90 mila euro l’anno per feste e festini piazzaioli. Quali sono le priorità per i molesi? I più attenti, ma minoritari, pensano alle strade dissestate, alla crescita economica ed occupazionale, alle strutture pubbliche fatiscenti, all’igiene ed all’ambiente. I più evidentemente preferiscono attrazioni e divertimento e la pubblica Amministrazione, che da queste iniziative pensa di recuperare consensi e potere, furbescamente li asseconda. Altro esempio: In Croazia, dopo la guerra con i Serbi del 1992/95, la ricostruzione partì dalle scuole e dagli ospedali. Una sensibilità che nasce dalla cultura e dall’attenzione ai servizi primari, che evidentemente in noi molesi è riposta in un angolo remoto della coscienza collettiva. Ma non disperi: pare che la Giunta Berlen abbia di recente deliberato un contributo di 90 mila euro da ripartire fra tutte le scuole di Mola: ricominci a battere i pugni, prima che la torta venga divisa. Si sa che gli ingordi fanno sempre la parte del leone! Ed a proposito di “mal comune mezzo gaudio”, sappia che i bimbi della Trinità e le loro famiglie si sono visti chiudere improvvisamente, per gravi carenze strutturali, la Scuola dell’Infanzia di via Massimeo. In realtà, un po’ tutte le scuole soffrono i risultati della scarsa attenzione degli amministratori in questi ultimi anni e quel contributo potrebbe trasformarsi presto in una goccia nel mare magnum dei problemi del settore.

Nicola Lucarelli

Ai Lettori

Ci continuano a pervenire lettere non firmate: Vi ricordiamo che non le possiamo pubblicare, anche se riguardano problemi di rilevante importanza e specie quando si fa riferimento a terze persone. Vi invitiamo ad assumerVi la responsabilità di quanto scrivete: è un fatto di civiltà e di correttezza.

PILOMAT

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 567 volte.

   Quando furono installati i dispositivi “Pilomat”che dovevano limitare l’accesso alle auto nelle zone pedonali del paese, noi del “Movimento dei Moderati per Mola” accoglievamo positivamente tale provvedimento anche perché ne avevamo più volte sollecitato l’installazione.

Trascorso del tempo dalla installazione ci vedemmo costretti mediante interrogazione  a chiedere spiegazioni a questa amministrazione sul perché non entrassero in funzione.

Ovviamente ci giunsero le consuete rassicurazioni sulla immediata attivazione e che era questione di giorni.   

Abituati a simili promesse di giorni ne abbiamo fatti trascorrere tanti, fino ad oggi dove, sollecitati dai cittadini che vedono nei “Pilomat” un chiaro esempio di scempio e spreco del loro denaro, chiediamo a questa amministrazione cosa intende fare di questi dispositivi. Quando intende attivarli?

 Suggeriamo di rimuoverli. Oramai, dato il tempo trascorso, sono diventati obsoleti!

Chiaramente il nostro suggerimento vuole essere oggi una provocazione; ma se continuerete a fare promesse lasciando che passi ancora del tempo, assisteremo alla trasformazione del suggerimento in triste presagio.

                                                              Movimento dei Moderati per Mola

MOLA SENZA MEDICO DEL 118 ?

5 Giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 585 volte.

Chi l’avrebbe mai immaginato che sarebbe stato proprio un governo regionale di centro- sinistra a smantellare la struttura del servizio 118  mediante l’eliminazione del medico a bordo delle autoambulanze! Un servizio così importante per il cittadino che in un momento di criticità ha un sicuro punto di riferimento. Un successo l’averlo realizzato anche in Puglia, grazie al precedente governo di centro – destra. Un servizio che in pochi anni ha offerto delle garanzie ai nostri concittadini, un diritto alla salute proprio nei momenti più difficili.

Corre voce che hai vertici del Governo regionale si stia valutando la proposta di demedicalizzare, per la sola provincia di Bari, le postazioni di pronto intervento 118 lasciando l’intervento del medico ad un secondo momento ed affidando il primissimo intervento al solo personale infermieristico e al cosiddetto “volontario”. Nonostante il buon livello di preparazione del personale infermieristico, ci sono situazioni che richiedono l’intervento necessario del medico abilitato ad operare in situazioni di emergenza. Inoltre,  non si può pensare di affidare compiti così gravosi al personale “volontario” che vive spesso nelle condizioni di precariato lavorativo.

Anche se all’interno di un’autoambulanza esiste un defibrillatore che può essere utilizzato da un infermiere, ci sono situazioni dove è necessaria la collaborazione tra il medico e l’infermiere, un lavoro di equipe. Inoltre l’intervento del medico è importante per la somministrazione di farmaci cosiddetti salvavita che l’infermiere non può somministrare.

Ormai l’imperativo dei vertici della Regione Puglia è di risparmiare, il deficit della sanità è alto, aggravato ultimamente da scelte filosofiche e propagandistiche, ma che a pagare siano ancora una volta i cittadini non va affatto bene, perché verrebbe a mancare un irrinunciabile strumento di garanzia del diritto alla salute. Si deve risparmiare, o meglio razionalizzare, ma lo si può fare su tanto altro e non certo sulla difesa della salute.

Il “Movimento dei Moderati per Mola” porta all’attenzione di questa amministrazione le preoccupazioni che i nostri concittadini molesi hanno più volte manifestato al nostro gruppo.

Vogliamo ricordare che i cittadini di Mola sono stati da sempre penalizzati in materia di diritto alla salute, dalla chiusura dell’ospedale in poi ci sono state solo promesse da campagna elettorale mai nulla di concreto. Anzi quando si è deciso di operare dei tagli Mola è sempre stata la prima a pagare, quasi un forma di servilismo politico nei confronti di altri comuni viciniori che hanno difeso (continuano a farlo) la loro sanità e con essa i loro cittadini.

Il “Movimento dei Moderati per Mola”, con questa interpellanza urgente, chiede a questa amministrazione di operare in difesa dell’ultimo baluardo di medicina di urgenza  a Mola, il 118 della locale postazione, caratterizzato per avere un’autoambulanza con medico a bordo. Che si scongiuri la ventilata ipotesi di sguarnire l’autoambulanza del pronto soccorso della figura del medico. Chiediamo al Sindaco e all’assessore competente dei chiarimenti sul tema e quali iniziative si intendono intraprendere. Chiediamo di far sentire, con un moto di orgoglio, la propria voce nei confronti del Presidente della Regione Puglia, dell’assessore Regionale alla Sanità e al Direttore generale della ASL Bari.

Risulta che altri comuni stiamo già operando nel coordinarsi per contrastare la deprecata eventualità.    

Il “Movimento dei Moderati per Mola vigilerà affinché a pagare non siano ancora una volta i cittadini di Mola. Auspichiamo che ci siano interventi rapidi e concreti.

Non diteci che ci vogliono i soliti tempi tecnici pure su queste cose!

Non diteci che si è disposti a gesti estremi pur di salvaguardare il nostro territorio, e poi… nulla!