di Vincenzo D’Acquaviva

Scarsa ma fortemente sentita la manifestazione svoltasi davanti alla Residenza Sanitaria Assistita di via Rutigliano per protestare contro la chiusura del Punto di Primo Intervento dopo le 20,00.

 Una chiusura decisa unilateralmente dalla ASL BA lo scorso anno e che vede penalizzata la nostra cittadina ormai su tutti i fronti.

 

Va detto, per inciso, che i partecipanti, ancorché in numero esiguo rispetto alla gravità della problematica, erano molto motivati. Gli interventi sono stati numerosi e hanno evidenziato come, nel corso degli anni, il nostro Comune è stato privato di tutti i servizi essenziali. Servizi che, probabilmente, potrebbero avere delle ricadute ancora maggiori se si pensa alla revisione della spesa, all’ordine del giorno del Governo, che verte essenzialmente sui tagli al settore sanitario.

Il Governatore pugliese Vendola ha avuto occasione di lamentare il disagio che potrebbe ricadere sui cittadini pugliesi brontolando in televisione e sui giornali che: “viene minato il diritto alla salute”. Dimenticando, però, che, mentre per Terlizzi, suo Comune di residenza, ha provveduto per il meglio dotandolo di un ospedale con annesso pronto soccorso, non altrettanto si è preoccupato per Mola dove, evidentemente, il diritto alla salute non conta alcunché. Della serie: si predica bene e si razzola male ovvero, per dirla con i napoletani: “chiagne e fotte”.

Alla manifestazione di venerdì era previsto l’intervento dell’intero Consiglio Comunale convocato nella stessa giornata.  Intervento preannunciato e non mantenuto. A questo punto i manifestanti si sono recati direttamente presso la sede municipale chiedendo di essere ascoltati. Niente da fare. I primi ad essere contrari sono stati i rappresentanti delle minoranze. Il Sindaco si è mostrato molto più disponibile ad ascoltare le ragioni dei manifestanti, ma è riuscito, dopo alcune perplessità ravvisate dalle minoranze, ad ottenere una riunione dei capi gruppo che hanno potuto ascoltare le legittime rimostranze dei manifestanti.

E’ quanto meno incomprensibile la posizione assunta dai rappresentanti delle minoranze, evidentemente subornate ai voleri delle alte sfere regionali o nazionali che dirigono dall’alto la politica locale per i loro tornaconti elettorali. Con tale atteggiamento autolesionistico del “partitismo” più sconclusionato siamo arrivati al punto in cui ci ritroviamo. Quello di non avere alcun servizio. E’ di qualche giorno fa il preannunciato trasferimento dell’Ufficio di collocamento in quel di Rutigliano. Lo stesso Comune dove vengono inviati i prelievi di sangue effettuati a Mola. Prelievi che, durante il trasporto, effettuato a dorso di cammello, possono dare adito a risultati contraddittori, per non dire altro. Ciò in quanto si preferisce far viaggiare il plasma vista l’impossibilità di smuovere il primario della struttura rutiglianese incollato al suo posto.

Va da sé che fino a quando non saremo in grado di mobilitare un numero più elevato di cittadini e di rappresentanti politici, sempre in lotta contro la fazione avversa e a prescindere, non potremo ottenere risultati concreti a nostro favore. 

Spiace dover registrare il comportamento anomalo delle minoranze, appiattite a difendere l’indifendibile e la causa prima che fa lievitare l’antipolitica. Chi scrive, pur avendo una collocazione culturale di sinistra, non può fare a meno di denunciare lo stato di cose attualmente  esistente. Quando ci vuole, ci vuole: “pane al pane e vino al vino”. E non mi vengano a dire che: “la nostra posizione politica è dettata da argomentazioni di natura squisitamente bla, bla, bla…”.

Con i preannunciati tagli del Governo non ci sarebbe da meravigliarsi se procedessero alla chiusura totale anche del Punto di Primo Intervento. Con buona pace di tutti. Buona notte Mola!!!!!.

 dacquaviva.vincenzo@libero.it