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PLI: RANIERI PRESIDENTE PROVINCIALE

12 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 472 volte.

Venerdì 06 giugno ’08 presso l’Hotel Palace di Bari, si è svolto il 1° Congresso Provinciale del PLI dal suo nuovo corso. Per il circolo di Mola di Bari erano presenti il coordinatore cittadino Matteo Ranieri ed un significativo gruppo di iscritti al circolo locale. Il Congresso Provinciale esaminando i risultati elettorali delle politiche 2008 ha salutato come fatto positivo, il cammino intrapreso dagli elettori italiani, che invitano chiaramente la POLITICA verso la semplificazione, in sintesi, l’affermazione di un sano rapporto tra laburisti e liberali.

     Resta evidente che la sfida nuova, ci propone la discussione circa l’adesione del PLI  ad una delle due coalizioni parlamentari.

     Resta altrettanto evidente che il PLI non può essere disposto ad alienare il proprio patrimonio ideale,culturale e di persone, atteso che proprio da tanto, la storia lo racconta,l’Italia ha tratto le ragioni più profonde della propria identità repubblicana.

     Questa verità obbiettiva, si traduce in una ricerca che lasciamo alle due coalizioni maggiorenti.Il loro inespresso bisogno, ci darà la misura della loro inaffidabilità liberale.

     La creazione di una terza via, centrista, vedrebbe il PLI ancora una volta protagonista nella ricerca del BENE della Repubblica, essere esecutore dei valori LIBERALI, guardiano delle libertà, FARO per quelle formazioni moderate che già interloquiscono tra loro.

     Tre sono le attenzioni prossime:

1)      l’aria nuova ma stantia che si respira nel Paese, dove il vero pericolo, il consociativismo PDL – PD esige maggiore e più scrupolosa lettura;

2)      la comprensione di quelle 100 mila e più espressioni di volto a favore del PLI, esige essa maggiore e scrupolosa lettura e che può essere stata determinata anche dal fatto che abbiamo trasmesso concetti fondanti sul liberalismo, con chiarezza e semplicità ; abbiamo determinato con l’elettore un feeling che non vi era mai stato;abbiamo denunciato con garbo il dissenso;

3)      dare le soluzioni rispondendo “senza sofismi, particolarismi”, in senso liberale alle tante, tantissime domande a cui siamo sottoposti da parte della popolazione angosciata sulla : sicurezza, giustizia,riforma dei giudici militari,sulla responsabilità dei pubblici dipendenti,sulla burocrazia, sui giovani, sugli anziani, sulle pensioni, sul costo della politica, sul debito pubblico, sulla cultura, sul welfare, sui diritti di proprietà, sulla privacy, sulla tassazione, sugli Enti inutili, sul pubblico impiego, sulla meritocrazia, sulle privatizzazioni, sulle riforme istituzionali, costituzionali ed elettorali, sui dico, sulle coppie di fatto, sulla differenza tra nord e sud, sulle cattedrali nel deserto, sull’ambiente, sull’industria, sulla TAV, sul ponte di Messina, sul Mezzogiorno d’Italia, sul turismo,sul nucleare, sui termovalorizzatori, sui rigassificatori, sulle discariche, sulla spazzatura, sulla raccolta differenziata, sulle fonti energetiche alternative e pulite, ecc. ecc.

     Per questo noi liberali dobbiamo essere capaci di promuovere la “ RIVOLUZIONE LIBERALE” che deve essere in grado di dare le risposte a tutte le domande sopra esposte ed avere la capacità di recidere la cultura clientelare e dirigista imponendo concretamente un forte cambiamento restituendo ai cittadini la fiducia persa ed il senso dello Stato.

     A fronte di quanto su discusso ed approvato all’unanimità, si sono eletti gli organi della Direzione Provinciale del PLI che vede eletti  nel suo interno in posizioni prestigiose due molesi del circolo liberale ovvero:

Presidente Provinciale del PLI : MATTEO RANIERI

Componente del direttivo Provinciale del PLI : LEONARDO BELLOCCHIO

 In seguito ad una storica affermazione del circolo liberale di Mola nelle sedi istituzionali del PLI ,sempre più forte, ne segue l’impegno che ne conseguirà sul nostro territorio, come in quello provinciale.

Come tale, si pone di organizzare a breve il 1° Congresso Comunale dalla ricostituzione del PLI, a fronte di tale indicazione apre la campagna tesseramento 2008 per chi vorrebbe attivamente partecipare a tale costituzione storica del PLI a Mola di Bari.

Giugno 2008

10 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 447 volte.

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RACCOLTA DIFFERENZIATA: ECCO LE COMPOSTIERE

10 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 542 volte.

Parte in questi giorni a Mola un avviso pubblico per individuare gli assegnatari delle compostiere in comodato d’uso gratuito per il compostaggio domestico.

Saranno oltre duecento le compostiere per il recupero dei rifiuti di natura organica a disposizione delle famiglie molesi che ne vorranno fare richiesta.

 

L’iniziativa, che ha lo scopo di promuovere la pratica del compostaggio domestico, rientra nell’ambito del progetto RIREFORSU (Riduzione Recupero Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) promosso dell’ATO BA 5 (di cui fa parte Mola) e finanziato dalla Provincia di Bari.

 

Potranno fare domanda tutti i cittadini residenti che abbiano a disposizione un giardino o un orto.

 

Le domande per l’assegnazione in comodato delle compostiere dovranno essere redatte sull’apposito modulo in distribuzione presso gli uffici del settore Ambiente del Comune di Mola o scaricabile dal sito www.atobari5.it , e dovranno pervenire presso la stessa sede o presso la sede operativa del consorzio ATO Bari 5, in via San Nicola 2 a Putignano.

Il termine per la presentazione delle domande scade il 16 giugno.

Regolamento su www.atobari5.it . Per informazioni 080-4738398.

 

“Nella gerarchia della gestione dei rifiuti – ha detto l’Assessore all’Ambiente del Comune di Mola Pietro Santamaria – la riduzione della produzione dei rifiuti si colloca al primo posto. Il compostaggio domestico riduce la quantità di sostanza organica da smaltire in discarica e produce un ottimo concime per la fertilizzazione di orti e giardini. Alle famiglie che utilizzeranno le compostiere sarà riconosciuta la riduzione del 5% della TARSU.

Se utilizzata bene, la compostiera non emana cattivi odori e aiuta a rispettare i cicli della natura.”

PESCATORI: LA PROTESTA SI SPOSTA A ROMA

10 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 526 volte.

Tensione e preoccupazione al livello di guardia tra i pescatori pugliesi, messi in ginocchio dalla grave crisi che in questi giorni sta colpendo questo importante comparto dell’economia della nostra regione. Da quasi quindici giorni i motopesca sono ormeggiati nei porti con conseguente blocco totale di tutte le attività, comprese quelle dell’indotto. Il mercato ittico è chiuso, il pesce fresco manca ovunque. Di conseguenza anche le pescherie hanno dovuto chiudere i battenti. Per solidarietà con la categoria, in molti supermercati è stata sospesa la vendita del pesce congelato.

L’aumento vertiginoso del prezzo del gasolio ha messo in ginocchio l’intero comparto in Italia, ma anche in Francia e Spagna. La protesta si è allargata ovunque ed investe il Governo centrale, ma anche la Comunità Europea.

Lo avevano detto sabato scorso durante l’assemblea tenutasi presso la sala consiliare del Comune di Mola i rappresentanti delle diverse marinerie pugliesi, e alle parole seguono i fatti: mercoledì 11 Giugno i pescatori pugliesi terranno una manifestazione davanti alla sede della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a Roma.

Scopo della manifestazione è quello di chiedere al Governo interventi concreti a sostegno del settore ittico, messo in ginocchio in questi giorni dell’aumento del prezzo del carburante.

Alcuni bus partiranno dal mercato ittico di Mola alle ore 2.00 di mercoledì.

Come promesso nel corso dell’Assemblea di sabato, il Sindaco di Mola Nico Berlen, il vicesindaco Giuseppe De Silvio, i rappresentanti delle amministrazioni dei Comuni di Monopoli, Fasano e di altri Comuni costieri della regione, accompagneranno a Roma i pescatori.

“In quanto amministratori – ha detto il Sindaco Berlen – abbiamo il dovere di essere vicini a tutte le famiglie di nostri concittadini che vivono grazie alla pesca. Questo è il momento in cui tutta la categoria deve dimostrare la sua compattezza, il suo peso, la sua determinazione. Sono certo che questa battaglia sacrosanta troverà l’adesione non solo di tutti i pescatori, ma anche di tutti gli operatori del settore e degli amministratori delle le città di mare pugliesi.”

MOLA RICORDA GIOVANNI PAPAPIETRO

10 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 643 volte.

Giovedì 5 giugno, presso il Castello Angioino, il Comune di Mola di Bari, l’Associazione Puglia Europa, l’Associazione Italo Calvino, la Fondazione Di Vagno hanno presentano il libro La politica del dialogo (evento in ricordo di Giovanni Papapietro).

 

Sono intervenuti: Nico Berlen; Vanna Cotturri; Enzo Cristino; On. Enzo Lavarra;

Avv. Gianvito Mastroleo; prof. Lucio Pollice; prof. Giuseppe Palasciano;

Marisa Papapietro; Annella Andriani.

 

Molese, figura di riferimento per la politica pugliese negli anni ottanta e novanta, intellettuale raffinato e appassionato politico, Giovanni Papapietro fu per molti anni parlamentare prima alla Camera dei Deputati e poi al Parlamento Europeo.

Il libro La politica del dialogo, edito da Progedit, raccoglie alcuni suoi scritti inediti.

Durante l’incontro, intellettuali, politici e amici ne hanno ricordato la figura politica e umana a tre anni dalla scomparsa.

 

IL DEGRADO DEI GIARDINI

10 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 559 volte.

A due passi dal Comune, sotto gli occhi di Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali, si consuma da anni il degrado irreversibile dei giardini pubblici davanti all’ex mercato coperto di via De Gasperi, che oggi ospita esercizi commerciali e l’ufficio postale. Erbacce, rifiuti di ogni genere, siringhe fanno da corollario ai pochi alberi che tentano di resistere al vandalismo diffuso. Con l’arrivo della stagione calda, proliferano nella zona grossi ratti e insetti che mettono a repentaglio la salute dei cittadini. I residenti sono stanchi di assistere a scene poco edificanti che si svolgono all’interno della struttura, dove tutto è fatiscente. Sembra di essere in una periferia abbandonata, invece si è in centro, a pochi passi dal palazzo del potere.

Dal Comune fanno sapere che è in fase di ultimazione un progetto di ristrutturazione dei giardini e dei manufatti. Ma, in attesa dei lavori, non sarebbe logico chiudere la strutturae bonificarla?

LA VITA E LE OPERE DI CESARE SPORTELLI

6 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 1.540 volte.

il Venerabile nato a Mola il 19 giugno 1701

Di Giovanni Miccolis

 

 

Nel 1937, a cura della “Sumptibus Domus Generalitiae”, via Merulana 31, Roma, fu dato alle stampe il volume contenente le lettere di Cesare Sportelli: “Epistolae Ven. Servi Dei Caesaris Sportelli”. L’introduzione (in latino) fu curata dal Redentorista Clemens M. Henze (a), il cui testo (con traduzione in italiano a cura di Catia Campanile) viene qui riproposto quasi integralmente (con l’aggiunta di alcune mie note), poiché contiene interessanti notizie sulla vita e sulle opere del nostro venerabile concittadino:

«Il decreto di introduzione della causa del ven. Servo di Dio Cesare Sportelli (28 nov. 1899) [b], non dubita nel definirlo “uno a guisa di fondatore della congregazione del SS. Redentore”, e il nostro catalogo più antico riporta: “Il P. Liguori , e Sportelli, e il fratello Vito Curzio furono le tre pietre fondamentali sulle quali S. D. M. si degnò gettare le prime fondamenta della nostra minima Congregazione”. Alla morte del ven. Cesare lo stesso Fondatore pensò di introdurre la sua causa di beatificazione a Roma, ma per la difficoltà dei tempi fu impedito nel proseguire in tale intento. Molto presto anche il progetto di pubblicare seriamente sulla vita del servo di Dio apparve chiaramente da piccole note raccolte da P. Antonio M. Tannoia (1) e dalle lettere che inviò il 2 marzo 1753, dunque nel terzo anno dopo la morte di Cesare, al marchese Carlo de Marco (2), ministro del re Carlo III e un tempo condiscepolo e amico di Cesare negli studi giuridici, per ricavare notizie più accurate sul periodo degli studi e per il sostegno della “causa”. Lì infatti scriveva con chiare parole sul ven. Servo di Dio: “dovendosi dare alle stampe la storia di sua vita”; grande attenzione meritano le prime parole della lettera: “L’esserle stata notificata da nostri PP. allorchè V. S. Ill.ma fu in Bovino la felice morte del fu nostro P. D. Cesare Sportelli, e le copiose grazie che il Signore si è degnato e si degna concedere per sua intercessione a pro di tanti e tanti suoi divoti, mi persuado che le sia stato di non poca consolazione”. Poiché il ven. Cesare Sportelli in vita e dopo la morte godette di fama di santità per niente comune, non c’è da meravigliarsi che, come sembra, per opera dello stesso S. Alfonso, molte sue lettere siano state raccolte, in parte originali, in parte esemplari trascritti. Senza dubbio non fu fatto con lo scopo di nascondere per sempre queste lettere in un altro archivio, ma perché fossero divulgate secondo un’istruzione comune. Tuttavia, fin qui trascorsi dalla morte del servo di Dio più di 187 anni, a mala pena qualcuna tra queste lettere vide la luce; né fino a questo momento è stato fatto, nonostante che nel 1894 circa Pietro Oomen, allora nostro procuratore generale, nel processo di beatificazione del servo di Dio, circa le sue lettere disse: “lettere, che noi crediamo di rendere pubbliche per la stampa “. Dunque facciamolo una buona volta, perché a lungo è stato omesso, e tutte le lettere del servo di Dio, tutte quante, mostriamole integralmente, fedelmente e in ordine cronologico, così le proteggeremo dalla rovina. Così dicemmo ed a Roma presso il nostro Postulatore generale è visibile il codice dal titolo “Autografi del P. Sportelli”. […] Da tali documenti si manifesta bene l’indole del ven. Cesare Sportelli. Già la stessa scrittura esterna indica un animo ordinato, fermo, coerente. Infatti dall’argomento e dalle parole del suo epistolario, ovunque si manifesta “l’uomo di Dio”, un religioso che valuta ogni cosa con la luce della fede, umile, benigno, particolarmente fedele con gli amici, che riserva un animo molto grato verso i benefattori, veramente amabile, e in certe occasioni anche ingegnoso e spiritoso. La nostra regola primaria, l’imitazione di Cristo, era a lui particolarmente familiare e argomento preferito per le esortazioni. Non mancano tuttavia gli errori di penna di chi scrive velocemente, né sbagli ortografici e grammaticali, tuttavia […] la penna del Servo di Dio supera la penna di molti scrittori dello stesso periodo e risplende in parte di ingenua bellezza. P. Fridericus Kunz nel suo processo giudica così: “Lo stile di tutte le sue lettere è florido, ma non manierato, ed a mio parere degno di essere messo a fianco delle lettere di S. Francesco di Sales” (3). Il ven. Servo di Dio non scrisse alcuna lettera dettandola, lettere che sono da attribuire a quel servo di Dio, delle quali, tranne una, sono sottoscritte col nome di Sportelli e conservate tra i suoi originali. Pertanto qui non possiamo ometterle .

Come facemmo nelle epistole del ven. Paolo Cafaro (4) pubblicate nel 1934, così anche qui ci piace premettere gli eventi principali della vita del ven. Cesare Sportelli. Circa il giorno di nascita del nostro servo di Dio c’è una particolare discordanza. Un nostro antico catalogo riporta il 14 Febbraio 1699; Giuseppe Landi nelle sue Memorie Storiche, il 29 Marzo 1702; Antonio Tannoia nelle sue annotazioni riporta una data precedente rispetto agli altri. In verità negli atti del processo di beatificazione è inserito il documento originale del battesimo, da dove si constata che sia nato il 19 Giugno 1701 e il giorno dopo battezzato. In che modo lo stesso servo di Dio abbia potuto scrivere il 14 luglio 1748: “oggi è il mio compleanno”, per noi è un mistero (5). Nacque a Mola di Bari, cittadina della Puglia, ma poiché suo padre Bernardino Sportelli, medico di professione, era cittadino polignanese (?) [putignanese] e piuttosto forestiero residente a Mola di Bari, anche il figlio ebbe il proprio domicilio legale a Polignano (?) [Putignano]. In seguito, fu portato non ancora di due anni in quella cittadina, abitando nella casa della nonna materna fino al 1714 circa. Per qualche tempo visse nella cittadina di Acquaviva presso il padre (il quale lì si spense nel 1729). Nel 1716 giunse a Napoli, e lì rimase fino al suo ingresso nella congregazione (1733). Si dedicò sotto il dotto sacerdote Blasio Troisi, secondo il costume di quel periodo, agli studi filosofici, giuridici e teologici. Nel 1725 conseguì la laurea in diritto, sostenne la difesa con successo di molte cause, aiutato dall’egregio giureconsulto Vitale di Vitali, fu proposto inoltre quale avvocato/amministratore del principe Del Vasto. In quel periodo chiamò a Napoli anche il suo unico fratello Felice (che dopo divenne medico a Crotone), e la pia madre.

Tale madre Barbara Pavia era veramente una santa donna. Dopo l’educazione dei figli, con il consenso del marito e delle autorità ecclesiastiche, si congedò dalla vita coniugale indossando l’abito della Terziaria di S. Domenico e prendendo il nome di Suor Maria Anna Giuseppe di Gesù. A Napoli si mise con i figli sotto la guida di un sacerdote di egregia virtù della congregazione delle Pie Opere, Tommaso Falcoia (6), che fu trasferito nella sede vescovile di Stabia nel 1730. Egli, poiché aveva fondato a Stabia un conservatorio per fanciulle a rischio, mise a capo dell’istituto la sua figlia spirituale. Falcoia fu anche promotore con questa santa donna dell’invito, da Roma a Napoli, delle “Maestre Pie”, fondate da S. Lucia Filippini, e Cesare andò incontro a Capua alle prime due vergini. Il ven. Servo di Dio fece conoscenza e amicizia con Alfonso de’ Liguori nel periodo in cui esercitava a Napoli la professione di avvocato. Pertanto, quando S. Alfonso fondò il 9 nov. 1732 la sua congregazione, Sportelli aveva deciso fermamente di aggregarsi a lui; in quel giorno però non sembra essere stato presente a Scala. Falcoia scrive nel 1733 a S. Alfonso: “Il sig. Sportelli stà trattenuto ancora dalle sue emergenze. Poco dopo egli stesso afferma: “D. Cesare ha già preso l’abito clericale. Nello stesso periodo Cesare sembra essersi avvicinato definitivamente a Scala, e, così disponendo Dio, fu di sostegno e di singolare conforto per il S. Fondatore , sconvolto da grandi sofferenze per il venir meno dei primi compagni. Lì dunque, sotto lo stesso Alfonso, compì il suo noviziato, anche se non era istituito un formale tirocinio. Con un così grande maestro continuò gli studi teologici iniziati prima a Napoli, nello stesso tempo maestro di gioco dei piccoli in quella scuola elementare, che gli affidarono i cittadini scalensi. Contemporaneamente gli fu permesso tenere qualche catechesi o piccola adunanza popolare od in missione o nel conservatorio di Stabia. Dallo stesso epistolario falcoiano veniamo a conoscenza di quante pene abbia creato l’ordinazione dello stesso Cesare; benchè la diocesi polignanese (?) [putignanese] abbondasse di sacerdoti, il suo vescovo non voleva dare il suo benestare. Questo è ciò che Falcoia scrisse il 15 Agosto 1735: “Per don Cesare stò afflittissimo, perché non si vede l’effetto del grandissimo impegno preso dalla Sig.ra Duchessa d’Andria. (7) Temo, che, se io non vado in Roma, non si spunterà questa faccenda”.

Il 2 ottobre dello stesso anno il vescovo Calatino Vigilante (8) si espresse in favore di Cesare nella S. Congregazione EE. e RR., e in quella occasione, probabilmente la curia romana sentì parlare per la prima volta della fondazione della Congregazione del S. Salvatore. Tuttavia il vescovo potè dare a Cesare la “Tonsura” soltanto il 6 aprile 1736. Era dunque necessario che il vescovo di Stabia, alquanto vecchio, andasse a Roma per trattare personalmente la questione. Nel mese di Febbraio 1737 intraprese con il suo Cesare un viaggio e attraverso il mare, soffrendo per calcoli ai reni, raggiunse la città di Alma […] Falcoia tornato a casa, dopo aver imparato a riconoscere durante il viaggio per mare la visibile protezione del SS. Dio Padre contro i pirati, i1 25 marzo conferì in nome di Cristo al suo carissimo figlio gli ordini minori e nei giorni 1, 3, 5 maggio gli ordini maggiori. Quanto fu grande la felicità del Servo di Dio, poiché gli fu possibile a 36 anni celebrare il primo sacro rito (il nostro S. Clemente aveva celebrato la prima messa a 33 anni, S. Alfonso a 30!), probabilmente alla presenza della dolcissima madre che poco dopo morì. Sui 13 anni di sacerdozio concessi da Dio a Cesare non è opportuno dire altre cose, perché su questo periodo ci sarebbero state date altre testimonianze eloquenti nelle lettere successive. Principalmente ci interessano le cose che Sportelli fece per la congregazione nascente. Singolare fu la sua devozione per S. Maria Maddalena (della cui devozione appaiono molte prove nell’epistolario), perché la prima professione o l’offerta fu fatta il giorno della vigilia di questa festa (21 giugno 1740). Nel tempo in cui il S. Fondatore era trattenuto dalle missioni napoletane, Sportelli era a capo dell’unico collegio “Iuranense” [di Ciorani]. Nel 1743 assistette alla morte del vescovo di Stabia. Nel Capitolo Generale, dopo la morte di costui, fu eletto superiore del Capitolo, fino all’elezione del Rettore maggiore S. Alfonso e, successivamente, Consultore generale. Già in precedenza era stato nominato primo Superiore della nuova casa paganense, e dopo riuscì a fondare la casa di Materdomini (9).

Tutti devono aver ignorato a lungo la natura del suo morbo mortale (tisi), come mostrano le sue lettere. Il 14 settembre 1749 fu considerato già morto, ma improvvisamente riprese la parola e le forze, al punto che a novembre potè celebrare nuovamente messa e compiere qualche altro piccolo viaggio. Tuttavia il 19 Aprile 1750 con una santa morte finì la vita santa a Pagani. Dopo pochi mesi, quando fu riaperta la tomba, fu ritrovato il suo corpo intatto e nello stesso modo si verificò dopo tre anni e sette mesi; infatti così nella scheda cartacea di quel tempo sullo scritto di Cesare Sportelli si legge: Morto a 19 aprile 1750. Dopo 3 anni e sette mesi dissotterato, per porlo in luogo più decente, si trovò alla presenza dei Padri, del Vicario Generale de Mastrodatti e de R.mo Abbate Tortora incorrotto, e flessibile, e la carne che avea un color d’oro dava un certo bell’odore, il ventre elastico e tutte le membra flessibilì. Si cavò del Sangue e diede vivo Sangue. Il corpo tutto intiero senza verun segno di fracidume con tutto che le vesti fossero infracidite, e tanto che si dovettero cambiare ecc. Si pose il cadavere in una cassa suggellata ecc.

Tuttavia al ven. Servo di Dio anche questo infortunio (se è lecito parlare così nei riguardi degli abitanti del Cielo) accadde al punto che adesso il luogo della sua sepoltura si ignora completamente (10).

E’ stato fatto da Dio, affinché non solo le preziose reliquie del Servo di Dio fossero ritrovate in un secondo momento, ma anche al fine di poter dar seguito alla pubblicazione delle sue lettere, con la divulgazione di una nuova biografia degna di un simile eroe, l’invocazione più impetuosa con la gloria dei miracoli, la beatificazione e la canonizzazione di un simile amabile Redentorista! »

 

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Immagine del Venerabile Sportelli conservata nella Casa Generalizia a Roma

Note:

(a) Autore della nota opera:“Lourdes. Storia documentata delle apparizioni e del Santuario”- Roma, 1947. Dal testo si rileva che non conosceva la distinzione tra Polignano e Putignano.

[b] Nel 1893, presso l’editore Guerra e Miri, furono pubblicati due libri: Claudio Benedetti “Posizioni e articoli per i processi ordinari su la fama di santità, delle virtù e dei miracoli del servo di Dio p. Cesare Sportelli”; Giuseppe Landi “Notizie del servo di Dio p. D. Cesare Sportelli sacerdote professo della Congregazione del SS. Redentore”.

(1) Nacque il 27 ottobre 1727 a Corato. Professò i voti nel 1747 e fu ordinato sacerdote nel 1750. Per lungo tempo fu Maestro dei novizi, Procuratore e Consultore. Morì il 12 marzo 1808 in Deliceto (Foggia). E’ noto come il primo biografo di S. Alfonso per la monumentale opera scritta tra il 1798 e il 1803: Della Vita ed Istituto del venerabile servo di Dio Alfonso M. Liguori vescovo di S. Agata de Goti e fondatore della Congregazione de Preti Missionari del SS. Redentore”, 4 libri in tre tomi- Napoli 1798-1800-1802.

Sull’incontro di Cesare con Alfonso disse: “Lo seguì il Dottor D. Cesare Sportelli, Gentiluomo della Città di Acquaviva, ed oriundo da quella di Potignano. Faceva questi l’Avvocato ne’ Tribunali di Napoli, ed era uno de’ migliori professori dell’età sua. Sin da giovanetto erasi diretto nello spirito con Monsignor Falcoja, allora pio Operaio, e fatto Vescovo, nè anche si allontanò da’ di lui consigli. Stanco del Mondo, voleva ritirarsi in qualche osservante comunità; ma consigliato dal Falcoja a farsi coadjutore di Alfonso in un’Opera di tanta gloria di Dio, lo fece con suo compiacimento, e fu poi di molto vantaggio della nostra Congregazione”.

Sul decesso di Cesare Sportelli scrisse: “Nell’atto, che stava in Melfi, ebbe notizia Alfonso del passaggio al Cielo, come speriamo, del P. D. Cesare Sportelli, suo primo Compagno nell’Istituto. Questo fu un taglio amaro per Alfonso, sebbene sin da due anni prima si ci era apparecchiato, vedendolo sorpreso da un tocco apopletico. Godette bensì delle circostanze, che precedettero un tale passaggio. Profetizzato si aveva sin da mesi addietro lo Sportelli il giorno, ed anche l’ora della sua morte. Come avevasela predetta, cioè in tempo, che i Fratelli della nostra Segreta stavano in Chiesa i loro divoti Esercizj, così accadde. Partendo Alfonso da Ciorani Per questa Missione, disse ancora ad uno de’ nostri Padri, che doveva seco unirsi: Baciate per me la mano al P. Rettore Maggiore, e ditegli, che in Melfi, quando avrà la notizia della mia Morte, che facci raccomandare a Gesù Cristo l’Anima mia. Così fu. Morì lo Sportelli con fama di gran Santità, e videsi glorificato da Dio con molti prodigi, come tutto giorno accade, invocato da’ suoi divoti. Il suo Corpo si conserva incorrotto, e diede sangue avanti i Giudici Ecclesiastici, anche mesi sei dopo la sua morte”.

(2) Compagno di studi di Cesare a Napoli. Uomo di grande prestigio fu ministro della giustizia e degli affari ecclesiastici del Regno di Napoli con Carlo III di Borbone e – dopo la partenza di questi per la Spagna- con Ferdinando IV. Subito dopo il conseguimento della laurea pregò il suo amico principe del Vasto e signore di Procida di assumere Cesare come avvocato- amministratore. Con la rivoluzione del 1799 fu deposto dalla carica e gli fu assegnata una pensione di 200 denari, elargizione che egli rifiutò dicendo “di essere stato sempre attaccato alle autorità costituite ed al Vangelo, e che ancor ha tanto da poter vivere i restanti suoi pochi giorni, e però impiegassero in altro uso i D/. 200 al mese, attese le urgenze della Repubblica”.

(3) Francesco di Sales (Thorens-Glières, 21 agosto 1567Lione, 28 dicembre 1622) vescovo francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa anglicana. Le sue principali opere furono “Introduzione alla vita devota” e Trattato dell’amore di Dio”, testi fondamentali della letteratura religiosa di tutti i tempi.

(4) Il buon S. Alfonso ne scrisse la biografia: “Vita del Rev. Padre D. Paolo Cafaro – Sacerdote della Congregazione del SS. Redentore”; scrisse anche del compagno di Acquaviva di Cesare: “Breve ragguaglio della vita di Fr.Vito Curzio”.

(5) Nella lettera del 14 luglio 1748 Cesare scrisse: “Oggi è il mio compleanno: almeno in questa vita che resta…”[il buon molese non dette molta importanza ai suoi fatti personali e col tempo dimenticò persino la data di nascita]. Nel periodo in cui ebbe difficoltà ad ottenere il benestare dalla diocesi di Putignano per l’ordinazione di sacerdote nella diocesi di Stabia scrisse nella lettera del 29 gennaio 1735: “Berardino mio Padre per un inopinato incontro prese moglie in Mola et ivi vi si tratenne alcuni anni, e poi passò in Aquaviva ove morì. Ma nell’uno e nell’altro luogo le dimora qual forastíere e cittadino di Putignano, godendo sempre di quella cittadinanza lo credo, che non avea ancora toccato i due anni, quando da Mola fui condotto in Putignano presso dell’ Ava mia materna, et colà fui allevato circa 1′ età di tredici anni: di la per non molto tempo mi tratenni in Aquavíva, poichè nel 1716 venni in Napoli, ove sempre son dimorato, a riserba di certi mesi, quando andai ad assistere alla morte di mio Padre, e quando fu la guerra in Sicilia [Forse si riferisce al 1719 quando gli Spagnoli attaccarono la Sicilia contrastati dalla Quadruplice Alleanza. Gli Spagnoli furono inizialmente sconfitti a Capo Passero, ma il conflitto continuò fino alla pace di Utrecht e proseguì fino all’anno successivo terminando con la Pace dell’Aia], e quando sono uscito per Accessi, e negozij della Professione.

Da Mola ho fatto già fare la fede del Batt.mo e matrimonio de miei Genitori. Da Putignano, ove fui allevato già ho avuto lo stato libero, e questo credo ancora, che sia sbrigato in Napoli, secondo gli riscontri, che me ne ha dato mia Madre, se pure la morte del Cardi­nale non 1′ avesse remorato. In Napoli gia ho persone, che sanno d’essere io andato colà nel 1716, e queste restai [fissai] per favo­rírmí per lo stato libero, come penso, che gia abbino fatto. Et in sostanza tutta la casa del Sig. Principe di Aquaviva [Carlo II de Mari] sà questo, mentre per i primi giorni io dimorai in casa di esso Sig. Principe, a cui è nota ancora la continuazione di mia dimora in Napoli.[…]”.

(6) Tommaso Falcoja dei “Pii Operai” (14/3/1663- 20/4/1743), vescovo di Castellammare di Stabia.

(7) Maria Francesca de Guevara (29/6/1710-4/3/1795), figlia di Inigo, Duca di Bovino e di Eleonora de Cardenas dei Marchesi di Laino, sposò il 30/6/1726 Ettore II Carafa (11/4/1701-15/5/1764), Duca d’Andria e di Castel del Monte, Conte di Ruvo, Marchese di Corato, Principe di Chiusano e Grande di Spagna, Vicario Generale di Terra di Bari e di Lecce, Gentiluomo con esercizio del Re di Napoli dal 1734, Cavaliere dell’Ordine di San Gennaro e Gran Siniscalco del Regno di Napoli.

(8) Si tratta di Costantino Vigilante (1685-1754), vescovo Calatino (di Caiazzo), nominato da Benedetto XIII (il papa di Gravina), il quale si interessò della diffusione dell’Ordine dei Redentoristi (i Liguorini), con il compito di preparare i nuovi sacerdoti.

(9) Cesare fu il primo rettore della fondazione di Materdomini (Caposele). S. Alfonso nelle sue scelte fondamentali, a volte anche rischiose, faceva spesso affidamento a Cesare. Ecco, ad esempio, cosa scriveva ad uno dei padri consultori della sua Congregazione che muoveva molte difficoltà al progetto di ottenere dal Re l’approvazione dell’Istituto: “Dico la verità, se non fosse proprio per la Congregazione, lascerei qui ogni cosa e me ne verrei a chiudere dentro una cella a Ciorani, senza intrigarmi più di niente; ma non mi fido farlo in coscienza. M’immaginava che V. P. e gli altri costì si fossero in quest’affare, dove vedono che io procedo con tante riflessioni, rimessi a me, o almeno a me e a D. Cesare (…)”.

(10) Durante l’esposizione della salma di Cesare, la cassa fu portata in soffitta (doveva servire per altro funerale? Forse. Il tutto è legato al mistero della scomparsa del corpo del venerabile molese!). San Gerardo Maiella, allora di 24 anni, nei momenti di sconforto tornava in soffitta, si calava nella cassa che aveva ospitato il suo caro amico e dormiva per qualche ora.

* Per finire una piccola annotazione sull’iscrizione dell’immagine del Venerabile “Caesar Sportelli a Formiano…”. L’autore del dipinto si riferiva erroneamente a Mola di Gaeta, laddove anticamente era individuato il “porto formiano”.

Il testo integrale del libro”Epistolae Ven. Servi Dei Caesaris Sportelli”, a cura della Sumptibus Domus Generalitiae (Roma 1931) può essere scaricato dal nostro sito

www.citta-nostra.it

 

LA GUIDA MOLA PER VOI

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 510 volte.

Con i numeri di Giugno e Luglio di “Città Nostra” sarà distribuita la nuova “Guida Mola”, uno strumento indispensabile per le famiglie e le imprese. “Città Nostra” e la “Guida” sono in vendita al prezzo speciale di €. 3,00. L’abbinamento non è obbligatorio, per cui è possibile acquistare il solo giornale. I lettori che volessero più copie della “Guida”, possono acquistarle al prezzo di €. 1,40, senza per questo essere obbligati a comprare altre copie di “Città Nostra”.

A causa delle costose tariffe postali, non ci è possibile spedire la “Guida” agli abbonati, che

possono ritirarla, fino al 31 Dicembre 2008, sempre al prezzo di €. 1,40, esclusivamente presso la Libreria “Quadrifoglio” in via De Gasperi, 184.

 

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TURNO FARMACIE

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 467 volte.

1-7 Giugno

Dr. Maria Rosaria Partipilo

Via De Gasperi, 152  tel. 0804745020

 

8-14 Giugno

Dr. Roberto Carrata

Via Bovio, 48  tel. 0804741092

 

15-21 Giugno

Dr. Antonia Mangiolino

Via C. Battisti, 155  tel. 0804743091

 

22-28 Giugno

Dr. Vincenzo Fornari

Via E. De Nicola, 108  tel. 0804743213

 

29 Giugno-5 Luglio

Dr. Nicola Di Zonno

Via S. Spaventa, 66 tel. 0804741665 

IL SITO DEL COMUNE FUNZIONA

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 533 volte.

Come alcuni cittadini hanno potuto notare, nei giorni scorsi il sito internet istituzionale del Comune di Mola www.comune.moladibari.ba.it non è stato aggiornato con la consueta tempestività.

 

Il webmaster e lo staff responsabile della manutenzione del sito internet comunale, nello scusarsi con i cittadini utenti per il disagio, comunicano che la sospensione degli aggiornamenti si è resa necessaria per consentire l’attuazione di alcune misure di sicurezza.

 

Come si ricorderà, infatti, nei giorni scorsi il sito era stato oggetto di attacchi da parte di hacker che ne avevano danneggiato e modificato i contenuti .

La manutenzione realizzata in questi giorni ha consentito un monitoraggio dettagliato e una raccolta minuziosa dei dati riguardanti gli accessi non autorizzati.

Le informazioni raccolte sono state allegate alla denuncia presentata alla polizia postale di Bari.

TRINITA’: FIRMATA LA CONVENZIONE

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 997 volte.

Di Luca Basso

il Sindaco di Mola Architetto Nico Berlen ha firmato al Ministero delle Infrastrutture la convenzione e i protocolli d’intesa relativi al programma “Contratto di quartiere II” Regione Puglia .

Il progetto presentato dal Comune di Mola ha ottenuto un finanziamento di 5 milioni di euro ai quali si aggiungono le quote di cofinanziamento dei privati, e interesserà prevalentemente ma non esclusivamente, il quadrilatero compreso tra asse ferroviario, via Laterza, via Canudo e via Rutigliano. Tra le realizzazioni previste si segnalano in particolare: un ampio parco urbano ecosostenibile comprendente un insediamento edilizio costituito da 42 mini alloggi destinati alle categorie deboli (anziani, giovani coppie, disabili, etc.) e la “città dei bambini”; il proseguimento della pista ciclabile da via Paolo VI fino alla zona 167, una nuova piazza connessa alla realizzazione della nuova chiesa della SS Trinità; oltre ad interventi di riqualificazione di altri spazi verdi presenti nel quartiere.

LUNGOMARE: BANDITA LA GARA

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 561 volte.

Il Comune ha finalmente pubblicato il bando di gara per i lavori di sistemazione del fronte mare urbano – lato nord. Si tratta del primo lotto funzionale, consistente nella realizzazione di aree pedonali, strade, parcheggi, pista ciclabile, impianti idrici, fogna nera e bianca, pubblica illuminazione e opere di difesa a mare. L’importo di spesa complessivo, a base di gara è di €. 4.294.738,36. Le offerte dovranno pervenire al Comune di Mola entro il 30 Giugno 2008. Le buste saranno aperte il giorno successivo ed in quella occasione ci sarà la dichiarazione della ditta vincitrice. I lavori dovranno concludersi entro 426 giorni dalla data di consegna. L’importo di spesa è coperto da finanziamenti residui del Piano Urban (poco più di due milioni e da un mutuo contratto dal Comune). Ricordiamo che i finanziamenti di Urban si chiudono il prossimo 31 Dicembre. Ricordiamo anche che questi lavori non sono che una piccola parte del faraonico progetto Bohigas, che originariamente prevedeva la risistemazione di tutto il lungomare fino all’altezza del depuratore, la realizzazione del porto turistico, dei parcheggi sotterranei, della nuova piazza XX Settembre, della spiaggia attrezzata e del famoso isolotto. Esauriti i finanziamenti europei, le restanti opere dovrebbero essere finanziate con mutui o altri canali da ricercare.

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AL POLIAMBUATORIO NUOVE ATTREZZATURE

5 giugno 2008 0 Commenti - Articolo letto 556 volte.

Come anticipato dall’Assessore Battista nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, il poliambulatorio di Mola si è dotato di nuove moderne attrezzature per la diagnostica sanitaria.

 

In questi giorni infatti, sono entrati in funzione proprio presso il poliambulatorio tre nuovi apparecchi: un ortopantomografo, uno strumento per la valutazione della densitometria ossea e un ecocardiografo.

Particolarmente importante l’arrivo del densitometro, terzo esemplare in funzione in Puglia dopo quelli del policlinico di Bari e dell’ospedale “Casa sollievo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo.

 

Grazie a queste nuove macchine potranno dunque essere eseguiti a Mola tutti gli esami radiologici per uso odontoiatrico; gli esami per la valutazione della massa ossea su avambraccio, colonna vertebrale e anca; gli esami per la valutazione dell’osteomalacia sui bambini e per la determinazione della morfometria vertebrale nella osteoporosi conclamata.

 

determinante, per questo importante aggiornamento strutturale, l’impegno dell’Amministrazione Comunale: “Continua – ha osservato il Sindaco di Mola Nico Berlen – la nostra opera di potenziamento della dotazione sanitaria del nostro territorio. Fino ad oggi siamo riusciti non solo a difendere e mantenere i servizi già attivi a Mola, ma anche ad arricchire progressivamente l’offerta sanitaria nel nostro Comune.”

 

“Dopo il mammografo e il nuovo ecografo – ha detto l’Assessore Comunale ai servizi sociali Franco Battista – nuovi importanti strumenti arrivano a migliorare la dotazione del nostro poliambulatorio.

Esprimo la mia più viva soddisfazione per queste nuove acquisizioni, che abbiamo ottenuto lavorando con pazienza e tenacia. Ora per tanti molesi sarà possibile curarsi senza dover lasciare la propria città.”